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Il castello di Vogogna
IL CASTELLO DI VOGOGNA
a cura di Franco Caresio
Fra il X e il XV secolo Vogogna, villaggio di antiche origini (il toponimo deriva da Vallis Agonum, cioè “villaggio degli Agoni”, la popolazione gallica che abitava questi luoghi prima dell'arrivo dei Romani), era uno dei centri più importanti e più solidamente fortificati della Val d'Ossola, vista la sua posizione nella bassa valle, non lontano dal fiume Toce, lungo la strada verso i valichi del Sempione e del Passo di San Giacomo, e punto di convergenza della Valle Anzasca e vallate minori collegate con la Svizzera.
All'XI secolo risale il nucleo più antico, la robusta torre rettangolare a ridosso dell'abitato e alle falde della montagna. Il castello era collegato all'antico sistema difensivo del Monte Orsetto, ed assunse il suo aspetto definitivo nei secoli successivi. La pianta irregolare della struttura è dunque da ascriversi sia alla necessità di adattare le varie parti che la compongono al terreno scosceso e alle rocce affioranti, sia alle diverse fasi di costruzione, e i circa quattro secoli intercorsi nella costruzione del sistema fortificato di Vogogna sono ancora ben leggibili nelle architetture delle parti che lo compongono.
Le due figure storiche di riferimento sono Giovanni Maria Visconti, vescovo di Novara dal 1344, che fece iniziare i lavori di ampliamento e rafforzamento del castello in appoggio alla politica espansionistica dei Visconti e come argine alle incursioni dai territori svizzeri. L’altra figura è, a metà del Quattrocento, Vitaliano Borromeo, alla cui casata il territorio era nel frattempo passato.
Verso l’abitato, l’edificio è caratterizzato da una splendida torre, dall’insolita pianta semicircolare o a ferro di cavallo, interamente in blocchi di pietra e parte terminale aggettante su tre modiglioni sovrapposti, anch’essi in pietra, che aprono profonde caditoie. La copertura in lose o beole di pietra è a capriata a vista ed è probabilmente, come lasciano intuire le particolari feritoie, un adattamento dell’inizio del Trecento in seguito al sempre più massiccio uso di armi a fuoco. Si collega, attraverso un lungo corpo di fabbrica, all’altra torre, quella rettangolare e più antica.
Proprio per la sua posizione strategia Vogogna fu teatro di diversi episodi di guerra e per questa ragione sino alla metà del Cinquecento - quando il massiccio impiego di nuove armi da fuoco e potenti esplosivi rese superate le fortezze medievali - il castello venne ampliato e ulteriormente fortificato. Lavori importanti furono eseguiti, ad esempio, intorno al 1446 quando Vogogna era feudo di un’altra potente famiglia, quella dei Borromeo: sul lato sinistro dell’edificio che comprende le due torri fu alzata una poderosa cinta muraria quadrangolare, con un tratto rientrante, a merlatura guelfa, e venne aperta una nuova porta ad arco, difesa da ponte levatoio. Un ulteriore potenziamento è segnalato nel 1514 quando il castello, ormai definitivamente strutturato nelle sue architetture, fu inglobato in un sistema perimetrale di mura che circondavano l’intero abitato.
Gli anni di maggior splendore della fortezza di Vogogna furono indubbiamente i decenni che, a partire dal 1446, videro la signoria di Vitaliano Borromeo - signore anche di Mergozzo e di diverse altre terre sino alla sponda occidentale del Lago Maggiore - e poi dei suoi discendenti almeno sino al 1514. Furono anni in cui il castello, pur non perdendo la sua originaria funzione di presidio militare, venne ampiamente utilizzato dai Borromeo anche come dimora signorile. Dell’apparato decorativo e degli arredi che pure dovettero essere realizzati non esiste più traccia, anche perché il castello fu più volte preso d’assalto sia da eserciti dei Vallesani penetrati in Ossola attraverso il valico del Sempione, sia nel corso di rivolte popolari scatenate da carestie e da malgoverni. La signoria dei Borromeo su Vogogna proseguì comunque sino al 1797. L’anno successivo il castello passò in proprietà comunale, la possente torre semicircolare venne adibita a carcere (diverse tracce rimangono di quella destinazione) mentre il resto dell’edificio fiu trasformato in magazzini. Nel 1990 sono iniziati i restauri che hanno consentito il recupero funzionale della struttura, anche come museo sulla storia locale e l'ecologia alpina.
Vogogna è stata inserita nel Club “I Borghi più Belli d'Italia”
Come raggiungere Vogogna
Autostrada A26 uscita Gravellona Toce, poi superstrada direzione Domodossola. Dista da Torino 160 km.

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