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Il castello di Rocca Grimalda

ROCCA GRIMALDA 

testo e foto
Franco Caresio



Soltanto una strada, lungo uno stretto crinale fra due valli scoscese, permette di raggiungere il castello di Rocca Grimalda, alla sommità di uno sperone roccioso, alla sinistra del torrente Orba. Un luogo strategicamente importante, perché facilmente difendibile e perché posto a controllo dell’abitato e delle strade fra l’Oltregiogo ovadese e la pianura alessandrina, in un’area di forti e contrastanti interessi tra il Monferrato e la Liguria. 
La struttura antica si presentava come una vera e propria rocca, tanto da giustificare la denominazione del paese, e il castello è ben visibile anche da lontano per la torre che, alta e robusta, domina l’intero complesso. La presenza di un insediamento fortificato già in epoca antica è più che probabile, anche se non ne esistono testimonianze materiali o documentarie. Tuttavia, questo insediamento non doveva trovarsi sul sito dove si erge l'attuale castello bensì nella non lontana località Trionzo, verso il comune di Carpeneto, dove in effetti sono state rinvenute tracce di una struttura fortificata altomedioevale parzialmente scavata nella roccia di tufo. Ed è a questa struttura che sembrano far riferimento fonti documentarie antiche, in particolare l’atto di fondazione del 991 dell’abbazia di San Quintino, a Spigno Monferrato, ad opera dei primi Marchesi Aleramici del Monferrato. 
Il castello di Rocca di Grimalda quale adesso si presenta è composto da due parti ben distinte e costruite in tempi diversi: una è la possente torre rotonda, gli altri sono gli edifici, di impianto poligonale e con basse torri semicilindriche agli angoli, che le fanno corona. 
La torre è fra le architetture di difesa più belle di quest’area del Monferrato e per altezza, dimensioni, elementi strutturali e ornamentali è molto simile a quella del castello di Roccaverano. È  indubbiamente la parte più antica del complesso: la data di costruzione è incerta, ma si potrebbe  collocare tra la fine del XII secolo e i primi decenni del XIII, quando l’abitato era già stato da tempo infeudato ai marchesi del  Monferrato dall’imperatore Federico I Barbarossa.
Nei primi decenni del Duecento, l’esistenza di un castello è testimoniata con certezza e la costruzione doveva anzi avere dimensioni notevoli se i Marchesi lo davano in pegno per ottenere un prestito di oltre mille lire pavesi. 
All'epoca, castello e abitato erano indicati come Rocca Val d’Orba. Il predicato di “Grimalda”, infatti,  lo acquisirono soltanto dopo il 1570 quando il feudo passò a Giovan Battista Grimaldi, patrizio genovese ed esponente di una delle più antiche e potenti famiglie liguri. Ma prima di quella data il castello fu ancora teatro di scontri e assedi e quando, nel 1440, fu assegnato al capitano di ventura Galeazzo Trotti, al servizio dei Visconti di Milano, prese la denominazione di Rocca Trotti, che mantenne per oltre un secolo. 
Della struttura più antica si è dunque conservata l’alta torre rotonda, interamente in mattoni, ma coperti da intonacatura (la torre “gemella” di Roccaverano è invece costruita in regolari blocchi di pietra arenaria) e, allo stato attuale, non presenta tracce di merli, che erano tuttavia quasi sicuramente esistenti e successivamente inglobati nella nuova copertura del tetto. 
Pochissime e a dimensione di feritoie le finestre, mentre l’unica decorazione è rappresentata, nella parte alta, da tre file sovrapposte di archetti ciechi, leggermente aggettanti e che imprimono una linea svasata alla parte terminale della torre. L’interno è a cinque piani, collegati da una stretta scala a chiocciola ricavata in spessore di muro e illuminata dalle strette feritoie. Diversi elementi lasciano ipotizzare che alcune di queste stanze siano state utilizzate per molto tempo quale prigione. 
Un vero e proprio mastio attorno al quale nell’arco di più secoli, e senza un progetto apparente ma secondo contingenza e necessità, sono stati costruiti gli altri edifici del castello. Hanno in gran parte linee riferibili ad anni tra Cinque e Seicento, anche se le torri cilindriche angolari potrebbero far parte di un impianto precedente, quando il primitivo recinto attorno alla torre venne ampliato e fortificato.
Nella seconda metà del Settecento al castello fu aggiunto un giardino pensile all'italiana, recentemente restaurato dagli attuali proprietari del castello che, in omaggio alle origini medievali del castello, vi hanno aggiunto un “verziere”, cioè un erbaio di piante aromatiche, oltre a un pergolato e un pometo.
Il castello fa parte dell'Associazione culturale “Castelli aperti del Piemonte” ed è sede di convegni, eventi e cerimonie. Negli ultimi due finesettimana di aprile parteciperà alle iniziative legate alla III edizione di “Paesaggi e Castelli” che coinvolge castelli, palazzi e borghi dell'Alto Monferrato e opffre visite guidate e altre iniziative culturali ed enogastronomiche. A Roccagrimalda, in particolare, il 18-19 e 25-26 avrà luogo “Dall'Iris al Liberty. Moda, fiori, arte e profumi al castello di Rocca Grimalda”. In programma passeggiate in giardino, mopstra mercato di fiori, profumi, oggetti d'arte e altro ancora, degustazioni di vini e prodotti locali. L'iniziativa si svolge dalle 10 alle 18 e l'ingresso costa 10 euro.
Info

www.castellipiemontesi.it

 

www.alessandriaturismopiemonte.it

 

 

 

 

 

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