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Il castello di Proh
IL CASTELLO DI PROH
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Franco Caresio
In stretta connessione territoriale e concettuale con il vicino castello di Briona, la piccola fortezza di Proh è un vero incanto, quasi la sintesi di quegli elementi e di quelle caratteristiche che nell'immaginario collettivo si associano all'idea di castello.
Isolato nella campagna e di modeste dimensioni, è tuttavia ben strutturato attorno a un cortile centrale, ha due torri angolari rotonde, una terza torre non molto alta a protezione di uno degli ingressi, le caditoie, i camminamenti di ronda, la fila continua di merli guelfi. E se, purtroppo, il profondo fossato che lo circondava è stato riempito di terra fino a farlo scomparire, tuttavia il castello di Proh è ancora oggi uno dei più suggestivi e fascinosi edifici fortificati di pianura del Piemonte. Di pianura perché, a differenza del vicino castello di Briona che si trova sull'ultimo lembo della collina della Baraggia, quello di Proh è stato costruito in una fascia in cui finiscono le risaie e cominciano i vigneti e, nell'antichità, anche l'ulivo.
Proh è una frazione di Briona il cui curioso nome fa riferimento alla denominazione medievale di sito petrurium, forse per la natura sassosa del terreno. Con tale nome compare già nel 949, quale sede di una importante pieve dedicata a San Zeno, successivamente trasferita.
Nel 1140, il territorio di Proh viene infeudato dall'imperatore Corrado III di Svevia ai conti di Biandrate, che già detenevano il feudo di moltre altre terre vicine.
Non si sa se anche Proh ebbe un castello in epoca antica e se, soprattutto, sorgesse nello stesso luogo di quello attuale. Se ci fu, è tuttavia probabile che fosse di modeste dimensioni, e che si trovasse su una piccola altura vicina che ancora oggi è detta "il Castellaccio".
L'attuale costruzione è riferita al duca di Milano Francesco Sforza, dunque alla prima metà del Quattrocento. Apparentemente la struttura è quadrilatera, rettangolare, ma in realtà è curiosamente asimmetrica, con due torri semicircolari, sporgenti rispetto al profilo perimetrale, poste agli spigoli di nord-est e sud-ovest. Inoltre, l'angolo di sud-est è vistosamente smussato e il profilo esterno dell'edificio assume così l'andamento come di una terza falsa torre.
Un altro fatto insolito è che le costruzioni non si estendono per l'intero perimetro, in quanto sul lato orientale il cortile è chiuso soltanto da una bassa cortina muraria senza alcun sistema di difesa. è pur vero che il muro (non esisteva ancora l'attuale porta carraia) era protetto dal fossato e dalla torre-pustierla di pianta rettangolare in cui si apriva - ci sono ancora le tracce evidenti d'un piccolo ponte levatoio pedonale; ma il sistema difensivo poteva risultare fortemente diminuito.
Anche per questo si è ipotizzato che in realtà il castello di Proh non avesse tanto una funzione militare quanto quella di â"luogo di delizie e di svago" per la corte degli Sforza, e che volutamente non fosse stato completato il perimetro delle costruzioni per non togliere luce al cortile interno. Gli ingressi al castello erano due: quello pedonale di levante e quello carraio sul lato opposto, anch'esso protetto da ponte levatoio e, forse, da un'altra torre mai completata con l'apparato a sporgere, di cui rimangono alcune parti.
Tutti gli edifici presentano caditoie su beccatelli, molto allungati, secondo una tipologia vercellese e novarese, in mattoni. Poco sopra, quasi a segnare il marcapiano di quello che era il camminamento di ronda, corre un elegante fregio continuo a denti di sega.
La merlatura, anch'essa continua, era di tipo guelfo ed è stata inglobata nel tetto.
Quanto alla decorazione, rimangono alcuni frammenti di affreschi: il trittico Vergine e Bambino e Santi ormai molto sbiadito e pressoché illeggibile su una parete del cortile, e lo stemma dei Cattaneo, anch'esso deperito, sulla torre angolare di sud-ovest.
2008

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