Testata Piemonte-Magazine.it
Pubblicità pop-up

Segnala questo articolo

Galliate

IL CASTELLO DI GALLIATE  

Testo e immagini
Franco Caresio

 

Una fortezza di pianura che segna il punto di passaggio dal castello medievale ad accentuato sviluppo verticale al forte di concezione moderna sviluppato in larghezza e con mura di impressionante spessore adeguate all'evoluzione delle tecniche ossidionali, sempre più basate sull'uso di artiglierie ed esplosivi. Pianta rettangolare di 108 per 30 metri, circondato da un fossato largo 20 metri, due soli ingressi con ponte levatoio protetto da torri aggettanti, possenti torri angolari che superano di soli 5 metri e mezzo il profilo delle mura per non offrire facile bersaglio, mura a sacco spesse tre metri e mezzo e una vasta rete di sotterranei e gallerie di contromina. 
Questi i numeri, davvero impressionanti, del castello di Galliate, il più maestoso esempio di architettura militare sforzesca in Piemonte, che si trova a breve distanza dalla sponda destra del Ticino e ad appena otto chilometri da Novara. Fu costruito per volere di Galeazzo Maria Sforza nel 1476, in meno di un anno, in sostituzione della "rocchetta" fatta erigere da Filippo Maria Visconti nel 1413, che a sua volta era stata eretta sulle rovine di una struttura più antica, e così via, fino a scivolare nella leggenda che vuole origini addirittura celto-liguri. 
Anche restando nella storia documentata, tuttavia, Galliate ha un primato invidiabile: il 19 luglio 911 Berengario I re d'Italia riceve a Novara una delegazione di cui fanno parte anche 23 "homines de vico Galiate", che chiede e ottiene la licenza di costruire un luogo fortificato per difendere le loro case e i loro beni dalle continue e terribili incursioni degli Ungari. Non sappiamo, ovviamente, che aspetto e dimensioni avesse quella prima fortificazione, che tuttavia non sorgeva nel sito dell'attuale castello, ma nella "Galliate vecchia", nella zona ora di Santa Maria della Scaglia. 
Oltre un secolo dopo, nel 1057, già esplosi i dissidi e i contrasti tra la Chiesa novarese e quella ambrosiana di Milano sul possesso delle terre e il pagamento delle decime, compare invece con certezza il primo nucleo dell'attuale castello, nella "Galliate nuova": il vescovo Oddone di Novara acconsente alla costruzione, in Galliate, di una chiesa in onore di San Pietro, presso il fossato del castello, su terra dell'arcivescovo di Milano il quale, lascia intendere il testo, avrebbe pagato le spese. 
Nel 1154 c'è un'altra testimonianza importante: l'imperatore Federico II Barbarossa abbatte le fortificazioni erette dai Milanesi al di là e al di qua del Ticino, occupa e distrugge i castelli in terra novarese (Fara, Momo, Mosezzo, Trecate e, appunto, Galliate) costruiti o presidiati dai Milanesi. Segue un lungo, tormentato periodo di ricostruzioni, assedi, distruzioni e nuove ricostruzioni che vedono impegnati prima Galeazzo (intorno al 1350-1360), poi Filippo Maria Visconti il quale nel 1413 fa erigere la già ricordata rocchetta, probabilmente un edificio quadrangolare, con quattro torri agli angoli, che occupava la parte orientale dell'attuale castello. 
Era ancora esistente all'inizio del 1476, al momento dell'avvio della nuova e potente fortezza voluta da Galeazzo Maria Sforza sia come base per le sue frequenti battute di caccia nelle terre che oggi fanno parte del Parco del Ticino, sia - soprattutto - come testa di ponte dell'espansione milanese oltre Ticino e collegamento col vicino castello di Novara la cui costruzione, avviata nel 1468, era ormai quasi terminata. Pochi mesi prima del suo assassinio (il 26 dicembre di quello stesso 1476) Galeazzo aveva chiamato a Galliate uno dei più grandi architetti militari di quegli anni, Ambrogio Ferrari, allievo e stretto collaboratore del caposcuola Bartolomeo Gadio, entrambi impegnati anche a Novara, e che avevano già lavorato insieme nelle fortezze di Soncino e della stessa Milano. Il nuovo castello sforzesco di Galliate nasce dunque da un progetto organico e unitario sostenuto da ingenti finanziamenti che consentono di delineare, in un anno circa di intensi lavori, la struttura portante dell'intero complesso. Molti i documenti e le lettere che testimoniano il grande interesse del duca all'avanzamento dei lavori che poi rallentano notevolmente dopo la sua morte. 
Negli anni successivi i lavori proseguirono con difficoltà anche perché, oberato dai debiti, Gian Galeazzo, figlio del duca assassinato, nel 1483 vendeva i diritti feudali sul castello, l'abitato e le terre di Galliate. Nel 1532 una nuova infeudazione a un ramo secondario degli Sforza, poi la lunga occupazione spagnola, manomissioni, frantumazione della proprietà e trasformazioni che tuttavia, se modificano profondamente l'interno, lasciano sostanzialmente immutato l'aspetto esterno di questo autentico gigante della pianura. Il Castello di Galliate è dunque una fortezza di pianura che segna il punto di passaggio dal castello medievale ad accentuato sviluppo verticale al forte di concezione moderna, che si abbassa sviluppandosi in larghezza e aumentando lo spessore delle mura per adeguarsi alle nuove tecniche ossidionali sempre più basate sull'uso di artiglierie ed esplosivi. 
Il Castello è ora di proprietà del Comune di Galliate, e dopo una lunga campagna di restauri è diventato il fulcro di importanti iniziative culturali. 

 

 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 10 articoli

La Manta di Saluzzo

Il castello di Vogogna

I castelli di Lagnasco

Il castello di Rocca Grimalda

Il castello di Proh

Galliate

Montiglio Monferrato

Il castello di Camino

Il castello di Montalto Dora

Il castello di Masino

Ordina per:
PRIMO, ULTIMO
Articoli 1-10