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La redazione in cucina
di Andrea Giambartolomei
Una stanza come redazione. Uno scaffale come libreria. Qualche pc, magari il proprio portatile, forse qualche tablet. Ambienti semplici in cui nascono idee innovative. Qui si muovono i giovani torinesi dell’editoria, factotum capaci di gestire la realizzazione di un libro dalle stesura alla distribuzione. Negli ultimi anni nella città della Einaudi sono nate alcune piccole case editrici tanto vivaci e innovative da affrontare un mercato in crisi. Già, perché nonostante il calo di vendite dei libri e le difficoltà nell’aprirsi un varco in un mondo dominato dai giganti, l’editoria offre opportunità a chi propone nuove formule e nuovi temi. Nel 2011 sono state due le iniziative avviate da giovani sui trent’anni, la ComPagine e la Espress edizioni, che si aggiungono ad altre due esperienze del 2010, l’Add editore e il Progetto Alga. A cercare le ragioni di questa fertilità la si troverebbe nell’humus imprenditoriale della nuova Torino, città che ha fatto della cultura la sua nuova Fiat, nel Salone del Libro, nel master in pianificazione editoriale (passato dall’Università all’Istituto europeo di design) e nella Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco.
Proprio da questi corsi di scrittura arriva Andrea Gualano, 29 anni, che insieme a Emma Cavigliasso, 27 anni, ha fondato, il 1° ottobre 2011, la ComPagine. Entrambi voraci lettori under 30, lei architetto e lui addetto stampa laureato in Scienze della Comunicazione, hanno realizzato questa casa editrice dando spazio alla loro passione. Da poco hanno pubblicato il romanzo Crisalide, scritto da Amalia Estremi, che sta già garantendo soddisfazioni.
Per farsi spazio come editori, attività a cui dedicano il tempo libero dopo i rispettivi lavori, sfruttano canali di distribuzione alternativi: “Siamo nell’ottica del chilometro zero e vendiamo i nostri libri nelle librerie indipendenti e nei negozi di artigiani locali dell’abbigliamento, della bigiotteria, di prodotti alimentari” spiega Andrea. “Così c’è una visibilità che va in senso reciproco e c’è un effetto domino tra chi ha come riferimento questo mondo”. Il lettore che cerca i libri della ComPagine dovrà per forza recarsi in un negozio in cui magari troverà altri prodotti interessanti, e il cliente di questi negozi può trovare alla cassa dei libri adatti al suo stile. Gualano e Cavigliasso al momento non hanno grosse pretese: le intenzioni sono quelle di pubblicare altr romanzi nel 2012 (“saggi e poesie sono più difficili da valutare”), ma in futuro vorrebbero realizzare l’idea originaria di ComPagine: “Vorremmo fare una free press del libro. Vorremmo stampare racconti su carta riciclata da distribuire sulle linee dei mezzi pubblici, con una lunghezza commisurata alle fermate, facendoci sostenere dalla pubblicità dei negozi di quel percorso”.
Hanno avuto un’idea simile, quella di distribuire tramite dei negozi affiliati, Alessandro Pradelli (26 anni), Gabriella Zucchetti (23), Carlo Anfossi (25), Tomaso Ferrando (26), e Alessio Montone (27), i cinque ragazzi dietro il Progetto Letterario Alga, nato il 13 giugno 2010. Innovativi nella distribuzione, ma prima di tutto nella selezione dei testi da pubblicare. Avviene tramite un concorso, il Premio Alga, da cui vengono scelti i cinque romanzi finalisti da stampare. Alla prima edizione sono stati 250 i manoscritti arrivati, il secondo anno 370. Altre caratteristiche sono il formato e il prezzo: uno standard particolare, 12 cm di larghezza per 17 di altezza, per contenere il costo, che si aggira intorno ai tre euro. Per farlo “abbiamo tagliato tutti i costi non essenziali”, spiega la giovanissima Zucchetti. Via i vezzi grafici, via i distributori a livello nazionale, sì all’auto-distribuzione, come si faceva con le fanzine qualche decennio fa: “ Le librerie chiedono percentuali altissime sulle vendite e non potevamo sostenerle”. Finora sono 23 i negozi convenzionati, ma gli acquisti possono anche avvenire via internet, dal sito o su Amazon. Inoltre hanno saputo sfruttare l’innovazione per vendere libri anche in formato digitale (per tablet Kindle, in pdf o in ePub). Così, grazie all’effetto novità, al passaparola e alla vetrina offerta dall’Incubatore del Salone del Libro di Torino, delle dodicimila copie dei primi cinque romanzi pubblicati ne sono state vendute ottomila, un ottimo risultato.
Libri universitari, divulgativi e saggi con una grafica fresca sono quelli della Espress Edizioni, nata il 12 gennaio 2011 da Manuele Marafioti, 28 anni, e Silvia Viglietti, 31 anni. “La narrativa è molto difficile”, spiega Marafioti. “Sia io sia Silvia abbiamo fatto un master in progettazione editoriale, io allo Ied e Silvia all’Università, per poi lavorare insieme in una casa editrice di testi scientifici come editor, occupandoci di tutte le fasi della pubblicazione, dal primo contatto con l’autore alla pubblicazione. È stata un’ottima palestra”. Poi la decisione di avviare un progetto personale: “Avevamo dei contatti con dei professori universitari che scrivevano per la casa editrice con cui abbiamo lavorato. Loro ci hanno dato fiducia e ci hanno seguito”. Questa fiducia ha ripagato: alcuni testi sono stati adottati all’università garantendo subito un bacino di lettori da cui partire. Tuttavia le difficoltà non sono mancate: “Gestire una casa editrice richiede pianificazione, bisogna far quadrare i conti, pagare i costi di stampa, far funzionare la distribuzione. Noi, da editor, non eravamo abituati”. Hanno trovato un aiuto nel M.i.p., (Mettersi in proprio). “Essere giovani è un fattore vincente dal punto di vista della comunicazione e dello stile. Abbiamo portato freschezza anche tra i testi universitari. Però all’inizio gli autori sono un po’ diffidenti e bisogna essere molto più professionali”, continua. Nonostante i testi scientifici, la rivelazione è la guida L’altra Torino, primo testo delle “Metroguide”. E poi? “Stiamo cercando di ritagliarci il nostro spazio e lo stiamo trovando, anche se è un lavoro enorme e dal punto di vista economico non ripaga subito”.
Sono meno rigidi con le categorie all’Add: “Facciamo gli estremi”, spiega Stefano Delprete, editor della casa editrice fondata da Andrea Agnelli, Michele Dalai e Davide “Boosta” Dileo. Nati nel febbraio 2010 hanno in catalogo circa 40 titoli. Passano da Di sana e robusta Costituzione, scritto a quattro mani di Oscar Luigi Scalfaro e Giancarlo Caselli, a Godete, di Alessandria Di Pietro, dalle biografie di sportivi a quelle di persone impegnate nel sociale. “Quando fai varia hai sempre un titolo che trova il suo pubblico”, continua Delprete. È così, tra le maglie larghe delle loro collane, ha trovato posto Indignatevi di Stéphane Hessel, con 250.000 copie vendute, un pamphlet che ha aperto la via alla collana di saggi brevissimi e molto economici, imitata da altri editori. “In libreria il periodo è difficile, conclude, ma per essere esordienti abbiamo ottenuto successi importanti”.
Questo articolo ha ricevuto una menzione alla V edizione del Premio Piemonte Mese, sezione Economia
Nella nuova Torino nascono giovani editori innovativi
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