TESORI IN SOFFITTA
L’incanto dell’infanzia nei giocattoli di montagna
Forte di Bard
Fino al 23 marzo 2011
Le Sale delle Cannoniere ospitano un omaggio al giocattolo di montagna e a un mondo alpino fatto non solo di vette, di meditazioni nel silenzio, di dura quotidianità, di sport, ma anche di quel particolare rapporto con la montagna che l’adulto e il bambino raccontano e interpretano attraverso il giocattolo.
Il giocattolo ispirato al mondo alpino è il protagonista della mostra che, con con un’ambientazione scenografica di particolare effetto, vuole essere soprattutto uno specchio della memoria di come si giocava alla montagna in un periodo che va dai primi anni del Novecento ai giorni nostri.
L’esposizione si sviluppa in sette sale, cinque delle quali riservate alle diverse tipologie di giocattolo (impianti di risalita, slitte e bob, automobili e autocarri, sciatori e piste di discesa) che offrono al pubblico un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo tra giocattoli che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni. Una sala è dedicata alla celeberrima gara automobilistica Aosta-Gran San Bernardo del 1920, che con i suoi 34 chilometri e 418 curve fu la cronoscalata più lunga e più alta d’Europa. Il tema del giocattolo in montagna e della neve richiamano inevitabilmente al mondo del turismo e delle vacanze. In mostra anche una preziosa serie di manifesti pubblicitari realizzati in Valle d’Aosta nella prima metà del Novecento, che testimoniano, con la loro grafica e i differenti stili, l’evolvere del gusto e del costume.
Elemento di partenza imprescindibile è la neve. Per l’indubbio fascino che questo elemento esercita su bambini e adulti, le case costruttrici di giocattoli dalla fine del XIX secolo in poi, hanno inserito nei loro cataloghi, prodotti che richiamano la neve e tutti gli sport che sulla neve e sul ghiaccio si possono praticare.
Nei primi anni del Novecento iniziano a comparire giocattoli in latta raffiguranti bambini in slitta o sugli sci, ad opera soprattutto di case tedesche come la Mayer, la Distler o la Levy. Nei decenni successivi vengono realizzati i primi giocattoli meccanici a molla o mossi da pulegge collegate a macchine a vapore: le piste per le slitte degli anni Venti prodotte dalle case tedesche Doll e Plank. L’Arnold, la Tecnofix, la Lehemann e molte altre ditte francesi e tedesche immettono sul mercato, dagli anni Trenta fino ai giorni nostri, bambini su slitte, sciatori, funivie e teleferiche, piste meccaniche, gradevolmente litografate, mosse da robusti meccanismi che le fanno muovere a lungo. Innumerevole è la produzione di figurine in gesso o piombo raffiguranti animali e personaggi artici.
In mostra anche le serie di animali polari prodotti dalla ditta italiana Nardi e altre creazioni originali realizzate negli anni Trenta dalla Ingap di Padova: una sciatrice meccanica e una serie di slitte. E ancora, modellini in scala 1/43 di corriere, vagoni ferroviari, alpini sciatori e corpi speciali dei vari eserciti riprodotti in pasta, in piombo o alluminio realizzati da ditte italiane, tedesche, francesi, inglesi. In esposizione anche le figurine civili di pattinatori e pattinatrici.
In tutto, più di mille giocattoli riconsegnano alla memoria collettiva un patrimonio di grande valore affettivo legato ad un passato ormai lontano ma parte integrante della storia personale dei nostri nonni e dei nostri genitori.
Orario
Martedì-venerdì ore 10-18
Sabato/domenica e festivi ore 10-19
Lunedì Chiuso
Biglietti
Intero 4 euro, ridotto 3 euro