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L'avventura Lenci, 1927-1937

L'AVVENTURA LENCI
Ceramica d'arredo 1927-1927

Fino al 27 giugno 2010
Torino, Palazzo Madama

 

Gigi Chessa, ArlecchinoA partire dal 1927 la ditta Lenci, fino a quel momento nota per le bambole e gli arazzi in panno, iniziò a produrre opere in ceramica. La mostra presenta la produzione realizzata nel primo e più significativo periodo, fino al 1937, dopo il quale l'attività si fece ripetitiva e si assestò su alcuni modelli che avevano incontrato un grande successo di mercato. Si tratta, dunque, di un segmento temporale breve ma ricco e variegato nelle intenzioni stilistiche e nelle scelte tematiche, che permette inoltre di rileggere la ricchezza del tessuto artistico torinese negli anni tra le due guerre mondiali.

L'attività del marchio Lenci è emblematica della volontà di coniugare - con originalità e proposta - due poli come Arte e Industria, nell'occasione valutati tutt'altro che contrapposti o incompatibili. E il compendio di questa fortunata congiuntura è proprio la sottigliezza della vicenda imprenditoriale Lenci, che trasforma una serie d'intuizioni sul gusto contemporaneo in un'azienda da 600 dipendenti. Una storia le cui dinamiche e i cui esperimenti vanno approfonditi, per capire come dalla contiguità tra pensiero, ideazione e azione imprenditoriale possano nascere valori inattesi. E per restituire a una miriade di familiari, multicolori oggetti della memoria come le sculturine Lenci, quella "profondità di campo", quella provenienza d'intuizione intellettuale di cui sono meritoria testimonianza.
L'originalità della manifattura Lenci sta nell'aver coinvolto nell'ideazione e nella produzione ceramica, artisti anche molto diversi tra di loro.  Mario Sturani, Giovanni e Ines Grande, Elena Scavini, Felice Tosalli, Gigi Chessa, Sandro Vacchetti, Abele Jacopi, Nillo Beltrami, Claudia Formica sono i nomi che hanno dato lustro alla produzione Lenci, proponendo soluzioni personalissime e molto riconoscibili, alcune più innovative e connesse all'arte contemporanea italiana ed europea, da Parigi a Vienna, altre legate alle tradizioni popolari. Grazie al loro lavoro, nacque una scultura d'arredo che ebbe grande successo nel mercato nazionale e internazionale, sostenuto dalla presenza della manifattura torinese alle più importanti esposizioni di quel decennio. Le sculture Lenci divengono oggetti alla moda, coprendo un'ampia fascia di mercato, veri e propri status symbol della borghesia dei pieni anni Venti e primi anni Trenta, in alternativa alle forme algide e aristocratiche del Déco internazionale. Queste sculture incarnano un gusto moderno, che apprezza i soggetti popolari di Grande, le fantasie giocose e ironiche di Sturani, le "signorine grandi firme" di Scavini e i nudi novecentisti di Chessa.

Abele Jacopi, Marlene DietrichLa mostra, allestita grazie ai prestiti di collezionisti privati, propone oltre 100 sculture in ceramica, affiancate da numerosi gessi preparatori, disegni e bozzetti che permetteranno al pubblico di apprezzare la qualità artistica della produzione Lenci e di coglierne le diverse fasi produttive, da quella creativa degli artisti alla realizzazione industriale. La mostra, curata da Valerio Terraroli, dell'Università di Torino e da Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica, è accompagnata da un  ciclo di conferenze, organizzate in collaborazione con il Circolo dei Lettori, che facilitano l'approfondimento e l'ampliamento della riflessione sulle tematiche della mostra. Inoltre sono proposte le serate  Aper-in-Mostra: aperture straordinarie, il sabato sera fra le 18 e le 20:30, con aperitivo in caffetteria e visita guidata all'esposizione. L''11 e il 25 aprile, il 23 maggio e il 20 giugno, alle 18, visite guidate per adulti.

Orario

Martedì – sabato ore 10-18, domenica ore 10-20

Lunedì chiuso

La biglietteria chiude un'ora prima

Biglietti

Intero 7,50 euro, ridotto 6 euro

Aper-in-mostra: ingresso, aperitivo e visita guidata 10 eyro (8,50 per Abbonati Torino Musei)

Info

www.palazzomadamatorino.it

 


 

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