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MAO - Museo d'Arte Orientale

MAO
Museo d'Arte Orientale


Torino, Palazzo Mazzonis
Testo e immagini: Lucilla Cremoni

Ingresso del MuseoPersonale competente e cortese nell'accoglienza dei visitatori e sorveglianza meticolosa ma mai invadente. Un approccio divulgativo eccellente che guida i neofiti e non disturba gli specialisti. Un palazzo storico restaurato e rifunzionalizzato. Anche questo è il MAO, il Museo d'Arte Orientale, inaugurato nel dicembre 2008 e l'aggiunta più recente alla trasformazione urbana che negli ultimi vent'anni ha trasformato il Quadrilatero Romano da zona morta con palazzi fatiscenti e un senso generale di abbandono e degrado ad area vivacissima, con una ricca offerta turistica e culturale fatta di gallerie d'arte, luoghi di musica e spettacolo, chiese, musei, palazzi. 

Il MAO è il risultato di un percorso di questo genere. La sua sede, il seicentesco Palazzo Mazzonis, è  uno degli edifici più illustri di Torino. Fu fatto costruire nella prima metà del Seicento e solo recentemente è stata smentita la credenza che in questo palazzo avrebbe lavorato come valletto, fra il 1728 e il 1731, Jean-Jacques Rousseau. Già nel 1910 fu inserito nell'Elenco degli Edifici Monumentali, ma dopo una serie di passaggi di proprietànel 1980 il Cmune di Torino acquistò il palazzo, ormai in stato di abbandono, per cinquecento milioni di lire. Restaurate e adattate, le strutture furono adibite a sede degli uffici giudiziari fino trasferimento di questi ultimi nel nuovo Palazzo di Giustizia, nel 2001, e nel 2004 si deliberò la nuova destinazione del palazzo a museo. 


Lo scalone d'onore di Palazzo Mazzonis

La realizzazione del museo ha rappresentato anche il coronamento di una illustre tradizione di studi orientali iniziata nel Cinquecento per volontà di Carlo Emanuele I e proseguita fino al Novecento in ambito accademico (con sanscritisti quali Gorresio, Vallauri e Oscar Botto); archeologico, con la partecipazione a campagne di scavo importanti; e collezionistico, con lo sviluppo di interessanti raccolte pubbliche e private.

Proprio dall'unione delle collezioni e all'integrazione con campagne di acquisti sostenute dalla Fondazione Torino Musei col contributo della Compagnia di San Paolo si è formato il patrimonio espositivo del Museo, costituito da 1500 pezzi provenienti da vari Paesi asiatici. Un lavoro che ha coinvolto da vicino anche tutto quanto pertiene alla conservazione di questi beni, e dunque ha comportato anche significative operazioni di restauro, in particolare sui pezzi precedentemente non esposti o più deperibili, come le copertine tibetane.

Il materiale è stato suddiviso in cinque aree culturali  - Asia meridionale, Cina, regione himalayana, paesi islamici, Giappone - e altrettante sezioni. Un giardino giapponese introduce al museo vero e proprio e occupa il cortile, coperto e trasformato in un grande cubo vetrato. Le collezioni occupano quattro piani del corpo centrale dell'edificio e il primo e secondo piano della manica laterale, per un totale di oltre 1400 metri quadri di esposizione permanente.

Si comincia al pianterreno con la galleria dedicata all'Asia meridionale - collezioni del Gandhara, dell'India e del sud-est asiatico. Al primo piano, la Galleria Cinese (assieme alla precedente, la più vasta per superficie espositiva, rispettivamente 350 e 380 mq), presenta oggetti d'arte della Cina dal 3.000 a.C al 900 d.C, con vasellame, bronzi, lacche, terrecotte e pezzi notevolissimi come un cavallo risalente al VI secolo proveniente da un corredo funerario e una meravigliosa brocca in gres porcellanato con coperchio a testa di fenice.

Il secondo piano ospita la sezione dedicata alla regione himalayana, con pezzi di arte buddista tibetana che rispecchiano e fondono influenze indiane e cinesi e le reinterpretano. I pezzi di questa sezione sono particolarmente preziosi perché la rivoluzione culturale cinese ha distrutto gran parte del patrimonio artistico tibetano.

Collezione islamica - dettaglioSi sale e si cambia completamente atmosfera passando alle ceramiche e alle piastrelle decorative della sezione dedicata all'arte dei paesi islamici, nata dall'incontro fra il nuovo, rappresentato appunto dall'Islam, e le culture bizantina e persiana, più progredite e raffinate, ma ormai alla fine della loro parabola. Oltre a ceramiche realizzate fra il IX e il XVII secolo, si possono vedere dei meravigliosi volumi minati persiani e una collezione di velluti ottomani del XVIII secolo.

La visita si conclude con la sezione dedicata al Giappone, collocata al primo e secondo piano della manica laterale. Notevoli le statue, in particolare quella, colossale e davvero impressionante, del Kongo Rikishi (guardiano del tempio) del XIII secolo, il cui restauro ha visto la collaborazione fra diverse università, musei, centri di ricerca e restauro, e che per la prima volta ha visto una TAC su un manufatto tanto grande (la statua è alta 2,30 m.) e complesso. Un lavoro innovativo dal punto di vista scientifico e metodologico, al quale è stata anche dedicata una giornata di studi. Alla statuaria si aggiungono paraventi dipinti, ventagli, xilografie, oggetti laccati e tre spettacolari armature di samurai del XVIII secolo.

Pannelli, didascalie e monitor touch screen consentono di consultare schede delle opere esposte, metterle in relazione con opere simili custodite in altri musei, guardare video e immagini. Il sito del museo, poi, presenta ben 870 schede, oltre ad approdfondimenti e percorsi tematici. 


Museo di Arte Orientale

Palazzo Mazzonis

Via San Domenico 9/11, Torino

Orario

Da martedì a domenica 10 -18

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Lunedì chiuso

Per le scuole: martedì - venerdì 9-17

Biglietti

Biglietto unico valido per tutte le gallerie della collezione permanente

Intero: euro 7,50

Ridotto euro 6,00

Gratuito per:
Bambini fino ai 10 anni, classi di ogni ordine e grado con prenotazione telefonica obbligatoria e 1 accompagnatore ogni 10/15 alunni per la scuola dell’infanzia e elementare; 1 accompagnatore ogni 15 allievi per scuola media di I e II grado;

Possessori di Abbonamento Musei e Torino Card

Info

tel. 011 4436927

www.maotorino.it


 


 

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