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A est di niente - 2009

A EST DI NIENTE
Arte contemporanea dall'Asia Centrale postsovietica

Torino, Fondazione 107
29 maggio - 27 settembre 2009

PROROGATA FINO AL 9 NOVEMBRE 2009


Inaugurata il 28 maggio 2009, questa è la prima mostra allestita nello spazio della Fondazione 107 e porta a Torino l’arte più innovativa e audace di un’area del mondo misteriosa e carica di fascino, ma nota al grande pubblico soprattutto per eventi drammatici che ricordano le logiche del “grande gioco” ottocentesco, la guerra di spie e reciproche destabilizzazioni tra impero zarista e impero britannico resa celebre da Rudyard Kipling.

La mostra utilizza il termine “Asia centrale” in senso estensivo, includendovi non soltanto le cinque repubbliche già sovietiche (Kazakhstan, Kirgizistan, Uzbekistan, Tadjikistan, Turkmenistan) che insieme al Xing-Xiang ora cinese formavano il Turkestan ottocentesco, ma anche l’Afghanistan e la Mongolia, che condividono con esse una fase di dominio sovietico e ampie affinità etniche e culturali. Larghe minoranze di tutte le cinque repubbliche vivono da decenni in Afghanistan, con cui condividono l’Islam come religione maggioritaria, mentre la Mongolia buddista, dove risiede una numerosa comunità kazakha, è la vera e propria culla di quelle civiltà nomadi che 

Immagine della mostra

hanno segnato la storia e la cultura di tutta l’area in questione. Con il ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistan (1989) e il crollo dell’Unione Sovietica (1991), che rende improvvisamente sovrane le cinque repubbliche centroasiatiche e affranca la Mongolia dalla tutela sovietica, un mondo grande tre volte l’Europa esce improvvisamente allo scoperto, trasformando l’economia e la geopolitica non solo dell’Asia.

La configurazione di una Grande Asia Centrale è tra gli eventi maggiori del nuovo millennio e questa mostra intende documentarne l’arte visuale come un fenomeno ampio, innovativo, audace e capace di fare i conti con un tempo di trasformazioni inaudite, che vanno ben oltre il luogo comune della cosiddetta globalizzazione, mettendo in campo nuove accelerazioni ideologiche e permettendo il riaffiorare di antiche culture presovietiche e persino preislamiche. E infatti l’arte dell’Asia centrale sembra come sospesa tra oriente e occidente, in una perpetua ricerca d’identità “orientali” continuamente trasgredite e corrette dagli influssi “occidentali”. 

In esposizione più di cento opere di una trentina di artisti. Insieme ai protagonisti già noti a livello internazionale (e che hanno partecipato a passate edizioni della Biennale di Venezia) come i kazakhi Said Atabekov, Almagul Menlibayeva e Erbosyn Meldibekov, di cui sono esposte opere storiche e lavori site specific, saranno proposte le opere di artisti giovani e ancora sconosciuti in Occidente. Ci saranno lavori monumentali, come i grandi assemblaggi di objets trouvées di Georgy Tryakin Bukharov; video inediti e altri già noti di artisti come l’afghano Rhwarow Omarzad o di gruppi artistici che condividono progetti e nuove istanze provocatorie; numerose opere fotografiche, tra cui quelle sorprendenti della mongola Dugarsham Tserennadmid, realizzate tutte prima della decisione (1995) di tornare a nomadizzare nella steppa. I linguaggi pittorici, sebbene ricalibrati dalle ricerche multiple e tecno-mediali che hanno caratterizzato anche in Asia centrale l’arte recente, saranno presenti, tra l’altro con grandi quadri di artisti come il kazakho Moldakul Narymbetov o il kirgiso Talant Ogobaev o dalle raffinate miniature dell’afghano Khadim Alì.

Le opere sono state selezionate dai curatori Enrico Mascelloni e Valeria Ibraeva in collaborazione con il presidente della Fondazione Federico Piccari e Rosa Maria Falvo, specialista di arte contemporanea dell’Asia e dell’Australia, dopo un lungo lavoro di ricognizione in tutta l’area in esame. Immagine della mostraLa mostra ha l’ambizione di essere la più completa e ampia mai tentata sull’arte contemporanea dell’Asia Centrale.

Fondazione 107 con questo evento inaugura una nuova istituzione per l’arte contemporanea in un ampio spazio industriale di 1.500 metri quadri nella zona dello Stadio delle Alpi. L’iniziativa è stata ideata dall’artista italiano Federico Piccari e la mostra è parte del Progetto 107, che prevede la costruzione di un “Centro per la Creatività” capace di progettare e dotare spazi d’attività multidisciplinare per gli artisti.  

 

 

Fondazione 107

Via Sansovino 234, Torino
Orario

Martedì – sabato ore 16-20

Domenica ore 12-20

Biglietti

Ingresso unico 5 euro 

Info

www.progetto107.it

 

 


 

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