C'ERA UNA VOLTA
Il Museo Nazionale del Cinema a Palazzo Chiablese
Cancellata esterna della Mole Antonelliana
La mostra è ovviamente un omaggio alla prima sede espositiva del Museo e si compone di trenta immagini di grande formato che ripercorrono i momenti più significativi della storia del museo fondato da Maria Adriana Prolo. Come ricorda Lorenzo Ventavoli, autore del volume che accompagna la mostra, “La nobile impresa cui dedicò la vita è oggi una realtà fondamentale della cultura torinese e, come già negli anni difficili della nascita e dello sviluppo, diffonde nel mondo la storia di un amore e la storia di una città. Un amore fu letteralmente quello della dott.ssa Prolo per la raccolta e la conservazione di tutto ciò che precedette ed accompagnò il cinema, nella ricerca scientifica, nel sapere artigiano dei pionieri, nella documentazione iconografica dalle stampe dei Remondini agli anni ’80. Con puntate nei giochi ottici, nelle magie dei trucchi, nelle lastrine, nei mondi niovi, nelle lanterne magiche e via via tutto ciò che venne ad animare lo schermo, mentre, come detto, una città si identificava sempre più negli ingegni, dedicava sforzi finanziari, sviluppava impianti, attirava grandi e piccoli protagonisti, nella nuova industria - arte che conquistava in rapidissima corsa l’interesse di spettatori di ogni età, condizione sociale, cultura e gusto”.
Con il completamento dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Chiablese infatti, voluti dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte in vista dell’ostensione della Sindone del 2010, il Museo Nazionale del Cinema lascia definitivamente la sede storica che l’aveva ospitato per tanti anni (dal 1958 al 1984), mentre le collezioni che vi erano depositate sono state trasferite in un nuovo, adeguato locale.
La mostra è accompagnata, oltre che dal volume di Ventavoli, dall’edizione in dvd del film Occhi che videro (1989), ritratto affettuoso della fondatrice del museo, Maria Adriana Prolo.
CANNES CINÉMA
50 anni di festival nella collezione Traverso
Aula del Tempio
Sono esposte novanta foto di grande formato scattate dalla famiglia di fotografi più famosa sulla Croisette. Originaria del versante italiano della valle di Tenda, la famiglia Traverso si è trasferita a Cannes nel 1850. La loro prima registrazione alla camera di commercio in qualità di fotografi risale al 1919. Da quel momento si sono succedute quattro generazioni di artigiani, la cui attività quotidiana è fatta di matrimoni, comunioni, battesimi e cerimonie ufficiali. Ma, anche e soprattutto, dei servizi fotografici sul festival di Cannes. Prevalentemente realizzate per conto della stampa locale, le istantanee ritraevano divi e divine in posa sul tappeto rosso del Palazzo del Cinema, sorpresi sulle spiagge della Croisette o nei locali più esclusivi della Costa Azzurra, dove avevano luogo negli anni Cinquanta e Sessanta le feste più belle del festival. Per via di certi rapporti privilegiati, i Traverso beneficiavano infatti di una sorta di esclusiva: quella di poter fotografare tutte le personalità che trascorrevano la serata al Palm Beach (chiuso ormai da diversi anni) o nei grandi alberghi della cittadina, il Carlton, il Majestic, il Martinez.
Il frutto del loro lavoro coincide con la storia stessa del festival più famoso del mondo. Nei primi tempi, vigeva la complicità tra il fotografo e l’attore o l’attrice di turno, che erano là per farsi vedere e, dunque, riprendere da una fotocamera discreta. I Traverso si attenevano scrupolosamente ad una regola d’oro, che consisteva nel non cercare di violare l’intimità del personaggio. Il valore di quelle foto risiede perciò in una sorta di innocenza dello sguardo, assai lontana dalla spregiudicatezza dei paparazzi ben altrimenti famosi. Con l’evoluzione dei costumi e della comunicazione, la televisione finisce per prendere il sopravvento. La fotografia viene relegata all’interno di un perimetro riservato (la montée des marches, il photo call), dove non c’è più spazio per la complicità tra il fotografo e la star né tempo per il ritratto “posato”. Centinaia di fotografi scattano allora la stessa foto, nello stesso momento e nello stesso luogo. Le star si fanno sfuggenti, non si concedono se non per brevi istanti, talvolta le si indovina appena annegate tra la folla che le circonda. Come scrive Serge Toubiana, nell’introduzione al volume pubblicato dai Cahiers du cinéma, “i Traverso hanno registrato questa lenta e irresistibile evoluzione del festival di Cannes verso la sua formula attuale. Con umiltà e costanza, da oltre cinquant’anni sono i testimoni privilegiati del festival, e le loro innumerevoli fotografie costituiscono un materiale eccezionale che illumina la storia del cinema e della sua rappresentazione”.
La mostra è realizzata in occasione del decennale del patto di amicizia tra la Città di Torino e la
Città di Cannes.
Museo Nazionale del Cinema
Mole Antonelliana
Via Montebello, 20, Torino
Orari
Dal martedì alla domenica ore 9-20 (ultimo ingresso ore 19:15)
sabato orario prolungato fino alle 23 (ultimo ingresso ore 22:15)
lunedì chiuso
Ingresso
Museo del Cinema
Intero 6,50 euro, ridotto 5 euro
Museo + ascensore panoramico
Intero 8 euro, ridotto 6,50
Il biglietto per il Museo dà diritto anche alla visita alla mostra