Glenn Brown è uno degli artisti più apprezzati della sua generazione e questa mostra è la più ampia rassegna finora dedicata al suo lavoro. L’artista ha dato un contributo significativo all’arte contemporanea internazionale, in particolare nel campo della pittura, attraverso le sue opere che sintetizzano classico e contemporaneo, spaziando dall’ambito accademico a quello della cultura popolare. Nel corso della sua carriera Brown ha preso ispirazione da fonti molto diverse tra loro, mettendo sullo stesso piano Fragonard e Dalì, il ritratto storico e le immagini fantastiche prodotte dalla fantascienza. Brown lavora sull’immagine di partenza fino a modificarla profondamente, creando così un’opera completamente nuova ma che evoca nello spettatore qualcosa di familiare, di conosciuto.
Brown è affascinato dal modo in cui la riproduzione dei dipinti stravolge la qualità degli originali. Dimensioni, colori, consistenza della superficie e pennellate sono gli strumenti attraverso i quali l’artista trasforma immagini celebri in “aliene”. Lavorando sulle immagini stampate nei libri oppure proiettandone le riproduzioni sulla superficie di un dipinto vuoto, Brown abbellisce selvaggiamente la sua fonte iniziale. Il colore naturalistico si fa putrido o kitsch, le figure sono allungate o allargate fino a divenire grottesche e il pesante impasto è reso totalmente piatto tramite una meticolosa rappresentazione.
La mostra, che include oltre sessanta fra dipinti, sculture e opere nuove, offrirà un percorso attraverso i diversi nuclei pittorici e concettuali prodotti dall’artista, tra i quali spiccano l’ossessiva copiatura di tecniche pittoriche appartenenti ad altri artisti o epoche, e la sua indagine sulle categorie del sublime e del kitsch.
La mostra è organizzata in collaborazione con la Tate Gallery di Liverpool, che ha ospitato l’esposizione dal 20 febbraio al 10 maggio 2009.