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Il Parco Fluviale del Po

  IL PARCO FLUVIALE DEL PO  

di Irene Sibona
Immagini fornite dall'Ente Parchi

 
Parco del PO - ricostruzione degli antichi lavatoi
Urbanizzazione selvaggia e cementificazione massiccia, inquinamento dell’acqua, ingenti prelievi di sabbia e ghiaia, pressione dell'uomo: tutto questo, e altro, può accadere sulle sponde di un fiume. Pensate poi se il fiume in questione attraversa grandi centri urbani come Moncalieri, Torino, San Mauro, Chivasso. 

 Per proteggere questo patrimonio fatto di natura, di paesaggi emozionanti, di corridoi per la migrazione degli uccelli, di luoghi dove restano ancora le testimonianze della storia che ha legato l'uomo al fiume, nel 1990 è nato il Parco del Po, i cui attuali confini sono in realtà il risultato di due successive integrazioni alla legge regionale che l’ha creato.

Amministrativamente il parco è suddiviso in tre settori, ciascuno dei quali fa capo ad un diverso Ente di gestione, e si estende per più di 14.000 ettari comprendendo porzioni di altri corsi d’acqua tra cui il  Sangone, la Stura di Lanzo e la Dora Baltea, attraverso tre province (Cuneo, Torino e Vercelli) e 35 comuni. Un territorio davvero vasto, di cui il tratto torinese costituisce la parte centrale, dove scoprire paesaggi e aree inaspettatamente ricche di animali e di vegetazione spontanea. 

Nonostante le molte difficoltà, legate alla complessità di un territorio fluviale, in questi anni si è cercato di arginare il degrado ambientale e per regolamentare lo sviluppo edilizio dei territori sottoposti a tutela. Anzi, in questo contesto le aree protette hanno svolto e svolgono un ruolo sempre più importante quali strumenti a disposizione delle comunità locali per conoscere, conservare e valorizzare le proprie risorse ambientali, le proprie tradizioni, la propria storia. 

Interno dell'EcomuseoMa tutto questo può esserci solo se alla base si trova un’efficace conoscenza del territorio: e allora il parco diventa il laboratorio di ricerca, dalla geologia alla botanica e alla zoologia, così come dall'archeologia all'arte e alla storia. Tali ricerche sono importantissime per applicare tecniche adeguate di gestione e promozione del territorio e per finalizzare efficacemente le azioni di risanamento, miglioramento e valorizzazione ambientale. Per questo, da anni l'Ente di Gestione de Parco del Po, tratto torinese, collabora con varie istituzioni, fra cui il  Diter (Dipartimento Interateneo Territorio) del Politecnico e dell'Università di Torino e con il Parco Naturale Regionale della Collina Torinese. Una collaborazione che il 7 marzo 2006 ha portato alla stipula del Protocollo di Intesa per l'istituzione dell'Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della Collina Torinese.

Oltre alla ricerca scientifica e al lavoro per la salvaguardia delle caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche e storiche dell'area fluviale, per la difesa delle acque da fattori inquinanti e per la promozione delle attività agricole compatibili, il Parco del Po organizza attività didattiche, turistiche, culturali e ricreative. 

Proprio per sottolineare lo stretto rapporto tra il parco e il suo territorio l'Ente ha progettato una rete di centri visita in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali. Il primo esempio è quello di Carmagnola dove, nell'ambito della riorganizzazione delle strutture informative del Museo Civico di Storia Naturale, l'Ente Parco ha realizzato allestimenti che integrano il messaggio scientifico e culturale del Museo con i temi del territorio fluviale, presentando un nuovo plastico interattivo e multimediale sulla geologia e geomorfologia del fiume. Il secondo sito è a Settimo Torinese, con l'allestimento di un centro sulla fauna del fiume, nell'ambito delle attività dell’Ecomuseo del Freidano. Il terzo è il Centro sulla flora e la vegetazione tipiche del fiume che sarà realizzato alla Cascina Le Vallere, a fianco del Giardino Fenologico Allioni. Il quarto è il Centro sul Rapporto fra fiume e attività umane da realizzarsi nelle strutture dell'ex zoo di Torino e ancora in corso studio.

Un altro e fondamentale ambito di attività del parco è legato alla comunicazione al rapporto tra l’istituzione e il pubblico: nel sito del parco si trova infatti un vademecum su quali leggi deve rispettare chi vive, lavora o si diverte nel territorio del Parco, quello che si può e non si può fare all'interno dell'area protetta, tutti i riferimenti normativi e tutti i chiarimenti su quali e quante autorizzazioni sono richieste dalla legge. Se poi, al termine della lettura, ci sono ancora dubbi il personale del Parco è a disposizione per qualsiasi chiarimento. 

A chi non ha solo voglia di verde e passeggiate lungo il fiume, il territorio del Parco offre numerose testimonianze artistiche e architettoniche, come le vestigia della città romana di Industria, a Monteu Da Po. Molte anche le testimonianze medievali romaniche e gotiche di chiese, abbazie, ricetti e castelli dei paesini della collina chivassese e a Carmagnola, Carignano, Chivasso, Crescentino e Moncalieri. E poi il Sei-Settecento quando i vecchi castelli medioevali sono trasformati in sontuose residenze e le chiesette romaniche vengono sostituite da sinuose strutture barocche, e nascono le residenze sabaude quali oggi le conosciamo. Risalgono all'Ottocento, invece, le monumentali opere di presa e canalizzazione idraulica a scopi irrigui che hanno trasformato il territorio del Chivassese.
Info e visite
Cascina Le Vallere
Corso Trieste 98, Moncalieri 

Tel. 01164880 

www.parks.it/parco.po.to/par-info.html

 

 

 

 


 

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