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Il Museo d'Arte Sacra a Susa

 

IL MUSEO D'ARTE SACRA A SUSA

Andrea Zonato

Se dovessimo affidarci ai meri numeri per tratteggiare un profilo della Diocesi di Susa, il quadro che ne emergerebbe non sarebbe certamente di rilievo. Incastonata tra le montagne della Valle omonima, la Diocesi ricopre un territorio di 1062 km², che va da Sant'Ambrogio di Torino a Sestriere e Bardonecchia, popolato da 64.800 abitanti divisi in 62 parrocchie. I numeri aumenterebbero leggermente se a questi appena snocciolati aggiungessimo quelli di Avigliana e del suo circondario, ecclesiasticamente inserite nell'Arcidiocesi di Torino. Considerando però le profonde radici della cultura, le tante testimonianze di arte e i segni che la storia ha lasciato sul territorio, allora dovremmo affermare che la Valle di Susa è uno degli scrigni più ricchi del Piemonte. Oltre alla Sacra di San Michele, all'Abbazia della Novalesa e alla Cattedrale di San Giusto, monumenti ampiamente noti per il loro pregio storico e artistico, il territorio della Valle di Susa propone numerose testimonianze, sconosciute nella maggior parte dei casi al grande pubblico, che meritano grande attenzione e rispetto. Proprio al fine di valorizzare al meglio queste testimonianze e per fornire un servizio alla popolazione valsusina, dal 1999 è operante il Centro Culturale Diocesano, istituzione che si occupa di coordinare le attività  di tre enti diversi, nati in momenti storici diversi, ma tutti grandemente significativi: l'Archivio Storico, la Biblioteca e il Museo di Arte Sacra diocesani. Scopo principale del Centro Culturale è da una parte la gestione, la tutela e valorizzazione del patrimonio raccolto e custodito dai tre enti, unitamente alle tante testimonianze di fede e di arte appartenenti alle parrocchie della Valle di Susa; dall'altra è il porsi al servizio degli abitanti della Diocesi e di quanti vi soggiornano abitualmente o saltuariamente, al fine di offrire loro testimonianze artistiche e culturali significative finalmente valorizzate.
L'Archivio Storico Diocesano è stato riorganizzato agli inizi degli anni '90 con il riordino e la catalogazione dei due fondi archivistici principali della Diocesi, l'Archivio Storico Capitolare di San Giusto di Susa e l'Archivio Storico Vescovile, i quali custodiscono documenti che partono dal 1029 - anno dell'atto di fondazione della Cattedrale di San Giusto - e giungono fino all'età  contemporanea. A questi due fondi se ne sono recentemente aggiunti numerosi altri, che hanno permesso all'Archivio Storico Diocesano di raddoppiare il numero dei documenti in esso contenuti, oltrepassando quota 10.000. La Biblioteca Diocesana è nata invece nel 1778, con l'istituzione del Seminario Vescovile segusino. Essa raccoglie circa 25.000 volumi, e possiede un significativo fondo bibliotecario antiquario, nel quale spiccano un erbario a stampe acquerellate di Antonio Matthioli del 1564 e un messale miniato del 1497, proveniente dalla Prevostura di Oulx.
Il Museo Diocesano d'Arte Sacra è l'ultimo nato in seno al Centro Culturale Diocesano. Inaugurato il 22 settembre 2000, esso occupa buona parte dei locali della Rettoria annessi alla chiesa della Madonna del Ponte, titolazione derivata da una preziosa statua lignea della Madonna, per lunghi secoli venerata in questo edificio ed oggi posta all'ingresso del Museo. Della chiesa si ha notizia dal 1250 in avanti, ma essa conserva ormai pochi elementi medievali e riflette nell'aspetto attuale le trasformazioni subite tra il XVI e il XVIII secolo, che le hanno donato un abito barocco ancora oggi perfettamente conservato. Tuttavia nell'aula fa ancora bella mostra di sé un elegante affresco trecentesco di scuola senese raffigurante la Visitazione. Al XIX secolo risale invece la sistemazione della grande cappella della Madonna Addolorata, annessa alla Chiesa del Ponte. L'intero complesso ecclesiastico è stato recuperato grazie ad una Convenzione firmata nel dicembre 1997 tra la Diocesi di Susa e la Regione Piemonte, primo caso di questo genere in Italia, per il restauro di due importanti monumenti segusini: la Cattedrale di San Giusto e la Chiesa della Madonna del Ponte. I restauri, coordinati dall'architetto Michele Ruffino, hanno portato al totale rifacimento del manto di copertura in lose della cattedrale, al recupero e restauro delle facciate e alla scoperta, sulla parete esterna rivolta a sud, di importanti affreschi del XI secolo, di un arcone gotico affrescato in precedenza occultato, ed di un resto di ciclo pittorico del XV secolo. Nella Chiesa della Madonna del Ponte le operazioni di adeguamento hanno permesso di realizzare il Museo Diocesano d'Arte Sacra, che occupa una superficie di circa 600 metri quadri distribuiti su due piani.
Il Museo ospita il Tesoro della Cattedrale di San Giusto, il Tesoro della Chiesa della Madonna del Ponte, le oreficerie e la statuaria lignea provenienti da varie parrocchie ed enti della Diocesi di Susa, oltre ad una imponente collezione di paramenti liturgici.
Le opere esposte coprono un arco temporale che va dal VI al XX secolo, e sono particolarmente degni di nota un cofanetto reliquiario di epoca longobarda; i picchiotti bronzei del portale dell'abbazia di San Giusto, datati al 1130 circa; la croce processionale in lamine argentee applicate su legno (detta di Carlo Magno); il Trittico bronzeo della Madonna del Rocciamelone, portato in vetta al monte dall'astigiano Bonifacio Rotario nel 1358; un calice opera di argentiere parigino datato 1625.
Accanto ad opere antiche convivono quadri e statue prodotti da artisti contemporanei, quali Tino Aime, Anna Branciari, Lia Laterza e Francesco Tabusso. La novità  principale e distintiva di questo Museo è però il carattere diffuso e territoriale da esso assunto. La volontà di prestare un servizio alla valorizzazione delle potenzialità  umane sul territorio, e la ricchezza di testimonianze artistiche presenti sullo stesso hanno fatto nascere un progetto museale articolato in una struttura diffusa, che affianca alla sede centrale segusina le sedi staccate. Una prima sede è sita a Melezet, presso la Cappella del Carmine, dove già  dagli anni '60-'70 del Novecento sono state radunate importanti opere, in primo luogo di statuaria lignea e oreficeria, provenienti da cappelle e chiese della conca di Bardonecchia. Una seconda sede è aperta a Giaglione, presso la casa parrocchiale, dove è presente una raccolta di statuaria lignea proveniente dalle cappelle del territorio giaglionese. Tra le opere esposte sono degne di particolare nota le statue opera della scuola dei Clappier dell'Alta Maurienne, risalenti al Seicento. La sede di San Giorio di Susa è costituita dalla Cappella di San Lorenzo (detta "del Conte"), completamente decorata da un bellissimo ciclo di affreschi risalente al 1328 e recentemente restaurato. La sede di Novalesa ospiterà, tra gli altri oggetti, alcuni reliquiari di epoca longobarda e carolingia, l'urna di Sant'Eldrado - una cassa lignea ricoperta di argento sbalzato e cesellato risalente al XII secolo - e una collezione di quadreria includente opere delle scuole di Caravaggio, Rubens, Le Moyne e Daniele da Volterra prelevate da Napoleone da alcuni palazzi nobiliari d'Europa e donati al priore dell'Ospizio del Moncenisio, l'abate Gabet.
Per approfondimenti
www.centroculturalediocesano.it

2003


 

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