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Carlo Zauli, scultore - 2009

   CARLO ZAULI, SCULTORE

Fino al 14 giugno 2009

Torino, Sale Storiche Palazzo Bricherasio

 

 

 

Un'opera di Carlo ZauliC’è un primo periodo con elementi più costruiti geometricamente, poi una fase di strutture strappate, violentate e poi il più recente, con modulazioni sensibili e molto vicine alla natura”. Così descriveva la sua carriera Carlo Zauli, (Faenza 1926–2002) grande protagonista della scultura italiana del secondo dopoguerra e della cui opera Giulio Carlo Argan ebbe a scrivere che “non ha proprio senso chiedersi se sia scultura o arte fittile, come se il significato delle forme dipendesse dalle materie e dai procedimenti con cui si realizzano”.

 

La sua formazione, come quella di molti maestri del passato, si era sviluppata nell’ambito dell’arte della ceramica. Una cosa peraltro più che naturale, considerata la provenienza di Zauli che, da faentino, vive da sempre immerso nella cultura e nell'arte della terra. Il suo è uno sviluppo assieme artistico e tecnico, avviato già negli anni Cinquanta, dunque in un periodo formidabile per l'arte italiana. Ed è anche, come ricorda Flaminio Gualdoni nel saggio introduttivo, “un crescere entro il perimetro del dibattito sull’integrazione delle arti che le Triennali milanesi e il magistero di Gio Ponti  e della sua “Domus” vanno delucidando e restituendo ai termini vivi dell’arte. Cultura d’artefice, appunto, in un clima, quello delle scuole e dei laboratori di Faenza, che vede il transito e l’incrocio di figure eminenti, come il Lucio Fontana che lavora alla tomba Melandri e giovani come Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo: che, dunque, da subito s’intride dello scambio critico alto tra ciò che vien definito, nelle ormai sclerotiche categorie critiche d’allora, arte applicata, e ciò per cui monta in uso il termine ricerca pura. 

 


Carlo Zauli al lavoro

 

Il passaggio da climi informali a un ragionamento sulla forma come struttura retorica lo porta a entrare nel vivo del dibattito plastico del tempo. La personale alla Montenapoleone di Milano del 1957 si intreccia con alcune realizzazioni in perfetto clima di integrazione delle arti (fregi per la reggia di Baghdad del 1958 e per il Poligrafico di Stato di Kuwait City; partecipazione a numerose edizioni della Triennale di Milano) e con l’intensa frequentazione dei principali artisti dell'epoca. Come ricorda Giorgio Cortenova “Zauli non si domanda quale forma artistica sia opportuno introdurre nel mondo, ma quale mondo creare con le forme, o comunque quale forma dare al mondo. In rapporto a ciò svaniscono le categorie e le gerarchie culturali, sfuma qualsiasi ipotesi rappresentativa, tramonta la mitologia dell'oggetto.”

 

Dal 15 maggio le Sale Storiche della Fondazione Palazzo Bricherasio ospitano la prima tappa europea del ciclo espositivo dedicato all’opera dello scultore e inaugurato nel 2007 con quattro grandi antologiche in Giappone. In mostr circa quaranta sculture, esposte nelle storiche sale della Fondazione torinese e negli adiacenti spazi esterni di via Lagrange (dove avrà luogo la prima edizione della rassegna “Outdoor”), che documentano le tematiche care al maestro di Faenza e rappresentano i momenti di massima adesione di Zauli al dibattito scultoreo e di profonda originalità inventiva.

 


 

Palazzo Bricherasio 

Via Teofilo Rossi angolo Via Lagrange 

Orario 

Martedì-domenica ore 9:30-19:30
Giovedì e sabato apertura prolungata dino alle 22:30
 

Lunedì chiuso   

 

 

Ingresso

Biglietto unico € 2 

 

 


 

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