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Le Màiess dou Bort di Balme

Giorgio Inaudi - Donatella Taverna
LE MÀIESS DOU BORT DI BALME
Da indumento di uso quotidiano a icona di una identità  valligiana
Società  Storica delle Valli di Lanzo - LXXV. Lanzo Torinese, 2002
 

Da quasi sessant'anni (la fondazione è del 1946) la Società  Storica delle Valli di Lanzo studia ogni aspetto della storia e della vita di quel territorio, e pubblica i risultati di questa attività di ricerca in una collana di pubblicazioni la cui confezione sobria ed elegante è curata dalla torinesissima Scuola Grafica Salesiana.
Le Màiess dou bort sono le "maglie col bordo", vale a dire maglie di lana da uomo (rari e relativamente recenti gli esemplari da donna), ornate con un bordo ricamato di larghezza variabile, che facevano parte del costume tradizionale di Balme e di varie località  della Valle di Lanzo quali Ceres o Ala di Stura, ciascuna con proprie specificità .
Va subito chiarito che per "costume tradizionale" non si intende l'attuale accezione di indumento quasi di scena da sfoggiare in occasione di feste patronali e rievocazioni storiche, bensì un capo che costituiva il vestiario quotidiano di gruppi e popolazioni, e che aveva un unico modello, pur presentando sovente una versione da lavoro e una "da festa", che in genere si distingueva dalla prima in quanto nuova, pulita e stirata. Per la precisione, la màii du bort è "una giacca in maglia, di lana di pecora bianca, non sgrassata e di solito filata a mano, con un filo molto piccolo e ben ritorto, confezionata a punto legaccio ... con ferri molto piccoli e quindi molto fitta. Di solito la maglia è confezionata in un solo pezzo, senza cuciture sui lati e con soltanto le maniche applicate... e si chiude con nastri che si legano con un nodo a fiocco... È piuttosto corta e non scende molto sotto la cintura, restando comunque più corta delle maniche. Lungo il collo e sul petto è applicato il bordo, di solito a punto e croce... largo circa quattro dita, ma si fa più sottile dietro il collo... Soprattutto le maglie più antiche sono molto compatte (si dice che stanno diritte da sole). Era uso infeltrirle mettendole in una zangola e sbattendole in acqua bollente. In questo modo diventavano impermeabili all'acqua e al vento" (pp. 13-14).
Proprio in quanto indumento di uso quotidiano, di queste maglie restano pochi esemplari antichi: quelle troppo consunte venivano varie volte riciclate (rimuovendone prima il bordo che se in buono stato poteva essere cucito su un'altra maglia) come panno da frapporre fra la schiena e le fascine, e infine vendute agli straccivendoli. E pur se decorate di ricchi ed elaborati ricami, non venivano considerate beni di valore - come avveniva invece per cappelli, calzature o altri oggetti che venivano addirittura inclusi negli inventari allegati a contratti di matrimonio o ai testamenti, e passati da una generazione all'altra (è il caso, ad esempio, degli abiti da sposa). Il motivo era ovvio: si trattava di capi di produzione interamente casalinga, a cominciare dalla materia prima, la lana, e dunque estremamente economici, perché il lavoro necessario a realizzarli non era considerato un costo, ma semmai un modo di trascorrere le giornate invernali.
I due saggi che compongono il libro sono ricchi di note e riferimenti bibliografici, e documentano il lungo lavoro di ricerca che ha portato al censimento di questi manufatti. Il primo contributo, di Giorgio Inaudi, delinea il senso e dell'importanza di un oggetto che, come indica il sottotitolo, da semplice indumento è diventato il simbolo di una comunità  e di un'appartenenza. Il secondo, di Donatella Taverna, ne traccia la storia e la funzione ed analizza, classificandole, le tecniche di lavorazione, i motivi originali e i decori tipici delle varie zone di provenienza.

Il volume, come gli altri della serie, non è in commercio. Per prenderne visione o richiederne copia, contattare la Società  Storica delle Valli di Lanzo, c/o Biblioteca Civica e Archivio Storico - Via San Giovanni Bosco, 1 - 10047 Lanzo Torinese. Internet: www.soc-storica-val-lanzo.net e-mail: info@soc-storica-val-lanzo.net


 

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