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Jessie Boswell - 2009

 JESSIE BOSWELL
Fino al 10 maggio 2009
Torino, Sala Bolaffi


Una grande artista che forse proprio per la sua vena intimista, per la delicatezza e l'understatement dei suoi paesaggi e dei suoi interni è stata a lungo, e completamente a torto, ritenuta se non proprio l'anello debole almeno di tono minore nel contesto dei Sei Pittori di Torino, il gruppo di cui fece parte, unica donna, fra il 1929 e il 1931. I suoi compagni di avventura erano, lo ricordiamo, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio ed Enrico Paulucci. Infatti, anche se sono passati più di cinquant'anni dalla sua morte, nel 1956, quella in corso alla Galleria Bolaffi fino al 10 maggio è la prima mostra antologica dedicata alla pittrice inglese che aveva scelto Torino come patria d'elezione.

Jessie Boswell era nata a Leeds nel 1881; il padre e i fratelli erano cantori di chiesa, e la musica accompagnò tutta la sua vita, diventando anche una metafora della sua arte, come ricorda la stessa Boswell in alcune lettere degli anni Trenta: proprio come la musica, l'esistenza umana si svolge in maggiore ma anche in minore, e quei toni lievi e dimessi possono non piacere ma sono parte integrante della vita. 

Nel 1906 si trasferisce in Italia da una sorella, e suo accostamento all'arte è probabilmente casuale, per pura passione, con disegni e illustrazioni per il diario che si evolvono quando Jessie si orienta in modo più sistematico verso la pittura. La Boswell non partecipa alle celebri mostre dell'epoca, ma partecipa a ben tre Biennali (nel 1924, 1926 e 1928). Quando incontra il Gruppo dei Sei quindi non è una sconosciuta, e può vantare un curriculum artistico di tutto rispetto, ma è pur sempre una donna e la critica glielo fa pesare. 

Tuttavia, per quanto importante, la stagione dei Sei di Torino dura due anni, mentre la Boswell è attiva per più di trenta. Particolarmente interessante è quindi la mostra torinese, che presenta oltre cento opere fra cui molti inediti che documentano la sua produzione prima – soprattutto disegni di soggetto privato e vita di famiglia – e dopo quella esperienza. Questi ultimi dipinti, in particolare, privilegiano il paesaggio e gli interni degli anni Trenta e Quaranta e mostrano una pittura non accademica, certo erede della tradizione inglese, che esprime intimità e discrezione ma senza leziosità, pennellate robuste e luminosità. “La sua pittura,  spiega Ivana Mulatero, curatrice della mostra, era diversa da quella sfrontatamente espressiva e deformante di un Levi, ma anche solo un’opera come Fiori d’inverno (Daffodils) del 1930, che raggiunge un’intensa fusione della forma-colore, con una smaterializzazione in chiave quasi astratta della composizione, ci spinge a ritenere che l’apporto di quest’artista nel contesto culturale e artistico della Torino tra le due guerre sia da indagare oltre gli schematismi”. 

In mostra anche ritratti e omaggi a lei dedicati da amici artisti, e una ricca sezione con documenti, oggetti, vestiti, diari e immagini attraverso cui il visitatore potrà scorrere la vita dell’artista, la sua famiglia, il contesto in cui visse, le sue relazioni con i Sella e i Gualino, le molte case in cui lavorò e visse. 

Jessie Boswell

Fino al 10 maggio

Sala Bolaffi

Via Cavour 17, Torino

Orario

Dal martedì alla domenica ore 10-19

Info 

Tel. 011 5576300

Ingresso libero

 

In home page: Jessie Boswell, Viale a San Gerolamo.1943, olio su tavola cm. 79x88 

Il disegno in questa pagina è Lily suona, 1919 - Archivi Gualino, Roma


 

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