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Piero Lerda - Dal caos al gioco

PIERO LERDA
Dal caos al gioco. Opere 1948-2007

Fino al 26 aprile
Caraglio, Il Filatoio

"Far cose d'arte, scriveva Piero Lerda, è un modo di conoscere questo granello di universo in cui ci è toccato di vivere. E di conoscerlo nella sua parte più affascinante, quella che nasconde emozioni grandissime a giustificazione, forse, di un destino che non abbiamo scelto noi. (...) Far cose d'arte è quindi vivere, cioè agire in totale libertà di intelligenza e sensibilità, è operare attorno a un'immagine di bellezza da rinnovare continuamente, con un occhio al futuro e l'altro alla tradizione in cui siamo stati forgiati".
Nato a Caraglio nel 1927, Lerda compie la sua formazione artistica sotto la guida del pittore Vincenzo Alicandri e parallelamente si perfeziona in lingue e letterature straniere. Si trasferisce nei primi anni Cinquanta in Francia dove scrive una tesi dedicata ai grandi quesiti esistenziali posti dall'opera di Bernanos sui temi del bene e del male. A Nizza prende parte alla vita culturale fondando spazi d'incontro tra i cui soci onorari figurano Cocteau, Prevert e Medecins e organizzando mostre e conferenze sull'arte moderna mentre la sua arte si vivifica nelle piccole opere su carta in cui emerge l'impronta picassiana e l'eco delle avanguardie astratte del primo Novecento. La sua figura di artista, letterato e animatore culturale lo vede successivamente protagonista a Torino nel ruolo di direttore della biblioteca dell'Usis (United States Information Service), sceneggiatore radiofonico e collaboratore della nascente televisione.
L'emergere di una visione mediata dallo strumento televisivo spinge Lerda a mutare il suo procedere pittorico consapevole della trasformazione del personaggio-uomo sotto la sollecitazione dei fenomeni di massa. Radio, televisione e cinema sono intesi come produttori di miraggi facili che l'artista identifica negli schermi, nei lampi dei flash, negli interni allucinanti degli studi televisivi e degli studios cinematografici. Una serie di opere protomediali testimoniano la difficile condizione degli "uomini-schermo" dai quali fuoriescono luci fredde, bianche e abbacinanti. Lo stile si fa nervoso, il segno si filamenta, i confronti ora si misurano prevalentemente con le opere di Arshile Gorky e di Mark Tobey. È del 1962 la sua prima e unica personale presso la galleria "L'Immagine" di Torino, all'epoca diretta da Antonio Carena.
Sin dall'inizio della sua ricerca, Lerda affianca pittura e disegno, delineando così quelli che rimarranno i tratti distintivi della sua produzione: l'importanza del segno, e il suo rapporto inscindibile con la luce, elemento che accende i colori dei suoi quadri. Le forme ricorrenti della sua pittura sono i paesaggi, le città-giostra e gli aquiloni che però, dagli anni Sessanta, acquistano una valenza quasi seriale e nel contempo giocosa, una liricità che si fa quasi visionaria, ma che pure viene raffigurata con grande intensità, ad esempio nella decisa e netta qualità cromatica dei collages degli anni Novanta e Duemila che aggiunge fascino e attrattiva alle figure degli aquiloni che si pongono in limine tra il mondo reale e il sogno. Il Filatoio apre la nuova stagione espositiva con questa mostra sull'artista nato a Caraglio nel 1927 e scomparso nel 2007.La retrospettiva è stata preparata con l'inventariazione delle opere e attraverso ricerche nell'archivio personale di Lerda, che hanno portato all'acquisizione di importanti cartelle di disegni, testi e documenti. Quello che ne è emerso è un ritratto che consente di definire con precisione i diversi contorni della vicenda artistica del pittore e letterato, dalla personalità rigorosa e appartata che ha vissuto in Francia, per poi trasferirsi a Torino.
La mostra si apre con una summa di tutti i periodi di ricerca riassunti in dieci tavole organizzate dallo stesso artista, ognuna delle quali raccoglie una serie di piccoli disegni impaginati come fogli di diario, a dimostrazione del percorso di lavoro nel corso del tempo. Le dieci tavole racchiudono molteplici sviluppi e rimandano, per temi e stili, alle sezioni successive. Dalla sezione alla sesta sezione si segue un percorso cronologico dagli anni Quaranta fino al Duemila. Saranno esposti, inoltre, numerosi documenti originali che compongono un quadro completo sulla sua figura di letterato, sceneggiatore radiotelevisivo e direttore della biblioteca USIS a Torino.

Orario
Sabato ore 14:30-19
Domenica ore 10-19
Biglietti
Solo mostra: Intero 7 euro, ridotto 4 euro, gratuito per minori di 6 anni e aventi diritto
Mostra + Museo del Setificio: Intero 8 euro, ridotto 8 euro
Info
Associazione Culturale Marcovaldo
n. verde Regione Piemonte 800 329329
www.marcovaldo.it


 

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