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Gabriele Basilico - Beirut 1991 - 2009

Fondazione Merz

GABRIELE BASILICO
Beirut 1991 
fino al 1° marzo 2009

"Nel 1991 fui coinvolto dalla scrittrice libanese Dominique Eddé in un progetto che aveva come obiettivo la documentazione fotografica dell'area centrale della città di Beirut. Il lavoro era stato pensato per un gruppo di fotografi le cui esperienze si sarebbero liberamente incrociate... L'area topografica individuata era uguale per tutti. La parte centrale della città limitata a nord dal mare, a sud dalla tangenziale chiamata Ring, a est dal quartiere cristiano e a ovest da un quartiere misto. Non si trattava di realizzare un reportage o di produrre un inventario, bensì di comporre uno "stato delle cose", un'esperienza diretta del luogo affidata ad una libera interpretazione, in un momento delicatissimo e irripetibile della storia di Beirut: la fine, nel 1990, di un'estenuante guerra iniziata quindici anni prima (13 aprile 1973), e l'attesa di una ricostruzione annunciata". A ricordarlo è Gabriele Basilico, di cui sono presentati una ventina di scatti tratti dal grande servizio fotografico realizzato a Beirut nel 1991 al termine della guerra civile che devastò il paese. Il risultato è un documento fotografico che propone una riflessione su ciò che resta di una città dopo il conflitto e che si appresta a ricominciare.
L'occhio del fotografo ritrae i luoghi con discrezione e rispetto, con uno sguardo chiaro e preciso e con una attenzione al dettaglio che rivela la formazione architettonica dell'artista milanese.

 

SPERANZE E DUBBI
Arte giovane tra Italia e Libano
mostra collettiva

In contemporanea alla personale di Basilico, la Fondazione e l'Istituto Italiano di Cultura a Beirut presentano questa collettiva curata da Costantino D'Orazio e che coinvolge otto artisti italiani e otto libanesi. L'esposizione, che dal 20 al 23 dicembre 2008 è stata ospitata a Beirut, punta alla costruzione di un ponte ideale tra la scena artistica italiana e libanese attraverso le opere di artisti che propongono accomunatidal medesimo atteggiamento interrogativo. Malgrado vicende storiche diversissime, tra Italia e Libano esiste un comune sentire in tutti gli ambiti della creatività. Gli artisti libanesi hanno sempre mostrato una naturale proiezione verso i linguaggi del Mediterraneo occidentale e, allo stesso tempo, gli artisti italiani condividono con i colleghi libanesi una simile attitudine nella descrizione della precarietà del mondo attuale. Il Libano, uno dei paesi più vivaci e interessanti del Mediterraneo, oggi non può permettersi programmi a lunga scadenza e vive in una costante condizione di incertezza, in cui il dubbio è lo stato d'animo più frequente e che accomuna i suoi a un'intera generazione di artisti che su scala globale sono animati dallo stesso sguardo interrogativo non tanto rispetto alla politica quanto alla possibilità di rappresentare il mondo contemporaneo e trovarne le chiavi di lettura. La mostra propone momenti di riflessione sulla precarietà  e incertezza nei confronti del futuro, che dalla condizione politica del Libano si estende alla condizione esistenziale di una generazione. Beirut rinasce continuamente dalle proprie ceneri, il popolo libanese dopo ogni evento bellico riprende sempre dal punto in cui si è fermato, ma è evidente che così la condizione umana resta sempre fluida e incerta, ricca di potenzialità che non riescono a trovare il tempo per esprimersi. Lo stesso vale per i giovani artisti contemporanei, che si muovono in un mondo ricco di sollecitazioni ed urgenze, dove un'opera d'arte deve essere pronta a confrontarsi con il contesto globale. Non esiste più una tendenza dominante, è sempre più difficile riferire il lavoro di un artista a una tradizione e nessuno può prevedere in quale direzione si muoveranno gli artisti nel prossimo futuro, né chi di quelli oggi attivi potrà essere ancora riconosciuto tra molti anni. Beirut, come l'arte aontemporanea, è un flusso di energia in costante cerca di futuro. Gli artisti che espongono sono Elisabetta Benassi, Ginou Choueiri, Elisabetta Di Maggio, Michael Fliri, Francesco Gennari, Pascal Hachem, Lina Hakim, Joanne Issa, Zena el Khalil, Marzia Migliora, Randa Mirza, Giuseppe Pietroniro, Luisa Rabbia, Marwan Rechmaoui, Rima Saab, Andrea Salvino.

Orari
Dal martedì alla domenica ore 11-19
Biglietti
Intero 5 euro, ridotto 3,50 euro (studenti, gruppi organizzati min. 10 persone), gratuito per bambini fino a 10 anni, maggiori di 65 anni, disabili e ogni prima domenica del mese
Info
tel 011 19719437
www.fondazionemerz.org


 

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