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Alpi da scoprire

ALPI DA SCOPRIRE
7 luglio - 26 ottobre 2008
Museo Diocesano di Susa, Forte di Exilles,
Palazzo delle Feste di Bardonecchia

  

L'iniziativa è un innovativo itinerario espositivo che vuole diffondere la conoscenza e la riscoperta delle Alpi quale patrimonio dell'uomo e quale base su cui impostare delle riflessioni per trovare dei modelli di sviluppo compatibili con i futuri scenari climatici, ambientali e sociali, e con la loro salvaguardia come patrimonio dell'umanità.
Il percorso espositivo trae spunto da tre anniversari importanti: il 650° del Trittico del Rocciamelone e della prima scalata alpina documentta, il 300° della conquista del Forte di Exilles e dell'alta Valle di Susa da parte dei Savoia e il centenario della fondazione dello Ski Club di Bardonecchia.
Il titolo "Alpi da scoprire" è la chiave interpretativa comune a tutte le sedi della mostra, e il concetto di fondo è quello di limite/confine con cui l'uomo si è continuamente confrontato nello spazio alpino in modo diverso e con diverse estensioni: la conquista delle vette, la delimitazione degli spazi, la trasformazione fisica del territorio. Il clima percorrerà come un ideale fil rouge tutte le sezioni della mostra e costituirà l'esempio più immediato e tangibile del variare dell'ambiente alpino e dei suoi confini. Ciascuna delle sedi espositive si concentra su aspetti specifici.
A Susa il punto focale è l'arte, in particolare la grande circolazione di modelli artistici nel basso Medioevo, e i collegamenti con la storia politico-religiosa e sociale dell'epoca, fino all'utilizzo contemporaneo delle Alpi come palestra per la formazione della coscienza civile e spirituale dei giovani. Il collegamento è il 650° anniversario del Trittico del Rocciamelone, straordinaria opera di oreficeria fiamminga. Si approfondiranno inoltre le radici bibliche della spiritualità legata alle vette, l'ambito della religiosità del basso Medioevo e gli aspetti storico-artistici legati alle Alpi. Lo spazio del sacro, infatti, colloca da sempre le vette, in quanto dimore inviolabili della divinità, al di fuori dell'ambito umano. La letteratura biblica le rende luoghi della rivelazione di Dio, le porte del cielo. In epoche più recenti, con lo sviluppo dei pellegrinaggi locali, le vette vengono "addomesticate" fino a farle diventare, nei secoli XIX e XX, la palestra per forgiare la coscienza dei giovani.
Il Rocciamelone, il Trittico, e la figura di Bonifacio Rotario d'Asti rimandano ad un confine culturale e religioso da affrontare e superare.
Ma il concetto di Scoperta coincide anche con la conoscenza del Paesaggio, di cui si occupa la sezione di Exilles che prende le mosse dal 300° anniversario della conquista del Forte e sarà rivolta prevalentemente all'evoluzione e rappresentazione del paesaggio, al suo uso, ai mutamenti del clima e al domani che attende il sistema alpino. Il Forte di Exilles, la cartografia, le rappresentazioni dei viaggiatori, i toponimi alpini, richiamano l'idea di un confine che delimita e interpreta gli spazi e le attività degli uomini, usando il diverso metro della politica del governo centrale, di quello locale, dei residenti e dei forestieri. Per il percorso espositivo sono state selezionate carte topografiche realizzate tra il XVII e il XIX secolo in base all'osservazione diretta e di dettaglio dello spazio raffigurato, che hanno il vantaggio di essere spesso poco conosciute dal grande pubblico e di forte impatto visivo. L'elemento di comunicazione e studio più significativo dell'esposizione sarà un plastico metavisuale della Valle di Susa: si tratta di una innovativa tecnologia di videoproiezione di immagini e filmati che utilizzerà come modalità narrativa il confronto tra la cartografia storica e la situazione attuale della valle. La linea del tempo avanzerà in assolvenze progressive dal passato remoto fino ai nostri giorni e rievocherà la battaglia che condusse alla presa del Forte di Exilles, per riflettere successivamente la scoperta estetica e scientifica della montagna nel XVIII e XIX secolo, fino a quella sportiva e turistica del XX. Con una scansione visiva altamente spettacolare sarà ricostruita la Valle attraverso un ideale percorso cronologico che avanzerà dal passato remoto verso il futuro prossimo.
La sede di Bardonecchia, invece, offrirà uno spunto di riflessione, a partire dall'uso sportivo dell'ambiente alpino, sulla trasformazione architettonica e urbanistica che dal secolo scorso ha inciso profondamente sull'insediamento e sulla percezione esterna delle Alpi. Sarà affrontato il tema della modernità come soglia del mutamento della montagna: partendo dalla storia dello ski-club di Bardonecchia la narrazione si sposterà verso la scoperta, l'invenzione e la conquista di nuove dimensioni dello spazio alpino, il rapporto tra città e montagna, la trasformazione fisica del territorio alpino e l'ecosostenibilità dei progetti di sviluppo futuro. I prodotti multimediali qui ospitati prenderanno le mosse dai molti materiali filmici e video disponibili, arricchiti da altri materiali espositivi tradizionali come foto, cartoline, manifesti. Il fulcro della sezione espositiva sarà una multivisione immersiva, allestita nella sala principale del Palazzo delle Feste, che racconterà, in un viaggio virtuale spazio-temporale e con una narrazione visiva densa, i luoghi i personaggi e gli avvenimenti della storia e dell'evoluzione di Bardonecchia.
L'ultima sezione della mostra sarà curata dalla Società Meteorologica Italiana. Saranno descritte le caratteristiche e l'evoluzione del clima in alta Valle di Susa nel corso dell'ultimo secolo, il periodo in cui si è sviluppato intensamente il turismo invernale legato alla neve.

Orari
Martedì-domenica ore 10-19
Info e prenotazioni
Centro Culturale Diocesano di Susa
Tel e fax 0122 622640
www.centroculturalediocesano.it


 

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