Il Forte di Exilles
Provincia di Torino, a ridosso del paese omonimo, lungo la SS24 del Monginevro.
Il Forte difende la Valle della Dora Riparia, via di comunicazione tra Francia e Italia dotata di difese sin dall'antichità . Roccaforte del Delfinato, fu teatro di numerosi scontri tra i francesi e i Savoia. Venne espugnato alla fine del Cinquecento da Carlo Emanuele I di Savoia ma fu presto riconquistata dai francesi, e nei primi anni del XVII secolo l'ingegnere Jean de Beins trasformò il castello in una fortezza a casematte e bastioni, anche utilizzata come prigione di stato francese (vi ebbe luogo parte della vicenda, fra realtà e leggenda, della Maschera di Ferro).
Col Trattato di Utrecht del 1713 fu definitivamente annesso ai possedimenti sabaudi, e radicalmente trasformato (a partire dall'orientamento. Dopo il 1750 il complesso fu trasformato in una struttura di corpi autonomi fortificati sistemati intorno a una piazza, diventando il centro di un sistema di piccole fortificazioni.
Smantellato e demolito dopo il 1796, fu riedificato dopo il 1815. Durante la prima Guerra Mondiale le sue artiglierie furono trasferite sul fronte carsico e la struttura divenne campo di prigionia. In seguito, e fino al secondo dopoguerra, fu caserma per il Battaglione Alpino Exilles. Abbandonato nel 1943, dopo anni di declino il Forte è stato ottenuto dalla Regione Piemonte. Anni di restauri lo hanno restituito al patrimonio artistico e culturale della regione facendone sede di una mostra permanente sulle truppe alpine (con esposizione di uniformi originali ed installazioni tematiche) e museo di storia delle fortificazioni delle Alpi occidentali.
Foto: Lucilla Cremoni