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3. La Cittadella di Alessandria

  La Cittadella di Alessandria

La Cittadella si trova sulla riva sinistra del fiume Tanaro; la struttura viaria e la toponomastica di Alessandria recano traccia del perimetro delle mura. 

Vista aerea della CittadellaDa sempre Alessandria è stata cinta da opere fortificate. Le prime ad essere erette con una certa attenzione furono quelle del XII secolo, quando la Lega Lombarda inviò sul posto alcuni tecnici. All'epoca, Alessandria consisteva di due nuclei uniti da un ponte: a destra del Tanaro la città  vera e propria, sulla riva sinistra il borgo Borgoglio. Nel 1280 la vecchia cinta venne sostituita da una nuova, che circa un secolo dopo, sotto i Visconti, fu rafforzata con baluardi in terra e legname. 
Nel XVI secolo, con il dominio spagnolo del Ducato di Milano, da cui dipendeva Alessandria, la città  venne provvista di una cinta pentagonale con bastioni, fossato e spalto esterno, a proteggere sia la città  sia il borgo; a questa si aggiunse la fortificazione del ponte con un castelletto. Ulteriori adeguamenti vennero effettuati nella prima parte del XVII secolo per mano dell'architetto militare Pompeo Robutti. 
Nel 1706 Alessandria entrò a far parte dei territori del Ducato sabaudo e divenne il principale punto occidentale del sistema difensivo sabaudo, come avanguardia o baluardo per eventuali attacchi contro o da Milano e Genova, quindi le sue mura dovevano essere adeguate. Vittorio Amedeo II affidò il compito all'ingegnere Ignazio Giuseppe Bertola, il quale dovette superare il punto debole costituito dal borgo Borgoglio che se espugnato sarebbe diventato posizione avanzata per la conquista della città  intera. Bertola ribaltò la situazione con la costruzione di un elemento fortificato senza edifici civili al suo interno. I lavori iniziarono nel 1728 con l'evacuazione e lo smantellamento del borgo.
Nel 1732 fu posata la prima pietra della nuova costruzione. Nacque una cinta a pianta esagonale con bastioni agli angoli, tenaglie davanti alle cortine, rivellini a dente e a lunetta. In età  napoleonica il complesso venne rinsaldato dal generale Chasseloup; Napoleone medesimo aveva pensato di raddoppiare la struttura di Alessandria con la costruzione di una seconda Cittadella speculare alla prima sulla riva del fiume Bormida, dalla parte opposta della città, ma il progetto non venne mai realizzato. Fra il 1855 e il 1859, in previsione della guerra franco-piemontese contro l'Austria, le fortificazioni della città  furono ampliate e affiancate da tre forti: Forte d'Acqui, Forte della Ferrovia e Forte Bormida. Si creò un sistema complesso costituito dai Forti, dalla Cittadella e dalle fortificazioni della città. La situazione attuale ci permette di vedere ancora ben conservata la Cittadella esagonale, mentre i Forti sono in completa rovina e le mura della città  sono del tutto scomparse.

Foto Enrico Formica


 

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