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Alba

 

ALBA
scheda di Donatella Andriolo

Il campanile del DuomoAbitata già  nell'Età  del Bronzo e del Ferro da popolazioni di ceppo Ligure, nel II secolo Alba divenne Municipio romano col nome di Alba Pompeia e cinta di mura. In epoca medievale conobbe il favore di Barbarossa e rivaleggiò con Asti per il controllo della Valle del Tanaro. La città  conserva vari monumenti di origine medievale: le torri Sineo, Bonino e Astesiano, la chiesa di San Domenico, gotica, costruita alla fine del XIII secolo, case-forti e varie opere pittoriche. Alba fece parte dei possedimenti di varie casate: i Marchesi del Monferrato (dal 1369), i Gonzaga (dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559) e infine, dal 1628, i Savoia. Dopo la Rivoluzione Francese, Alba divenne Repubblica Giacobina e, al passaggio di Bonaparte, sventolò per prima quelli che sarebbero diventati i colori del gonfalone della Regione Piemonte: rosso, blu e arancio. La chiesa barocca di Santa Caterina, il Seminario Maggiore, fondato alla fine del Cinquecento, la chiesa della Maddalena (progettata dal Vittone), dipinti di scuola caravaggesca e manierista, palazzi e chiese settecentesche testimoniano la storia della città  in questi secoli. Nell'Ottocento, Alba fu praticamente ridisegnata dal sindaco della città , l'architetto Giorgio Busca, che fra l'altro progettò il Teatro Sociale, un edificio in stile neoclassico costruito nel 1855 a fianco di un ex convento domenicano poi divenuto il Liceo Govone. Via Vittorio Emanuele (più nota come Via Maestra), Piazza Savona, e Corso Langhe, dove si trovano, all'incrocio con Corso Enotria, la famosa Scuola Enologica fondata oltre cento anni fa e, più avanti, il Santuario di N.S. della Moretta, sono le strade più famose di Alba. Durante la seconda guerra mondiale, Alba ebbe un ruolo importante nella Resistenza (la città  è stata insignita della medaglia d'oro al Valor Militare), e fu al centro di vicende che continuano a vivere nelle pagine di Beppe Fenoglio.

2002 


 

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