FRAGOLE
testo Alda Rosati-Peys
foto Lucilla Cremoni
Le manifestazioni che varie località del Piemonte dedicano ogni primavera alle fragole confermano, se ve ne fosse bisogno, la popolarità di questo frutto. Eppure, la coltivazione delle fragole iniziò, nel Cinquecento, solo per utilizzarne a scopo decorativo le foglie e i fiori; i frutti, pur grandemente apprezzati sin dall'antichità , fino al Seicento erano noti soltanto nella loro versione spontane, quelle che noi chiamiamo fragoline di bosco, e furono i giardinieri e agronomi del Re Sole a produrre per primi le fragole come frutto. Il resto è storia nota: per aspetto, colore e sapore, la fragola dà un tocco di allegria e vivacità a ogni dessert o macedonia; e poi, è così rossa, sensuale, golosa che non è difficile capire perché compaia tanto spesso in immagini che nulla hanno a che fare con la cucina e sia entrata a far parte del linguaggio in espressioni quali "bionda fragola". E in almeno un caso particolare, la fragola è diventata un'autentica istituzione: forse non tutti sanno, infatti, che in Gran Bretagna è tradizione che l'inclito pubblico del torneo tennistico di Wimbledon segua gli incontri consumando coppette di fragole con panna. Ma la fragola non è solo bella e buona, ha anche notevoli proprietà officinali. Le radici e le foglie hanno proprietà astringenti e diuretiche, e sono un antico rimedio contro le affezioni delle vie urinarie, i calcoli, l'angina, e anche contro i reumatismi. Anticamente venivano considerate, anche da luminari come Linneo, una cura eccellente per la gotta; erano prescritte nel caso delle "malattie di pletora" cioè patologie che andavano dall'artrite ai problemi epatici alle affezioni polmonari; erano raccomandate come corroborante da dare ai convalescenti (ha un alto contenuto di ferro); in questi casi, l'assunzione del "medicinale" avveniva sovente sotto forma di decotto fatto con le radici e le foglie. Un infuso di foglie, anche essiccate, può ancora costituire un surrogato del tè, lo sciroppo di fragole può diventare una bevanda o un condimento profumato per macedonie, gelati, eccetera. E non va dimenticato l'uso esterno, cosmetico, delle fragole.
Senza arrivare agli estremi delle gran dame del Sei-Settecento, che si immergevano in acqua di fragole per dare splendore alla pelle, ancor oggi è possibile ottenere buoni risultati semplicemente applicando sul viso delle fragole schiacciate, o preparare maschere di bellezza: per pelli grasse, basterà unire alle fragole frullate delle chiare d'uovo sbatture; per pelli secche, usare invece un po' di olio di mandorle dolci, un po' di panna e un po' di fecola. Cosmetici naturali ed efficaci, sempre che si resista alla tentazione di mangiarseli anziché applicarli.
Curiosità e notizie utili
• Per combattere la fastidiosissima orticaria, che le fragole possono provocare ai soggetti allergici, si può tentare di trasformarsi in Mitridate e assumere quotidianamente per una decina di giorni un pezzetto di fragola, macerandolo lentamente sotto la lingua o bevendo un sorso di vino rosso nel quale è stato messo un pezzetto di fragola schiacciato. Risultati non garantiti, ma è comunque un tentativo.
• I frutti come le fragole (ma anche i lamponi, il ribes, le more, le ciliegie) sono ricchi di acqua e assai delicati. È quindi opportuno lavarli senza staccare precedentemente i gambo o i picciuoli: in questo modo si evita la perdita di succo e l'impregnamento della polpa con conseguente "annacquamento" del sapore. Ovviamente, essendo delicati andranno lavati con grande attenzione, senza strofinamenti ma facendo in modo che sia un gentile movimento d'acqua a pulirli; quindi si dispongono su un telo o su un setaccio, che dovrà essere di plastica e non di metallo (gli acidi di cui questi frutti sono ricchi lo farebbe arrugginire). I gambi vanno rimossi immediatamente prima dell'utilizzo.
2003