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Vivaldimania - Canaletto e Bellotto - 2008

 VIVALDIMANIA

CANALETTO E BELLOTTO
Fino al 15 giugno 2008 
Palazzo Bricherasio

  

I musicisti di duecento anni fa non erano Dei dell'Olimpo, ma artigiani in cerca di lavoro, sempre a rischio di passar di moda, e spesso finivano i loro giorni in miseria anche se erano dei geni. Uno dei tanti casi fu quello di Antonio Vivaldi, oggi celeberrimo e celebrato, ma dimenticato già  negli ultimi anni della sua vita.
A Vivaldi è dedicata una grande mostra a Palazzo Bricherasio, perché Torino è il fulcro mondiale degli studi vivaldiani, per via di una lunga e travagliata storia che comincia subito dopo la morte del compositore, quando i parenti vendono i suoi manoscritti al bibliofilo veneziano Jacopo Soranzo, che li raccoglie in 27 volumi. Poi la collezione entra in un percorso di tortuosi passaggi ereditari, viene divisa, riunita e poi nuovamente divisa, e nel 1922 diventa proprietà  del collegio salesiano di Borgo San Martino, vicino a Casale Monferrato. Lì finisce in soffitta, per uscirne solo quattro anni dopo quando la sua vendita deve servire a ristrutturare il complesso. E a questo punto inizia la sua resurrezione: Luigi Torri, direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, viene chiamato a valutare quei libri e, con l'aiuto di Alberto Gentili, docente di Storia ed Estetica della Musica all'Università  di Torino, capisce che si tratta di documenti preziosissimi, che vengono acquistati da un privato, Roberto Foà , e donati all'ateneo torinese. Ma non è finita, perché si vede subito che la collezione presenta delle lacune, e con altre laboriose ricerche si scopre che una parte di essa, sempre in seguito a passaggi ereditari, è finita nella biblioteca di un marchese il quale, dopo una lunga trattativa, acconsente a venderla, nuovamente a un privato che la dona all'Università .
La mostra presenta anche tutta una serie di materiali utili a comprendere il contesto veneziano del periodo in cui visse Vivaldi, ed è quindi in perfetta simbiosi con Canaletto e Bellotto: l'arte della veduta, l'altro grande evento espositivo ospitato a Palazzo Bricherasio fino al 15 giugno e che è senza dubbio una delle più importanti mostre del 2008 in Italia. Non solo per la quantità  delle opere esposte (un centinaio, equamente divise fra tele e disegni) e non solo per i nomi degli artisti; ma perché, per la prima volta, le opere di questi due pilastri del vedutismo sono esposte fianco a fianco, offrendo la possibilità  di un'osservazione parallela e comparativa che metterà  in evidenza similitudini e differenze fra stili, tecniche e composizione.
La rassegna è dedicata al rapporto artistico tra i due grandi maestri. Giovanni Antonio Canal, cioè il Canaletto, era nato a Mestre nel 1697 e si formò nella bottega del padre Bernardo Canal, pittore di scenografie per il teatro (e di qui dertiva il suo soprannome, Canaletto). I suoi lavori trovarono un buon mercato tra gli inglesi che in quel tempo facevano il Grand Tour, e proprio un inglese, Joseph Smith fece da mecenate e agente di Canaletto, che nel 1746 si trasferì in Inghilterra trovando molte commissioni. Tornato a Venezia nel 1763, fu eletto all'Accademia veneziana e continuò a dipingere fino alla morte, nel 1768.
Bellotto, nato a Venezia nel 1721, era nipote per parte di madre di Canaletto, di cui fu anche allievo, e dopo l'apprendistato a Venezia trovò la propria fortuna in area tedesca, prima a Dresda poi a Vienna, Monaco e Varsavia, e anch'egli ebbe il soprannome di Canaletto, perché, almeno agli inizi, si "appoggiò" al nome del celebre parente. La cosa ingenerò qualche confusione, ma in realtà  gli stili sono diversi. Bellotto rende le architetture con maggiore dettaglio, i chiaroscuri sono più incisivi, e soprattutto la varietà  di paesaggi e vedute è decisamente più ampia. Sono indicazioni tagliate con l'accetta, queste, che la mostra sa invece spiegare in modo articolato ed eloquente, "quadri alla mano". Particolarmente importante, dunque, questa opportunità  di confrontare soggetti simili realizzati dai due pittori.

Vivaldimania - una storia torinese
Canaletto e Bellotto - l'arte della veduta

fino al 15 giugno
Palazzo Bricherasio

Via Teofilo Rossi angolo Via Lagrange, Torino
Orario
Lunedì ore 14:40-19:30
da martedì a domenica ore 9:30-19:30
giovedì e sabato apertura prolungata fino alle 22:30
Info
Tel. 011 5711811
www.palazzobricherasio.it


 

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