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Macchiaioli - Il Sentimento del Vero - 2007


I MACCHIAIOLI
Il Sentimento del Vero

Palazzo Bricherasio
Fino al 20 giugno 2007

 

A vent'anni dalla grande mostra alla Mole i Macchiaioli tornano a Torino.
Aspirazioni e ispirazioni che si riassumono e coagulano attorno al Risorgimento con un'energia, una sincerità  e un'austerità  di stile che non a torto sono stati accostati alla grande pittura toscana del Quattrocento di Piero della Francesca e Beato Angelico. Una pittura "paesana", eppure mai provinciale, che ferma il quotidiano e coglie la solennità  dei gesti umili: questo, e altro, sono i Macchiaioli.
La Macchia nasce a Firenze negli anni successivi ai moti del 1848 e nell'ambiente del Caffè Michelangiolo, ritrovo di artisti, goliardi e personalità  anarcoidi e aperte a tutte le esperienze intellettuali e artistiche provenienti da "fuori". Dal Michelangiolo passano artisti e intellettuali stranieri (Manet e Degas, fra gli altri), e si creano amicizie e collaborazioni fra i pittori toscani e artisti di scuola napoletana, romana, piemontese, lombarda, veneta. E cambia anche il clima, che dalla goliardia pura passa all'impegno progressista per l'unità  d'Italia e la giustizia sociale. Artisticamente, questo si traduce in un rifiuto della pittura accademica e levigata e nella ricerca di paesaggi, storie e personaggi "veri" e resi tali dal particolare uso del colore. "Macchiare", cioè "colorire alla prima e dal vero" (una tecnica che Vasari attribuisce già a Tiziano) diventa lo strumento per cogliere una realtà  intesa come natura e paesaggio ma anche - soprattutto dopo la guerra del 1859 - come contesto sociale e culturale in divenire: non a caso tra i pensatori e gli autori di riferimento troviamo Proudhon e Victor Hugo.
Il termine Macchiajoli compare per la prima volta sulla "Gazzetta del Popolo" di Firenze nel novembre 1862 in una recensione dall'evidente intento ironico e denigratorio: vedere quei quadri, questo il senso dell'articolo, era come vedere le macchie d'inchiostro fatte dagli scolari. Ma quei pittori - Telemaco Signorini, Serafino De Tivoli, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Vito D'Ancona, Adriano Cecioni, Federico Zandomeneghi, Raffaello Sernesi, Silvestro Lega - raccolgono la sfida, e adottano la denominazione.

I Macchiaioli sono artisti che riversano nei loro quadri un forte impegno politico e civile, che col tempo inevitabilmente si affievolisce e diversifica, ma sempre tiene a mantenere uno stretto rapporto col vero. Ed è proprio questo rapporto che la mostra di Palazzo Bricherasio intende esplorare attraverso più di cento opere suddivise in otto sezioni tematiche.
La prima, Origine e affermazione della "macchia", include capolavori come Pascoli a Castiglioncello, Ritorno dalla capitale e Giovani pescatori, di Signorini.
La seconda, Castiglioncello e Piagentina, realtà  e lirica del paesaggio, introduce al momento più poetico della storia dei Macchiaioli come movimento unitario. Nel corso degli anni Sessanta dell'Ottocento, infatti, tali artisti alternarono la loro presenza tra la villa del critico e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello e la campagna fiorentina di Piagentina, e definirono un nuovo modo di rapportarsi col paesaggio.
La terza sezione, L'epica del quotidiano, ruota attorno al ritrovato capolavoro di Signorini L'alzaia, oggi in una collezione inglese, e raggruppa dipinti che ben esemplificano la sublimazione del tema del lavoro e della vita quotidiana. 
La quarta, Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli, si raccoglie attorno al magnifico Ave Maria di Fattori, non più visto da oltre cinquant'anni, attestando l'insinuarsi nella poetica dei Macchiaioli di influenze internazionali.
La quinta sezione, La declinazione "gentile" del Vero, documenta l'impegno dei Macchiaioli di seconda generazione verso una trascrizione "oggettiva" che approda, dopo il 1870, ad un fare più piacevolmente narrativo.
A partire dagli anni Ottanta i capiscuola Fattori, Signorini e Lega, pur rimanendo fedeli ai temi precipui del realismo, sviluppano percorsi individuali, e proprio a questi sono dedicate le tre ultime sezioni della mostra. La sesta, La "verità" di Fattori, mostra il rigore del verismo integrale dei suoi grandi quadri maremmani, il sentimento di appartenenza alla civiltà  della sua terra. Signorini privilegia il "carattere" nella tipizzazione dei volti di Riomaggiore, e proprio Il "carattere" di Signorini è il titolo della settima sezione. L'ottava sezione, Il "sentimento" di Lega, ne coglie appunto l'accentuazione della spiritualità  nelle sue donne del Gabbro.

Lucilla Cremoni

I Macchiaioli - Sentimento del vero
Palazzo Bricherasio

Via Teofilo Rossi angolo Via Lagrange, Torino
Orario
Lunedì ore 14:30-19:30
Da martedì a domenica ore 9:30-19:30
Giovedì e sabato apertura serale fino alle 22:30

Prezzi
Intero € 7,50, ridotto € 5,50, bambini 6-14 anni € 3,50
Audioguide: singola € 3, doppia € 4,50.

Info
Tel. 011 5711811
www.palazzobricherasio.it


 

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