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Italian Beefcake e Uomini - personale di Giorgia Fiorio

ITALIAN BEEFCAKE
11-30 novembre 2006


UOMINI - Prospettiva Retrospettiva
11 novembre 2006 - 7 gennaio 2007

 

"Da Fotoculturismo PEPPINO potete acquistare Foto dei migliori culturisti italiani. Scrivete a: Fotoculturismo PEPPINO - Casella Postale 11 Torino - Tel 22337 - Accludendo un francobollo per la risposta".
Questa la dicitura, che affiancava la foto di un fustacchione lucido in costume da bagno, sul volantino pubblicitario di Giuseppe De Benedictis, cioè il titolare di "Fotoculturismo Peppino", che tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta aprì le porte a una rappresentazione della bellezza maschile che fu poi ripresa, con ambizioni artistiche più o meno riuscite, un po' in tutto il mondo.
Quell'epoca e quel gusto sono rievocati, dall'11 al 30 novembre, nella mostra Italian Beefcake. Fotoculturismo Peppino a Torino e altre pose vintage. La mostra, a cura di Luisa Perlo e realizzata col contributo della Regione Piemonte e del Comune di Torino, è ospitata nei locali del Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi (Miaao), vale a dire lo splendidamente restaurato complesso di San Filippo Neri in Via Maria Vittoria 5 a Torino.
In mostra una ventina di immagini: nude palestre d'epoca con luci al neon e attrezzi simili nella funzione, ma anni luce lontano nel design rispetto alle macchine attuali, atleti con ciabatte di gomma e tute di cotone o mutande a righe, fotografati in riva al Po o in pose da improbabili Ercoli con più carne che muscoli e gambe pelose, figure muscolose ma dei veri mingherlini se confrontati ai mostri che calcano oggi le pedane delle esibizioni di culturisti.
Sono immagini e "pose plastiche" che oggi possono far sorridere, ma che non solo sono lo specchio di un'epoca, ma sono state un punto di partenza importante per il "sogno del corpo" di tanti fotografi successivi a Peppino, meno "artigiani" di lui in termini di descrittività  e più "artisti", in quanto più interpreti delle realtà  rappresentate.
Un'evoluzione che emerge molto chiaramente nell'altra mostra fotografica che è ospitata al Miaao contemporaneamente a quella su Fotoculturismo Peppino, e che durerà  fino al 7 gennaio 2007. Anche in questo caso si tratta di uomini, e uomini che traggono la loro ragion d'essere proprio dalla fisicità , dalla forza, dal carisma che deriva dallo svolgere un lavoro ai limiti, in cui il gioco con il rischio e con la morte è presenza costante e significativa.
Il titolo della mostra è proprio Uomini: Prospettiva Retrospettiva, e l'artista è Giorgia Fiorio, che da oltre quindici anni si è affermata come specialista del reportage in bianco e nero, ma un reportage in cui la documentazione del reale è quella di un'artista che usa la fotografia per esplorare le comunità  chiuse maschili: i toreri spagnoli, i ballerini del Bolshoi e del Kirov, i minatori di carbone ucraini, i pompieri o i pugili di New York.
Il progetto Uomini, iniziato nel 1993 e durato un decennio, è inedito per l'Italia, e dunque è l'occasione per far conoscere a molti uno dei maggiori talenti della fotografia italiana.

l.c.

 La versione completa di questo articolo si trova su "Piemonte Mese" di novembre 2006.


 

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