LA TERRA DEL FUOCO
29 settembre - 5 novembre 2006
Avigliana
di Lucilla Cremoni
Sul fatto che Avigliana sia una delle capitali della ceramica piemontese non ci sono dubbi: non solo perché ci vivono e lavorano e insegnano ceramisti di tutto rispetto - uno per tutti, Piero Della Betta. Ma anche perché ogni anno, ormai da un bel po' di anni, per un mese e più le sue erte stradine medievali, le chiese, i cortili, gli androni, le piazzette, le botteghe, su su fino alla trecentesca Piazza Conte Rosso, diventano una mostra a cielo più o meno aperto di artisti di ieri e di oggi (e di domani) che con ceramica, terracotta, gres e compagnia hanno fatto di tutto, e alla ceramica hanno fatto esprimere di tutto. Dai volumi sinuosi di Tony Cragg al tocco magico di Renzo Igne, dall'altissima misura espressiva di artisti come Arturo Marini e Agenore Fabbri ai lavori del cubano Wilfredo Lam, che evocano i miti e le
tradizioni delle Antille. E poi Asger Jorn, Sandro Cerchi, Luigi Stoisa, Enrico Colombotto Rosso, Gianni Dova, Riccardo Licata, Umberto Mastroianni.
Il tutto in una cornice urbana ed espositiva che crea delle sinergie suggestive ed evocative con i pezzi esposti, fra mura e angoli e decori in cotto antichi di cinque-settecento anni e sculture, piatti, fregi e statue espressione delle tendenze più contemporanee e avveniristiche.
La mostra è stata, anno dopo anno, una passerella di Grandi che tuttavia non ha mai perso di vista, eppure per un momento, gli stimoli e i talenti espressione del territorio-Piemonte. Di questo bisogna rendere gran merito al curatore Vittorio Sacco, il quale ha sempre adottato un approccio ben lontano da quel provincialismo un po' tronfio che spinge alcuni organizzatori culturali a snobbare gli artisti locali, come se essere nati a Cuneo o a Novara o a Torino fosse di una specie di tara mentre natali newyorkesi o berlinesi o parigini costituissero una sicura garanzia di talento. Nei suoi anni di lavoro e ricerca sull'Artigianato d'Eccellenza, Sacco è entrato in contatto e ha saputo riconoscere e valorizzare quelle propaggini dell'artigianato artistico che confinano con, e spesso sconfinano nell'arte, e ha saputo dare spazio e visibilità a non poche personalità che riescono ad assommare entrambe le valenze, quelle dell'artigiano in grado di produrre oggetti d'uso di grande qualità e creatività , e quelle dell'artista che crea non solo oggetti, ma forme, vibrazioni d'aria e di materia.
Quest'anno la mostra celebra la sua quinta edizione, e come sempre è organizzata e sostenuta dalla Direzione Artigianato e Commercio della Regione Piemonte e dall'Assessorato alla Cultura, Turismo e Artigianato del Comune di Avigliana.
In mostra i lavori di trentotto artisti: cinque Grandi Maestri del Novecento (Achille Cabiati, Carlos Carlè, Agenore Fabbri, Arnaldo Pomodoro e Aligi Sassu), 21 artisti contemporanei tra cui Romano Campagnoli, Mauro Chessa, Piero Della Betta, Vera Quaranta, Maria Teresa Sbravati, Francesco Tabusso e Michelangelo Tallone.
E poi ci sono 12 artisti del Tam, che sta per Trattamento Artistico dei Metalli. È un corso di formazione professionale legato all'omonimo Centro nato nel 1990 per iniziativa di Armaldo Pomodoro a Pietrarubbia, un piccolo paese in provincia di Pesaro-Urbino. Il Centro è nato, come ricorda il suo fondatore, "come luogo di approfondimento del 'Trattamento Artistico dei Metalli' con il preciso intento di perpetuare prassi artigianali e artistiche di concreta specificità e specializzazione" ed ha "cercato, attraverso un percorso didattico arricchito da incontri, visite e seminari con esperti di livello internazionale, di trasferire agli studenti non solo competenze tecniche, ma sensibilità estetiche, valori e visioni del mondo, perché qualsiasi attività che abbia a che fare con la creatività e la progettazione ha bisogno di un contesto culturale appropriato". Arnaldo Pomodoro è stato direttore artistico del Centro fino al 1997, per poi diventarne Presidente mentre la direzione artistica è passata ad altri due scultori, Enrico Mattiacci e poi Nunzio Di Stefano. Le opere scaturite dal corso vengono esposte nella mostra permanente allestita nel palazzo gentilizio di Pietrarubbia, di proprietà della Fondazione Arnaldo Pomodoro, mentre quelle di dimensioni maggiori sono collocate direttamente nel borgo e dintorni e, come succede ad Avigliana, si creano suggestive interazioni fra la cornice medievale del contesto urbano e la contemporaneità dell'opera d'arte.
Orario
venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 20.
Ingresso libero