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Carlo Mollino Architetto - 2006-2007

13 ottobre 2006 - 7 gennaio 2007
Torino, Archivio di Stato

Costruire la Modernità 
CARLO MOLLINO, ARCHITETTO

 

Quando un grande architetto ne ospita un altro e la genialità  si fa un baffo delle distanze temporali. Potrebbe essere il sottotitolo della mostra che si terrà  dal 13 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 nei locali dell'Archivio di Stato di Torino. Il grande architetto anfitrione è Juvarra, che quegli spazi progettò, con i loro grandi armadi dai quali ora sembrano esser stati virtualmente estratti gli oggetti esposti.
La mostra fa parte di un progetto più vasto, che si intitola Costruire la modernità  e si sviluppa, più o meno in contemporanea, in tre città  diverse e su tre diversi protagonisti: Milano, dove il protagonista è Franco Albini (alla Triennale dal 28 settembre al 26 dicembre 2006); Genova, con Ignazio Sardella (a Palazzo Ducale dal 24 novembre 2006 al 30 gennaio 2007); e Torino, con Carlo Mollino. Tre protagonisti della creatività  italiana del Novecento, tutti nati nel 1905 e considerati "ribelli" rispetto ai canoni razionalistici. In realtà , furono soprattutto attenti osservatori dell'architettura internazionale ma lo seppero interpretare facendolo interagire con la tradizione nazionale e con il rispettivo contesto territoriale, con una cultura regionale alla quale furono sempre molto legati. Furono interpreti, non imitatori delle tendenze, e seppero interagire con la "modernità " e i nuovi temi della società  italiana in rapida evoluzione (la seconda casa, la trasformazione dell'idea di museo, la società  dei consumi).
Nel 2007 le tre sezioni dell'iniziativa saranno riunite a Roma nella mostra Costruire le modernità : Franco Albini, Ignazio Gardella e Carlo Mollino.
La mostra torinese ripercorre quarant'anni dell'attività  di Mollino, dal 1933 al 1973, cioè dalla progettazione della sede della federazione Agricoltori di Cuneo al Nuovo Teatro Regio.
Il percorso espositivo si compone di dieci stanze, di cui otto dedicate ciascuna a un progetto e due a temi collegati, alla quale se ne aggiunge un'undicesima, virtuale, che è proprio il Teatro Regio, sul quale le sale dell'Archivio di Stato si aprono facendone il completamento logico della mostra stessa. Il criterio è tipologico e cronologico, e consente di comprendere pienamente il milieu storico, culturale e tecnico in cui i lavori sono nati. Al termine, la ricostruzione della biblioteca di Mollino offre al pubblico l'opportunità  di sfogliare i testi sui quali l'architetto si formò e che gli furono cari.
Si comincia con la sede della Federazione Agricoltori di Cuneo, anni 1933-34, poi è la volta degli anni dal 1936 al '41, protagonista l'edificio della Società  Ippica Torinese, di cui è esposto un grande modello in legno e di cui si ripercorre la travagliatissima storia conclusasi malamente nel 1960 quando la struttura fu demolita per far posto ad un albergo di dieci piani peraltro mai realizzato. La sala successiva non si occupa di un progetto ma dei rapporti di Mollino con la cultura, gli artisti e gli intellettuali, torinesi e non solo, con particolare attenzione al periodo fra gli anni Venti e la fine della guerra, e con la sala 4 si riprende il percorso cronologico. Gli anni sono il 1942-44, quando Mollino lavora a tre progetti (per "Domus" e la nuova "Stile" dell'amico Giò Ponti) che preannunciano quella voglia di evasione e recupero dell'individualità  che caratterizzerà  il dopoguerra. La quinta sala passa agli anni Cinquanta, di cui è epitome la Sala da Ballo del Lutrario, poi tocca alle Architetture per il tempo libero, edifici da adattare ai paesaggi montani, schizzi, ma anche scritti in cui si esamina il declino delle tradizioni costruttive locali e si denunciano sia i folklorismi sia il modernismo a tutti i costi. La sala n.7 è intitolata al Palazzo del Lavoro di Italia '61, ma in realtà  si occupa delle architetture urbane di Mollino fra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta.
Le ultime due sale sono dedicate rispettivamente alla Camera di Commercio, un lavoro realizzato fra il 1964 e il 1972, e alla ricostruzione del Teatro Regio, di cui si ripercorre la genesi attraverso modelli, disegni, fotografie. Il percorso finisce in biblioteca: l'ultima sala propone oltre cinquanta libri appartenuti a Mollino, parte di un fondo oggi di proprietà  del Politecnico, e video e prime edizioni degli scritti.

Orari
Da martedì a domenica ore 10-19. Lunedì chiuso
Prezzi
intero € 7, ridotto € 5, gruppi e convenzioni € 6
bambini 6-14 anni € 3,50


 

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