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Il Sacro Monte di Varallo

 

IL SACRO MONTE DI VARALLO
testi e foto di Franco Caresio

Il Sacro Monte di Varallo è il più antico esempio di un'importante espressione della religiosità  inventata in Piemonte fra il XV e il XVIII secolo: complessi monumentali che si snodano lungo le pendici di alture naturali per offrire ai fedeli una progressione sapienziale ed espiatoria scandita da una serie di cappelle.

Sacro Monte di Varallo: BasilicaI Sacri Monti, alternative infinitamente più accessibili e sicure ai viaggi in Terrasanta, riproducevano i luoghi santi e vari episodi delle Scritture e, in clima di Controriforma, consentirono alla Chiesa di controllare il movimento dei pellegrini e contrastare la diffusione del protestantesimo.
Sono ben tredici i Sacri Monti in Piemonte. I più importanti si trovano a Varallo Sesia, Oropa, Crea, Orta, Arona (quello del "San Carlone" per intenderci). Il contesto devozionale non esaurisce il significato di questi complessi, che sono anche testimonianze culturali e artistiche: vi lavorarono infatti i maggiori artisti, non solo piemontesi, del tempo: Gaudenzio Ferrari, Bernardino Lanino, Defendente Ferrari e anche Benedetto Alfieri.
Il Sacro Monte di Varallo nacque alla fine del Quattrocento per iniziativa del francescano milanese Bernardino Caìmi, che volle riprodurre una "Terra Santa in miniatura" e ne individuò il luogo ideale nell'altura che sovrasta l'abitato di Varallo Sesia.
I lavori iniziarono nel 1486 con il convento e chiesa di Santa Maria delle Grazie (completati nel 1493) e proseguirono per tutto il Cinquecento e il Seicento per concludersi alle soglie del XX secolo. Il complesso conta 44 cappelle culminanti nella Basilica dell'Assunta: un percorso-pellegrinaggio il cui soggetto, le Storie del Mistero della Salvezza, è illustrato da circa quattromila figure dipinte e seicento statue e sculture policrome a grandezza naturale. Fra i soggetti figurano il Cenacolo, il Sepolcro della Madonna e il Santo Sepolcro, che fu anzi la prima cappella ad essere costruita, nel 1491. A questo periodo risalgono la Natività  (cappella 6), l'Adorazione dei Pastori (cappella 7); l'Ultima Cena (cappella 20); la Pietà  (cappella 40); e la cappella 42, dedicata allo stesso Caìmi, morto nel 1499.
I primi decenni del XVI secolo vedono una grande attività  costruttiva e decorativa che fa capo a Gaudenzio Ferrari; sue l'Annunciazione, la Natività , l'Adorazione dei Pastori, la Circoncisione, la Crocifissione e la statua di Cristo nel S. Sepolcro.
La Porta Aurea Nel frattempo, avendo acquisito fama di luogo miracoloso, a Varallo affluisce un numero crescente di pellegrini ignoti e illustri. I più ricchi commissionano nuove cappelle (la Visitazione, la cappella di Adamo ed Eva, la Strage degli Innocenti e vari episodi della vita di Cristo) e chiamano artisti come Bernardino Lanino e Giulio Cesare Luini.
Nel primi decenni del XVII secolo Giovanni d'Enrico ricopre il ruolo che il Ferrari aveva avuto cent'anni prima: scultore e architetto, progetta diverse cappelle e la Chiesa Nuova, inaugurata nel 1649 con la collocazione della statua della Madonna Dormiente (il principale oggetto di culto del santuario, che si vuole proveniente da Santa Sofia a Costantinopoli). Di quegli stessi anni è il Palazzo di Pilato, eretto tra il 1602 e il 1627, che contiene una Scala Santa e accorpa varie cappelle (23, 27, 29-35). A Giovanni d'Enrico si deve anche una delle più note statue del complesso, Il Vecchietto (cpl. 39) che ritrae con grande immediatezza una figura tipica della valle e il suo costume. Fra gli artisti che lavorarono al Sacro Monte in quel periodo ricordiamo anche il grande Tanzio da Varallo (Antonio d'Enrico), Domenico Alfano da Perugia, i Montalti, il Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli), e lo scultore Giovanni Tabacchetti.
La costruzione delle cappelle si conclude nel 1737. Il XVIII secolo vede anche il completamento di vari affreschi e la sostituzione della Chiesa Vecchia con un Edificio per gli Esercizi Spirituali. Continuano i lavori alla chiesa principale, alla quale si aggiungono cappelle, lo Scurolo (cripta), la Porta Aurea e la tribuna dell'altare maggiore.
Nell'Ottocento iniziano restauri e rifacimenti, soprattutto di affreschi, mentre i lavori i costruzione culminano nel 1896 con l'inaugurazione della facciata in marmo della basilica. Il Sacro Monte è ormai un'importante meta di pellegrinaggi e vi fanno tappa molti personaggi celebri: Don Bosco, Silvio Pellico, Carlo Alberto e altri. Completa il complesso una fontana costruita nel 1510, la cui vasca è scavata in un unico blocco di pietra. Alla Basilica (che virtualmente è la cappella n. 45) si accede superando un portale in bronzo con pannelli che illustrano episodi biblici. La ricchissima decorazione di stucchi e affreschi fu effettuata nell'arco di due secoli, e vuole raffigurare l'ascesa al cielo della Vergine. Comprende ben 142 statue di angeli, patriarchi e profeti, eseguite nel XVII secolo da Dionigi Bussola, G.B. Volpini e Gaudenzio Sceti; e circa cinquecento putti dipinti, fra Sei e Settecento, dai "Fratelli Montalti"(Giovanni e Giuseppe Danedi) e da Antonio Cucchi.
Allo Scurolo (cripta) e alla tribuna dell'altare maggiore lavorò, attorno al 1739, anche Benedetto Alfieri.

Come raggiungere Varallo Sesia
Autostrada A4 Torino-Milano: uscita Greggio o Biandrate per Romagnano (da Torino); uscita Agognate o Biandrate per Romagnano (da Milano).
Autostrada Voltri-Sempione: uscita Romagnano-Ghemme
Statale SS 229 per Alagna Valsesia
Linea ferroviaria Novara-Varallo

2003


 

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