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La menta di Pancalieri

NÉ VERDE, NÉ DOLCE
Viene da Pancalieri la menta migliore del mondo

 

di Alda Rosati-Peys
Immagini fornite dalla Cooperativa Erbe Aromatiche di Pancalieri

Tanto per cominciare, non è verde, non è sciropposa e non è dolce. Noi siamo abituati alla menta delle granite, dei ghiaccioli, delle bottiglie comprate al supermercato per farci la bibita in estate. Ma quello è sciroppo di menta, quindi è un misto di estratto di menta, acqua e zucchero, ed è verde in quanto "addizionato di" colorante alimentare, perché così il tutto ricorda il colore delle foglie, dà  un'idea di freschezza, risulta più attraente e, in definitiva, si vende meglio.
Ma noi che in Piemonte abbiamo la menta migliore del mondo queste cose le sappiamo - più o meno.
A proposito, lo sappiamo che in Piemonte c'è la menta migliore del mondo?
È la menta di Pancalieri, che è una cittadina a una trentina di chilometri da Torino, a cavallo fra le province di Torino e di Cuneo. È un territorio, quello fra il Pinerolese e la piana di Bra, particolarmente adatto alla coltivazione in pieno campo di molti tipi di erbe aromatiche e officinali perché, come ci spiegano gli esperti, questo era l'antico alveo del Po che, mutato il suo corso, ha lasciato una terra sabbiosa, leggera e fertile. Le erbe coltivate sono tante, dalla classica camomilla a diverse varietà  di assenzio, dall'issopo alla santoreggia (che poi sarebbe l'erba cerea, che era comunemente usata anche in cucina), dalla melissa alla malva - profumata panacea - dal tarassaco al dragoncello. Ma soprattutto la menta, che si coltiva da sempre e di cui già  nel Settecento l'Iconographia Taurinensis (conservata nella biblioteca dell'Orto Botanico di Torino) descriveva e illustrava le varietà  conosciute in Piemonte. Poi, attorno al 1860-65, il farmacista pancalierese Chiaffredo Gamba avviò la coltivazione della menta nei terreni che possedeva nei dintorni del paese, distillandola personalmente, e iniziando un'attività  presto imitata da confettieri e distillatori, e dagli stessi coltivatori, che da semplici fornitori di foglia fresca (pagata un tanto al mìria) iniziarono ad acquisire le attrezzature e le capacità  diventando anche distillatori. Tutti assieme diedero vita, pur tra gli alti e bassi del mercato e le variazioni della domanda e dell'offerta, a un settore fiorentissimo, che caratterizzò questo territorio fino a tutto il periodo successivo alla prima guerra mondiale, tanto che, nel 1926, nel Pancalierese erano attive circa settanta distillerie di menta. Poi la storia è quella consueta: declino, perdita di visibilità  e recupero graduale a partire dagli anni Settanta-Ottanta.
Sin dall'inizio del Novecento nella zona fu introdotta la varietà  destinata a diventare la più coltivata, e che è anche la più nota, vale a dire la Menta Piperita nera, la Black Mint inglese, originaria della zona di Micham, nel Surrey, di particolare pregio per qualità  e resa produttiva per i coltivatori e i distillatori.

Il prodotto della distillazione è l'olio essenziale di menta. E per quello di Pancalieri è stata richiesta la Denominazione di Origine Protetta: sia per dare riconoscimento ufficiale alla sua qualità , sia per tutelarlo dall'invasione del mercato da parte di prodotti stranieri a basso costo, magari anche discreti ma certo non in grado di dare le medesime garanzie in fatto di proprietà  organolettiche, igieniche e di sicurezza di tutte le fasi di coltivazione e lavorazione. A portare avanti questo lavoro di tutela e valorizzazione è, sin dal 1985, la Cooperativa Erbe Aromatiche di Pancalieri, alla quale aderiscono sedici aziende produttrici e che nel 2002 ha aperto, poco distante dal centro del paese, EssenzialMenta (Via Pinerolo 7/B, tel. e fax 011 9734279) un punto vendita piccolo ma fornitissimo in cui si trova tutto quel che dalla menta si può ricavare, incluse profumatissime bomboniere, ricettari e manuali a tema.
Ma che ci si fa con la menta? Ci si fa di tutto. L'olio essenziale (grezzo o ri-distillato) si usa in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico: dallo sciroppo ai liquori, dalle caramelle a candele, saponi, creme e balsami. Poi ci sono i rimedi casalinghi: pare che qualche piantina di menta strategicamente piazzata tenga lontane le formiche, e se le malefiche sono già  entrate, si fanno scappare mettendo la menta secca direttamente negli stipi e cassetti. Le foglie fresche o essiccate si usano in cucina, per insaporire carni, pesce, biscotti, torte, dolci al cucchiaio, gelati, macedonie e cioccolatini, e per farci gelatine e salse ottime per accompagnare le carni e l'agnello arrosto.
E se ci affascinano i segreti dell'erboristeria, non abbiamo che da aprire uno qualsiasi dei tanti e tanti libri a tema «le erbe curano tuttoâ» e scopriremo che la menta ha funzioni toniche, analgesiche, stimolanti, antispasmodiche e digestive. Combatte le intossicazioni, l'aerofagia, la tosse, i reumatismi, la sonnolenza postprandiale, l'alito cattivo e la pelle grassa, è vermifuga e anche - poteva mancare? - afrodisiaca. Infine, i fiori di menta pestati nel mortaio e miscelati con un po' di panna e qualche goccia di olio di calendula diventano una crema da usare in caso di arrossamenti da freddo o scottature solari. Un vero toccasana.
E se non dovesse funzionare, ci possiamo sempre aggiungere un po' di miele e mangiarcela come dessert.

2006


 

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