EVGENIJ CHALDEIJ
(1917-1997)
Un grande fotografo di guerra
Fino al 27 agosto 2006 a Biella
Nell'ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, il Comune di Biella, in collaborazione con la Fondazione Solares di Parma, presenta una mostra fotografica inedita che raccoglie i più significativi scatti di Evgenj Chaldej, uno tra i più importanti reporter di guerra.
Nato nel 1917 in Ucraina, nel 1933 inizia a lavorare in uno studio fotografico e tre anni dopo è fotografo per l'Agenzia Tass di Mosca, professione che gli consente di viaggiare per tutta l'Unione Sovietica. Corrispondente di guerra durante la «Grande Guerra Patriotticaâ», accompagna, con la sua Leica, l'esercito sovietico da Murmansk a Berlino, passando per Sebastopoli e Kursk, e documentando la liberazione di Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria e l'entrata in Vienna. 1.148 giorni e 30.000 chilometri con l'Armata Rossa. Il 2 maggio 1945 scatta la sua più celebre fotografia: la collocazione della bandiera russa sul Reichstag. Nel 1946 segue il processo di Norimberga e la conferenza di pace di Parigi. Nel 1949 è "licenziato" dalla Tass e, dal 1956 al 1971 lavora per la Pravda. Muore nel 1997 a Mosca.
Nel suo Paese Chaldej rimase sempre molto popolare, mentre nel resto del mondo venne quasi dimenticato, finché, dopo il 1991, le sue immagini vennero proposte in numerose rassegne Europa e negli Stati Uniti, dove fu ricevuto anche dal Presidente Clinton, ritrovando la meritata fama.
La mostra, curata da Marina Rossi, presenta cento fotografie che offrono uno straordinario viaggio nel recente passato dell'ex Unione Sovietica, dagli anni '30 agli anni '60. Il percorso espositivo parte agli inizi degli anni '30, quando il giovanissimo Chaldeij si reca in Asia Centrale ed Ucraina, per conto della Tass, a documentare il mondo operaio ed i grandi trasvolatori artici della nascente aviazione sovietica (1932-1941). Poi la seconda guerra mondiale e il processo di Norimberga. E proprio in questa occasione Chaldeij fu fotografato dall'amico e collega Robert Capa, un ritratto inedito che è stato inserito nella mostra. Due fotografi accomunati dal profondo rispetto per l'umanità del soggetto, seppur così diversi nell'approccio stilistico: quello di Capa più attento ai canoni estetici, quello di Chaldeij tutto volto a trasmettere un preciso messaggio. Un'altra sezione riguarda la società sovietica del secondo dopoguerra, la guerra fredda che si sta sviluppando. Chaldeij, che personalmente vive varie difficoltà col regime, rimane coerente alla sua attenzione per gli "eroi umili" conosciuti durante la guerra.
Completa la rassegna una serie di immagini curiose ed inedite, un vero e proprio omaggio al cinema italiano che il grande fotoreporter sovietico ha realizzato durante le edizioni del Festival del Cinema di Mosca (dal 1963 al 1967), fotografando tra gli altri, Sofia Loren, Gina Lollobrigida e Federico Fellini.
In mostra verrà presentato il video La vittoria non ha le ali (2002), documentario su Evgenij Chaldeij di Umberto Asti, realizzato poco prima della morte del fotografo. Attraverso le parole appassionate del protagonista, che di molte immagini racconta la storia, si coglie la figura di un uomo e di un artista di rara sensibilità , testimone straordinario del XX secolo.
Biella, Museo del Territorio
Chiostro di San Sebastiano, Via Quintino Sella
Orari
venerdì 15-19 sabato e domenica 10-13, 15-19
chiuso il lunedì, gli altri giorni apertura a richiesta contattando la segreteria del Museo
Tel. 015 2529345