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Antologica di Pietro Gallina - 2006

 

Mostra antologica
PIETRO GALLINA

8 giugno - 7 luglio 2006
Torino, Sala Bolaffi

Una novantina di opere ripercorre più di mezzo secolo di attività  di questo artista torinese nato nel 1937 che ha adottato la filosofia di "vivere attraverso l'arte la vita", ponendosi di fronte alla creazione artistica con l'innocenza e con la disponibilità  di apprendere e di dare propria del bambino. Il lavoro di Gallina esplora l'uomo e la sua capacità  di elevazione spirituale, amore, confronto con gli altri e con la natura.
La mostra si compone di diverse sezioni tematiche.
La prima, intitolata Figure archetipe, interessa gli anni dal 1957 al 1965 e riguarda l'evoluzione dell'immagine a partire da forme astratte per giungere a figure estremamente sintetiche, d'impianto decisamente arcaico.
La seconda è Figure dipinte, ritagliate nello spazio, ombre e figure vibranti e copre il periodo 1966-1969. Sono immagini a grandezza naturale, dipinte su legno e ritagliate per essere collocate nell'ambiente, per interagire dinamicamente con esso. Di quel periodo (e più esattamente del 1969, anno dello sbarco dell'uomo sulla Luna) sono anche le Nevigrafie (impronte sulla neve che testimoniano l'unicità  e la stupefazione antica, magica, infantile di questo gesto) e l'Homovisore (una scultura antimacchina caratterizzata da un grande foro al centro che permette un approccio differenziato con la realtà ).
La terza sezione è Il più antico bambino del mondo: parte dal calco di un volto di fanciullo impresso nella terra, concepito nel 1969, per dilatarsi in un'emanazione descrittiva e timbrica dell'amore e dell'innocenza che approda al 1992.
Quindi si passa a Il primo cavaliere dell'Artka, il cavaliere della vita: sei acrilici e smalti su tela di varie dimensioni, eseguiti tra il 1976 e il 1980, che riguardano il mondo visionario e fantastico di Gallina e ritraggono questo mitico personaggio emanato dal territorio dell'amore.
La quinta sezione è La donna, una serie di opere comprese in un arco di vent'anni (la più recente è del 1999) con le quali Pietro Gallina rende omaggio alla donna: scrigno dell'amore, conservatrice delle chiavi dell'Eden, riflesso della speranza.
Si passa poi a Custodi e profeti, presenze bibliche: le tavole dell'amore, ovvero il significato profondo della vita scandito dall'imperativo "AMA!". Nove lavori che partono da un ritratto del 1954, d'impianto realistico, per svolgersi fino alle soglie del Duemila secondo il racconto onirico e fantastico seguito da Gallina degli ultimi trent'anni.
Segue Animali. Entrano di frequente nelle scene (in particolare il levriero) e godono di un loro respiro espositivo, aiutandoci anche a recuperare l'alfabeto della vita, proprio come succedeva quando s'imparava a leggere: a come alce, e come elefante, i come istrice…
La chiusura è destinata ai Paesaggi e alle Nature morte che respirano la medesima atmosfera di sogno non solo per via del racconto allegorico da scoprire tra le pieghe del disegno, ma anche per gli accostamenti tonali che caricano di smarrite suggestioni visive e percettive il fantastico, felice percorso creativo di Pietro Gallina.
La mostra, a cura di Luciano Caprile, è accompagnata da un catalogo edito da Bolaffi ed è promossa dalla Direzione Promozione Attività  Culturali Istruzione e Spettacolo della Regione Piemonte.

SALA BOLAFFI
Via Cavour, 17, Torino
Orario 10-19

Ingresso gratuito
Info
800 329 329
www.piemonte-emozioni.it


 

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