Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

La birra

ECCELLENZA ARTIGIANA ALIMENTARE

LA BIRRA

Testo e immagini
Lucilla Cremoni  

 

Attrezzature in rame per la fabbricazione della birraLo stereotipo birra-pizza, birra-panino, insomma birra tracannata per mandar giù un boccone veloce, è duro a morire. Anche perché non c'è nulla di male in tutto ciò, se parliamo della "bionda" in offerta speciale al discount o di quella, a forte sospetto di annacquamento, che ci propinano in certe pizzerie. 
Ma di birra non ce n'è una, e nemmeno due. 
La birra è un po' come il formaggio: da migliaia di anni si fa con gli stessi ingredienti e allo stesso modo, mai i risultati sono diversissimi, dalla più leggera delle lager a birre scure, ad alta gradazione e dagli aromi impegnativi. 
Ha una storia singolare la birra, da queste parti. Non solo perché apparteniamo alla civiltà  del vino al quale la cucina italiana è naturalmente destinata ad accoppiarsi, ma anche perché la birra è stata a lungo vittima di pregiudizi, ad esempio l'essere stata identificata, in passato, con i barbari invasori del nord, il che contribuì a farla rimanere un prodotto d'importazione raro e costoso. 
Nell'Ottocento, la svolta. Si perfezionarono i metodi di fabbricazione, conservazione e trasporto, e produttori d'oltralpe impiantarono stabilimenti in Italia, presto imitati da imprenditori italiani che crearono marchi prestigiosi, alcuni dei quali ancora attivi. In Piemonte è doveroso citare la biellese Menabrea, ma anche Boringhieri, Bosio & Caratsch, e quel genio di Metzger che inventò il motto "chi beve birra campa cent'anni". 
Il primo dopoguerra vide un vero e proprio boom della birra, particolarmente popolare tra gli operai; a Torino, i birrifici erano concentrati in zona San Donato, percorsa dal Canale di Torino le cui acque pare fossero eccezionalmente pure. Il consumo medio pro capite raggiunse i tre litri l'anno, nulla se paragonato ai 150 del vino (che per molti era anche una componente importante dell'alimentazione), ma comunque un dato allarmante per produttori e commercianti di vino. I quali nel 1926 riuscirono a far approvare leggi che, in nome del "miglioramento dell'agricoltura", mentre prescrivevano modifiche produttive devastanti per la qualità  della birra nazionale, imponevano dazi e vincoli di ogni genere, con le tipiche conseguenze: crollo dei consumi, morte delle aziende piccole, concentrazione a cartello di quelle grandi. 

AttrezzatureNel 1950 i consumi tornano ai livelli del 1925, ma per un altro decennio gli italiani continuano a non mostrare grande entusiasmo: non perché ancora identifichino la birra con l'invasore, ma perché la vedono come una delle tante bibite "americane", da bere solo d'estate e parcamente, per evitare ulcera, dilatazione di stomaco, carie eccetera.
Fra gli anni '60 e '70 la birra torna sulle tavole e nel gusto degli italiani grazie anche a campagne forse non perfette per informazione (una pubblicità anni Sessanta diceva addirittura che bere birra prima di mettersi al volante "facilita la concentrazione e la prontezza di riflessi"), ma in alcuni casi ormai leggendarie, come quella con la bellissima che prometteva di essere "la tua birra". Senza dimenticare l'eterno bicchiere di birra che assieme alla pipa e al panino al prosciutto identificava il mitico Maigret di Gino Cervi. 
Poi la moda ci mette del suo: negli anni Ottanta si moltiplicano i locali che scimmiottano i pub urbani britannici copiandone tutti i particolari, caminetto finto incluso. Propongono diversi tipi di birra, ma in genere si tratta comunque di prodotti anche di qualità , ma comunque industriali. 
Molto più interessante è invece l'affermarsi, in quegli stessi anni, dei cosiddetti microbirrifici, cioè piccole aziende con annesso locale in cui si serve la birra prodotta in proprio. Sono proprio queste imprese artigiane a creare quanto di meglio il mondo della birra abbia da offrire attualmente. Sia per l'attenzione che danno alla qualità , sia perché sono queste imprese a portare avanti un lavoro di ricerca e sperimentazione che impiegando o reinterpretando tecniche antiche ad alta manualità  ottiene risultati decisamente innovativi, come le cosiddette birre da meditazione, come quelle di Teo Matterino, il più noto tra gli alfieri della rinascita della birra in Italia e il cui marchio "Le Baladìn" ha ormai varcato definitivamente i confini nazionali.

Foto realizzate presso il Birrificio di Torino, Via Parma 30, Torino

2004


 

 


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Facciamo la Lingua al Salone Off

Dipinti e disegni dell'officina di Gaudenzio Ferrari

Il Mercato di Campagna Amica in Corso Umbria

Collezioni minime - The Botanical Magazine

Renato Guttuso e l'autobiografia

Il Canale Cavour - Fotografie di Irene Cabiati

Coldiretti Torino presenta AGRIABLE

Afrika Bambaataa il 16 maggio all'Hiroshima

IX Mostra dell'Artigianato di Bosconero

Conversazioni a Corte

Best Actress - Dive da Oscar al Museo Nazionale del Cinema

Cene stellate con Diego Rigotti

12 aprile 2014 - SLOTMOB

Era solo una canzonetta

Nessuno fuorigioco

Luoghi della storia

Da startup a comensoma

Il Treno delle Meraviglie

Touta Taurini

La Mensa Isiaca


Articoli 721-740|741-760|761-780|781-800|801-820