29 aprile-22 giugno 2003
LAMBORGHINI 63-03
Viaggio nello stile: da ieri a domani
Narra la leggenda che Ferruccio Lamborghini abbia iniziato a costruire le sue fantastiche automobili per rintuzzare l'affronto fattogli da Enzo Ferrari, che lo aveva snobbato dicendogli senza mezzi termini che l'azienda di Sant'Agata Bolognese era buona solo a fare trattori. La risposta, anzi le risposte, furono le auto del toro, segno zodiacale di Lamborghini ma anche contraltare aggressivo al cavallino del "Drake". Queste auto sono entrate nell'immaginario collettivo. Produzioni limitate in cui ogni esemplare è un unicum fatto di motori strabilianti, design innovativi e "cattivissimi", e nomi evocativi di tori da corrida, venti
impetuosi, e così via: dalla leggendaria Miura alla Diablo all'ultima nata, la Murcielago, senza dimenticare la celeberrima Countach, un nome esotico sulla cui origine circola un aneddoto curioso. Pare infatti che il carrozziere Bertone, vedendo completata la macchina che aveva contribuito a creare, non abbia saputo trattenere una piemontesissima esclamazione di stupore e meraviglia che suona più o meno, appunto, Countach!, e che divenne il nome dell'auto (sicuramente più efficace dell'"accipicchia!" che all'incirca significa).
I quarant'anni dell'azienda di Sant'Agata Bolognese sono celebrati al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino con un excursus dedicato ai modelli che hanno fatto la storia della Automobili Lamborghini e provenienti dal Museo Lamborghini, dalla collezione Bertone e della collezione Italdesign-Giugiaro. Una vera e propria celebrazione del prestigioso marchio emiliano, che in Piemonte ha tuttora i suoi partner più importanti e qualificati, non soltanto nel settore della carrozzeria, ma anche in quello della componentistica.
Michelangelo Carta