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3. Piazza Carignano

IL BAROCCO IN PIEMONTE: ITINERARI D'ARTE

3. PIAZZA CARIGNANO
Testo e immagini Lucilla Cremoni

 

Da Piazza Castello, imboccando Via Accademia delle Scienze, si arriva in Piazza Carignano, uno scrigno barocco caratterizzato dalle linee sinuose della facciata di Palazzo Carignano, un capolavoro del Guarini costruito fra il 1679 e il 1685 per volontà  di Emanuele Filiberto Amedeo di Carignano detto "il Muto", del ramo Savoia-Carignano. Il palazzo è un luogo fondamentale nella storia del Piemonte e dell'Italia: vi nacquero i sovrani che compirono il processo di unità  nazionale (Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II); nel 1848 divenne sede del Parlamento Subalpino e, nel 1861 del primo Parlamento dell'Italia unita. Proprio a questo scopo fu ampliato e vi fu aggiunta la facciata posteriore, quella su Piazza Carlo Alberto.

Piazza Carignano

La struttura originaria, barocca, del palazzo consisteva di un corpo centrale a pianta ellittica e due ali laterali. Nella parte retrostante, un giardino lo collegava con le scuderie, di cui oggi rimane traccia nella facciata della Biblioteca Nazionale.
Palazzo Carignano si distingue dagli altri palazzi torinesi per una facciata grandiosa in cui un materiale "povero" come il mattone viene usato per esaltare il gioco di pieni e vuoti. In questa facciata si può anche notare un particolare curioso: le finestre del piano nobile sono decorate con un fregio che raffigura il tipico copricapo piumato degli Indiani d'America. Questo motivo ornamentale fu realizzato per celebrare la vittoria sugli Irochesi ottenuta nel 1667 da un reggimento equipaggiato dai Carignano e mandato in aiuto dei francesi. Il palazzo è ricco di testimonianze storiche e artistiche. Il pianterreno ospita i sontuosi Appartamenti del Principe, mentre al primo piano si trova un'importante istituzione culturale, il Museo Nazionale del Risorgimento, che attraverso immagini, documenti e cimeli ripercorre la storia italiana dal 1706, l'anno dell'assedio di Torino e della vittoria sui francesi, al 1945.
Sulla piazza si affacciano anche altri edifici storici. Uno è il Teatro Carignano, settecentesco, elegante e prezioso di stucchi e dorature, disegnato nel 1752 da Benedetto Alfieri, il Reale Architetto successore di Juvarra. Distrutto da un incendio nel 1786, il teatro fu ricostruito nel volgere di un solo anno. Fregio su una finestra di Palazzo Carignano
Accanto al teatro, il prestigioso Ristorante del Cambio, fondato nel 1757, che originariamente era una stazione delle diligenze e un luogo di contrattazioni commerciali (una sorta di Borsa) e che divenne, fra Sette e Ottocento, meta favorita di personaggi illustri, da Casanova a Cavour. Attiguo alla piazza, lungo Via Accademia delle Scienze fra Via Principe Amedeo e Via Maria Vittoria, si trova l'antico Palazzo dell'Accademia dei Nobili, poi Accademia delle Scienze, progettato dal Guarini nella seconda metà  del Seicento per conto dei padri Gesuiti. La costruzione, di linee austere e solenni in linea con l'originaria destinazione d'uso, ospita sin dal 1824 il Museo Egizio di Torino, il più antico nel suo genere e il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo.
Il secondo piano del palazzo è invece occupato dalla Galleria Sabauda, fondata nel 1932 per raccogliere le collezioni d'arte dei Savoia.
Antistante il palazzo, ma con la facciata su Via Maria Vittoria, è la chiesa di San Filippo Neri, alla quale lavorarono i due massimi architetti di corte, Guarini e Juvarra. La chiesa fu commissionata al Guarini da Maria Giovanna di Savoia-Nemours nel 1679, ma dopo quattro anni l'architetto morì a lavori appena iniziati. Altri architetti si succedettero, ma nel 1714 la cupola crollò, e il progetto fu affidato a Filippo Juvarra, il quale non riuscì però a terminarlo durante la sua permanenza a Torino.
La chiesa venne consacrata nel 1771, ma solo nei primi decenni dell'Ottocento fu terminata, con la costruzione della facciata secondo il disegno juvarriano, con le colonne e il timpano che creano uno straordinario effetto scenografico nel contrasto con il rosso cupo dei mattoni a vista. San Filippo è la più grande chiesa torinese, a navata unica, che crea uno spazio ampio e arioso, e un semplice pavimento ligneo che esalta la ricchezza delle decorazioni, degli stucchi e dei dipinti. All'interno, una curiosità : la cappella dedicata a Sebastiano Valfré fu originariamente la stanza in cui abitò questo religioso, che si distinse durante l'assedio di Torino del 1706.
Dirimpetto alla chiesa è Palazzo Carpano (già  Palazzo San Marzano), costruito negli anni ottanta del XVI secolo su disegno del Garove e ampliato nel Settecento da Benedetto Alfieri. Particolarmente spettacolari sono le colonne tortili dell'atrio, lo scalone d'onore e il cortile. Il palazzo fu a lungo luogo di incontro per politici e letterati, ed è attualmente di proprietà  della Carpano, nome legato all'invenzione, alla fine del Settecento, del vermouth.
Svoltando a destra in Via Maria Vittoria, si arriva in Piazza San Carlo, l'antica Piazza Reale, dove si tenevano il mercato del grano e del riso. ...

 


 

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