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Il Sacro Monte di Oropa

Luoghi del sacro in Piemonte

IL SACRO MONTE 
DI OROPA
Assieme al Santuario, il Sacro Monte di Oropa è uno dei più antichi 
e frequentati centri di culto mariano in Europa

testo Michelangelo Carta
immagini Franco Caresio

 

Vista sul I Sacri Monti, i più antichi ed importanti dei quali si trovano in Piemonte, sono stati proclamati Patrimonio Mondiale dell'Umanità  dall'Unesco e furono costruiti fra il XV e il XVIII secolo lungo le pendici di alture naturali per offrire ai fedeli una progressione sapienziale ed espiatoria scandita dalla preghiera in una serie di cappelle. Ma questi complessi sono anche un'importante testimonianza culturale ed artistica: alla loro progettazione e decorazione collaborarono, infatti, molti protagonisti delle arti plastiche e figurative del tempo.
In provincia di Biella, una conca montana a
quasi 1200 metri fa da scenario a un complesso monumentale che è uno dei più antichi e amati centri di culto mariano in Italia. Parliamo del Santuario di Oropa, con la sua celebre Madonna Nera, e del Sacro Monte che attorno al santuario si è sviluppato tra Sei e Settecento.
Santuario e Sacro Monte sono due realtà  distinte, ma strettamente collegate. Nel 1620, quando iniziò la costruzione del "percorso sacro" delle cappelle, il Santuario era da oltre quattro secoli meta di pellegrinaggio e la tradizione parlava di un edificio ancor più antico, risalente addirittura al IV secolo e a Sant'Eusebio, considerato il fondatore del culto mariano in Piemonte.
I primi dati certi sulla presenza a Oropa di una chiesa di una certa importanza risalgono al XIII secolo, e attorno al 1600, in ottemperanza al voto fatto durante l'epidemia di peste del 1599, la città  di Biella avviò la costruzione di un nuovo maestoso santuario che inglobò la parte più sacra del precedente.
Di poco successiva è l'edificazione, proseguita per circa un secolo, del Sacro Monte, articolato in 17 cappelle che si snodano lungo la dorsale del Monte Mucrone.
La costruzione iniziò quindi in piena Controriforma e, nel contesto del grande riflusso di religiosità  popolare che ne seguì, il Santuario e il Sacro Monte attrassero un gran numero di pellegrini e fedeli, e beneficiò di lasciti e donazioni da parte delle famiglie aristocratiche del territorio e degli stessi Savoia.
Scalone e facciata della chiesa Nel Settecento vi lavorarono architetti quali Francesco Gallo e Pietro Giuseppe Beltramo, che nella seconda metà  del secolo realizzò lo scalone in pietra grigia che porta al "piazzale sacro" o Prato della Madonna, il cui progetto originale è probabilmente attribuibile a Juvarra.
Diversamente dagli altri Sacri Monti piemontesi, che si sviluppano in ambienti boschivi, quello di Oropa è costruito per buona parte seguendo la pendenza di un grande prato, in modo che le cappelle siano ben visibili fra loro, e solo nella parte sommitale la radura cede il passo ai boschi. In comune con gli altri Sacri Monti, invece, questo complesso ha la caratteristica di esser stato costruito impiegando materiali e maestranze locali. Splendide cappelle furono realizzate dai fratelli Giovanni e Melchiorre d'Errico: quella dedicata all'Incoronazione della Vergine, o Cappella del Paradiso, conta ben 156 personaggi a grandezza naturale, molti dei quali hanno barba e capelli in fibre vegetali. Un particolare curioso: la cappella dedicata alle Nozze di Cana fu finanziata dalla città  di Lessona, già  all'epoca celebre per i suoi vini, che proprio in nome di questo prodotto volle porsi in relazione con un luogo santo.


Cappella di Adamo ed Eva

La Madonna Nera, un culto antico
Secondo l'agiografia, la venerazione della "Madonna Nera" fu introdotta nel IV secolo da Sant'Eusebio il quale sarebbe tornato dalla Terra Santa portando con sé due statue lignee e un ritratto della Vergine eseguiti dall'evangelista Luca. Per proteggerle dagli eretici, ma soprattutto per debellare il paganesimo ancora ben radicato, Eusebio avrebbe collocato le statue all'interno di grotte naturali, una a Oropa, l'altra a Crea. La statua si trova oggi in una nicchia del "sacello eusebiano", unica parte superstite della "basilica vecchia" demolita nel Seicento quando fu costruita l'attuale struttura.
Il culto della Madonna Nera, diffuso anche in molte aree dell'Europa centro-settentrionale, si collega a culti molto più antichi. La sua origine è assai dibattuta: alcune tesi sostengono che il colorito scuro del volto della Madonna sia semplicemente il risultato del tipo di legno impiegato e dell'azione del tempo. Più convincente è la spiegazione che fa riferimento al riciclo, da parte delle prime comunità  cristiane, di statue di antiche divinità  egizie in ebano (ed è evidente anche la parentela fra la tipologia artistica della Madonna col Bambino e quella di Iside col piccolo Horus sulle ginocchia). Anche suggestiva l'ipotesi secondo la quale Eusebio avrebbe collocato l'immagine della Vergine nella grotta per sconfiggere i culti pagani legati alle "dee matrone", presenti nelle cavità  naturali, ed il cui volto era scuro perché vivevano al buio ed erano venerate come dee della fertilità e intermediarie tra il mondo delle tenebre e quello della luce.

Come arrivare ad Oropa:
Oropa è a circa 12 km. a nord di Biella.
Auto: Autostrada A4, uscita Santhià  o Carisio, poi Strada Statale 144 direzione Biella.
Treno: Linea ferroviaria Santhià -Biella: stazione di Biella, poi autobus linea 2 (capolinea stazione di Biella)

Info: Santuario di Oropa
Tel. 015 25551200,
www.santuariodioropa.it

2005


 

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