Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

L'oro della Bessa

ORO!
La Bessa, dai Salassi a riserva naturale

Lucilla Cremoni

 

Una delle scene più divertenti che il cinema abbia creato su oro e cercatori è una di quelle iniziali de La Ballata della Città  senza Nome, film tutt'altro che memorabile tratto da un famoso musical di Broadway: il vecchio cercatore/pendaglio da forca celebra a modo suo un funerale, ma vede luccicare qualcosa nella fossa, molla le esequie e con aria truce reclama a gran voce la concessione per sé e il suo socio.,
La realtà  della corsa all'oro, dai forty-niners in California all'Alaska di fine Ottocento, fu ovviamente ben diversa: freddo, fatica, fame, e pochi quelli che si arricchirono.
Ma quelle immagini di uomini chini sulle loro padelle a setacciare la sabbia dei fiumi auriferi sono parte del mito americano e sull'onda dell'epopea si muovono ancora oggi i cercatori, che setacciano i fiumi più per passione che per necessità: un hobby, insomma, meno rischioso del rafting e meno sanguinario della caccia.
Il luogo di questa corsa all'oro nostrana è la Bessa, una zona fra Biellese e Canavese che costeggia e circonda il corso del torrente Elvo e prosegue in territorio valdostano. Fu una delle più grandi miniere d'oro dell'antichità , ed era nel territorio dei Salassi, una popolazione ligure-celtica di cui si favoleggiano origini non meno che mitologiche legate ad Ercole e agli Argonauti, dunque al mito del Vello d'Oro, che altro non sarebbe se non una pelle di pecora, usata per setacciare le sabbie aurifere e perciò «d'oroâ» in quanto ricoperta di polvere e pagliuzze.

I Salassi avevano il controllo di un territorio esteso fino ai confini delle terre dei Taurini, alleati di Roma, e forse non furono i primi scopritori dell'oro alluvionale trascinato dai corsi d'acqua dalle viscere del Monte Bianco, ma furono i primi a setacciarlo in modo sistematico, anche deviando il corso dei torrenti e fornendo così un casus belli ai Romani i quali mandarono le legioni a "difendere" le popolazioni circostanti alle quali veniva tolta o inquinata l'acqua. Ma trovarono molto filo da torcere, venendo sanguinosamente sconfitti nel 143 a.C. nelle campagne tra Verolengo e Brandizzo. Però stiamo parlando dell'irresistibile espansione della Roma del II secolo, e quindi nel giro di pochi anni la storia finì come doveva finire: i Salassi furono sconfitti e sottomessi, le terre furono distribuite ai veterani e i nostri poco fortunati emuli di Asterix finirono schiavi o dispersi, continuando a fare qualche azione di disturbo e insediandosi in piccole énclave nel circondario, come ancora testimoniano toponimi quali Salassa (e Salussola, ma qui le teorie divergono). 
Con la colonizzazione romana lo sfruttamento delle zone aurifere divenne intensivo, causando l'esaurimento del giacimento da cui si stima siano state estratte 270 tonnellate d'oro. Lo sfruttamento della risorsa, e la cerca dei residui aurei nei secoli successivi, hanno determinato lo sconvolgimento dell'ecosistema di quel territorio, e nel corso del tempo, la nascita di un ambiente totalmente diverso. Gli scarti di scavo, pietre e ciottoli, sono stati ammassati in enormi cumuli, vere e proprie dune artificiali, un paesaggio surreale che, se ha reso il terreno inutilizzabile per l'agricoltura causandone l'abbandono, ha finito per essere una manna per gli archeologi e per creare un ambiente con caratteristiche botaniche e climatiche uniche, tanto che la Bessa è oggi una riserva naturale.

2005


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Aperitivi in musica 2015

Il testamento di Maria - Prima nazionale al Gobetti

L'Araba Fenice - Riuso funzionale, riciclo artistico 2015

1M Next 2016 - Bando per il contest del concerto del 1° maggio

The Black Wolves - Liu Ruowang

Battute mondiali - Sfida fra le migliori

L'alba delle autonomie - Statuti comunali in mostra a Vercelli

Giornata di studio: Snoezelen - La persona al centro della relazione

Peccati di Gola e Fiera Regionale del Tartufo a Mondovì

Sguardi eterni tra la terra e il cielo - Personale di Ciro Palumbo

Poesia del vero - Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo

Concorso fotografico #Monvisounesco - Premiazione dei vincitori

MeleMiele 2015

Mai tempo e coraggio. Personale di Alessandra Maio

Iran... come ti vedo. Personale di Nadia Brunori ad Avigliana

Sotto un cielo di ferro e di gesso - Stagione Santibriganti 2015-16

Fuori porta - Le vacanze dei piemontesi fra Otto e Novecento

Tempi beati - mostra su Arrigo Frusta

EstOvest - Festival di musica d'oggi

Ritroviamo nel vino il patrimonio Unesco - Congresso Onav Piemonte


Articoli 181-200|201-220|221-240|241-260|261-280