Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

Parco Naturale Alpe Veglia Devero

IL PARCO NATURALE
ALPE VEGLIA DEVERO

Fra il Piemonte e la Svizzera, un paradiso
per provetti scialpinisti
e per ferri da stiro senza speranza.


di Alda Rosati-Peys

 

Io non scio, non mi arrampico, sono freddolosa e ho l'agilità di un ferro da stiro. La mia propensione all'attività  fisica è paragonabile a quella di Hercule Poirot. Insomma, non sono un tipo avventuroso, e sono anche convinta che molti "amanti dell'avventura" siano solo dei balenghi che immancabilmente finiscono per cacciare nei guai se stessi e chi li deve salvare. Però mi piace camminare, e quando posso lo faccio. Possiamo anche chiamarlo trekking leggero (che è la stessa cosa ma fa più fine), e con un paio di scarponi vecchio stile tutto cuoio imbottitura e vibram che pesano come un secchio di mattoni e se li vendo a un negozio di vintage alpinistico ci compro una fornitura di pedule gore-tex, flex-tex, Tex-mex superleggere con GPS e forno a microonde incorporati nel velcro. Ma non li vendo, ci sono affezionata.
In montagna ci vado solo d'estate, il che fa di me la persona ideale per parlare di montagna in inverno.
Mi spiego. Il problema, con la montagna d'estate, è che nessun pietoso manto di neve copre lo scempio di prati scorticati, vallette trafitte da pali e tralicci, seggiolini degli impianti di risalita ammonticchiati dove capita assieme ai vari relitti di quella peculiare idea di divertimento che induce migliaia di persone a spendere un bel po' di soldi per avere il privilegio di mettersi in fila per appoggiarsi un disco di plastica ai cosiddetti e farsi trascinare in cima a un pendio dal quale buttarsi giù in un traffico da ora di punta, rischiando ossa e articolazioni, per poi ricominciare con la fila - e magari sono uomini che non accompagnano la moglie al supermercato perché non sopportano di stare in coda alla cassa.
Ora, il godimento della montagna estiva è direttamente proporzionale alla sensatezza della sua gestione invernale: se si abbattono pinete e boschi secolari per fare piste rosse, nere, ecru e fantasia, e si fanno condomini-alveare con perlinato a vista per accogliere sciatori che fuggono dai condomini-alveare cittadini con mattone a vista, d'estate avremo distese brulle e giallastre e condomini-alveare con perlinato (scrostato) a vista. Che tristezza.
Quindi, se la montagna è bella d'estate vuol dire che d'inverno non è stata un fast food dello sci, ma ha saputo far divertire gli sportivi senza distruggere la natura. Uno di questi posti è il Parco Naturale Veglia-Devero, che si trova sulle Alpi Lepontine occidentali alle estreme propaggini settentrionali del Piemonte, praticamente ai confini con la Svizzera. La provincia è il Verbano Cusio Ossola, e i comuni di riferimento sono Baceno, Crodo, Trasquera e Varzo. Ottomila e più ettari di laghi e laghetti, prati e praterie di alta quota, pascoli, lariceti e un sottobosco di rododendri e mirtilli a un'altitudine fra i 1600 e i 3500 metri, suppergiù. A sud del parco una "zona di salvaguardia" comprende le piane di Devero e di Crampiolo, e la valle di Bondolero: è una specie di anticamera del parco, e anche un laboratorio di interventi e attività  ecocompatibili. Non solo, ma appena oltre il confine svizzero troviamo la Valle di Binn, che è letteralmente un parco naturale abitato: si tratta di una zona in cui sin dal 1964 tutte le attività  e le infrastrutture sono state realizzate dando la priorità  all'ambiente, perché si era capito che la bellezza del paesaggio poteva essere anche una risorsa economica, e che linee elettriche interrate, riduzione del traffico, recupero dei terreni abbandonati e dei vecchi edifici potevano attrarre turisti, quindi produrre reddito e sviluppo. Un'idea talmente ovvia che sono stati in tanti a non prenderla per niente in considerazione, a giudicare da quel che si vede in giro. Il parco offre le più svariate possibilità , dalle visite naturalistiche e didattiche alle escursioni di tutte le difficoltà. E poi c'è l'archeologia: nella zona dell'Alpe Veglia sono stati trovati i resti di un accampamento di cacciatori nomadi vissuti circa ottomila anni fa, quando nella conca si trovava un lago circondato da foreste, habitat per moltissime specie animali. Inoltre l'area è ricca di quarzo, materiale con cui, in mancanza di selce, si facevano utensili per la caccia e il lavoro; nei dintorni di Cianciavero sono stati trovati i resti di una vera e propria officina per la fabbricazione di questi strumenti. Infine, il Balm d'la Vardaiola (la Balma della sentinella), un riparo sotto la roccia a oltre 1900 metri di quota, ha conservato resti di insediamenti che vanno dall'età  del ferro al basso Medioevo, e sono anche stati trovati resti di pitture rupestri.

Info:
Parco Naturale Veglia Devero
Villa Gentinetta
Viale Pieri, 27 Varzo (VB)
Tel. 032472572
www.parcovegliadevero.it

Immagini: per gentile concessione Parco Naturale Alpe Veglia Alpe Devero


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Carlo Zauli, scultore - 2009

Feste Barocche - 2009

Serenant et Illuminant - 2009

I castelli di Lagnasco

Il castello di Rocca Grimalda

Jessie Boswell - 2009

Rodolfo Valentino, la seduzione del mito - 2009

Omocausto - 2009

Biennale Democrazia 2009

Tavagnasco Rock 2009

Madama la Piemonteisa

Akhenaton Faraone del Sole - 2009

Piero Lerda - Dal caos al gioco

Vincitori della II edizione

Egitto Tesori Sommersi - 2009

Goya - I Disastri della Guerra - 2009

Gabriele Basilico - Beirut 1991 - 2009

Mario Calandri - Incisioni - 2009

Automotoretrò 2009

Il cioccolato in Piemonte - parte III