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7. San Giusto a Susa

VALLE DI SUSA - Percorsi d'arte, fede, memoria
A cura del Centro Culturale Diocesano di Susa

 

SUSA
La Cattedrale di San Giusto Martire
 

 

A Susa, accanto alla Porta romana, detta Porta Savoia, sorge la Cattedrale dedicata a San Giusto martire. Risale al 9 luglio 1029, quando Olderico Manfredi di Savoia, sua moglie Berta e suo fratello Alrico, vescovo di Asti, fondarono questa abbazia benedettina donando ai monaci un terzo della città  di Susa, un terzo della Valle dal Monginevro a Vaie, e diedero in concessione la basilica, fatta costruire due anni prima.
Con il passare degli anni, l'Abbazia rimase un importante centro di vita religiosa e, con i suoi domini, anche un rilevante centro di potere. Da ricordare è il patto di fraternità  che i monaci stipularono con i Certosini insediati alla Losa, sopra Gravere. Nel 1193, infatti, i monaci di San Giusto donarono ai monaci della Losa le terre che circondavano la Certosa. Tuttavia, col tempo il numero dei monaci segusini si ridusse sensibilmente, e la mediocre gestione della vita interna al monastero indebolì notevolmente la testimonianza cristiana dei monaci, che furono infine trasferiti d'autorità  alla Sacra di San Michele. Nel 1583 Papa Gregorio XIII immise nell'Abbazia i Canonici Lateranensi, Agostiniani riformati votati al rigore e alla povertà . Nel 1749, dopo la soppressione della Prevostura di Oulx, San Giusto da Canonica Agostiniana Riformata divenne canonica agostiniana regolare. Nel 1772, con la nascita della Diocesi di Susa, diventò Cattedrale ed i Canonici furono preti secolari.
La Cattedrale è un edificio imponente che ha subìto molti rimaneggiamenti nel corso dei secoli, con profonde trasformazioni delle strutture romaniche originarie. Ad esempio, inizialmente la chiesa non era, come oggi, addossata alle mura cittadine a fianco di Porta Savoia, ma era probabilmente all'interno della cinta muraria. Il complesso abbaziale doveva, infatti, essere più corto di quello attuale, e non presentava il portale oggi presente sulla facciata occidentale, inserito nel corso di uno degli ampliamenti che hanno interessato la Chiesa. Oltre a questo portale, ve n'è un altro che è altrettanto significativo e probabilmente più antico: è quello della facciata meridionale, vicino a Porta Savoia. Recava quattro picchiotti bronzei risalenti al 1130 circa e rappresentanti il tetramorfo, ossia i simboli dei quattro Evangelisti (l'aquila per Giovanni, l'Angelo per Matteo, il toro per Luca ed il leone per Marco). Ne sono rimasti solo due, e sono conservati presso il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa. I picchiotti, forse opera di un artista francese, colpiscono per la loro caratterizzazione psicologica e per il loro aspetto quasi inquietante. Il toro spalanca stupefatto le sue orbite vuote, mentre il leone è assorto in una severa meditazione. Gli spiriti del male non potevano che arretrare e desistere dall'entrare nel luogo sacro a cui davano accesso, tanto era il timore che essi dovevano infondere in chiunque si fosse soffermato ad osservarli.

La Cattedrale rivela la sua sublime imponenza anche nel poderoso campanile a sei piani, e il cui piano sotterraneo è decorato con affreschi di animali, guerrieri, mostri e figure simboliche databili all'XI secolo. Altri decori si trovano sul lato sud della Cattedrale. Nella lunetta che sovrasta il portale si vedono affreschi rappresentanti la Crocifissione, del 1125-1130, e due angeli che reggono le insegne del cardinale Guglielmo d'Estouteville, amministratore di San Giusto a partire dal 1453, il quale fece realizzare importanti restauri alle strutture della Chiesa. Se questi ultimi affreschi risalgono al 1457-1483, quelli presenti sull'arco che sormonta la parete d'accesso al Battistero sono databili al 1483-1490 e raffigurano l'ingresso di Cristo a Gerusalemme: Cristo, a dorso di mulo e attorniato dal gruppo degli Apostoli, fa il suo ingresso nella città  di cui, a destra sullo sfondo, si vedono alcuni edifici che richiamano quelli segusini. All'interno, la Cattedrale colpisce per una maestosità  che invita il fedele a meditare immergendo lo sguardo nella volta stellata. La Chiesa, a tre navate ed un transetto, presenta delle interessanti cappelle interne. Ricco è anche il patrimonio artistico qui conservato. In particolare, colpisce il coro ligneo, il più antico insieme di stalli del Piemonte occidentale e uno dei più antichi dell'Europa medievale, bellissimo esemplare di intaglio ligneo del Trecento. Formato da diciotto stalli maggiori addossati all'abside e solo da alcuni degli stalli minori originari, presenta un ricco repertorio iconografico dominato da motivi decorativi fitomorfi. La tradizione vuole che provenga dalla chiesa segusina di Santa Maria Maggiore, chiusa al culto nel 1749. Una caratteristica dell'opera sono i tramezzi che tra uno stallo e l'altro salgono sopra il livello dei braccioli e poi proseguono fino a sorreggere il baldacchino, in volute traforate ed intagliate a fogliami. Si tratta di una soluzione intermedia tra il coro più comunemente diffuso, con stalli separati da bassi tramezzi, ed il coro certosino usato dagli ordini monastici a celle, che permette un isolamento del religioso anche in occasione della preghiera comunitaria in piedi. Apre la serie degli stalli il seggio abbaziale, chiuso anteriormente da un arco trilobato adorno di draghi e coperto da una cuspide piramidale.

Altre opere di intaglio ligneo colpiscono per la loro peculiarità. Tra esse, un Crocifisso del Quattrocento conservato nel Battistero, in cui il dolore è reso visibile non tanto dall'espressione del viso o dalla contrazione degli arti, ma dal fitto intersecarsi delle vene lungo gambe e braccia e dalle costole che sembrano voler uscire dalla pelle, tanta è la tensione della figura. Tra le sculture della Cattedrale spicca una statua lignea di donna rivestita di vernice bronzea: viene identificata con la Contessa Adelaide di Susa, che nel 1047 sposò Oddone di Savoia portando in dote il marchesato di Torino, il che consentì ai Savoia di insediarsi al di qua delle Alpi. In realtà  l'atteggiamento attonito, la bocca semiaperta ad esprimere dolore, l'avvicinano di più al tipo della Maddalena ai piedi della croce, quindi probabilmente la statua faceva parte di un gruppo scultoreo del calvario. Unico esempio di opera lignea non policroma in Valle di Susa è l'ancona del Beato Amedeo di Savoia, certamente di cultura non locale e attualmente conservata in sacrestia, sull'altare marmoreo. Proviene dal Forte della Brunetta di Susa, fatto radere al suolo da Napoleone nel 1798. In sacrestia si può anche ammirare il dipinto della Natività , opera che Defendente Ferrari, pittore chivassese attivo in Valle di Susa, realizzò nel 1518. Dunque la Cattedrale di San Giusto racchiude numerosi tesori e, del resto, Il Tesoro della Cattedrale di San Giusto era stato il titolo di una mostra, tenutasi nel 1998 a Susa, in cui erano stati esposti i più interessanti oggetti provenienti dalla Chiesa e conservati presso il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa. Ma la Cattedrale, oltre ad importanti oggetti d'arte, ospita anche le reliquie di San Giusto martire, patrono della Diocesi di Susa e tuttora venerato dai valsusini. Sul questo Santo si tramanda una curiosa leggenda: monaco a Novalesa, sarebbe rimasto insieme a San Flaviano a custodire l'Abbazia nel X secolo, quando forte era la minaccia delle incursioni saracene. Quando il pericolo si fece imminente, i due si rifugiarono a Beaulard, presso Oulx, dove c'è ancora la Cappella di San Giusto. Da qui, salendo su un larice a sette punte, essi vedevano il martirio dei Cristiani che i Saraceni stavano compiendo in Oulx. Vedendo le anime dei Cristiani uccisi salire verso il cielo, decisero di scendere anche loro ad Oulx, dove trovarono la morte. Si dice che molte sventure colpirono la famiglia di un abitante di Puy-Beaulard che un giorno, molti anni dopo la morte di San Giusto, decise di tagliare il larice. Inoltre, ancora oggi, in mezzo alle bianche montagne di Beaulard, vicino all'antico rifugio di San Giusto, sgorga una sorgente, che sarebbe stata fatta nascere dal Santo e la cui acqua ha fama taumaturgica.

2003


 

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