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L'Artigiano Curioso

Orlando Perera
L'ARTIGIANO CURIOSO
Daniela Piazza Editore 2002, 120 pagine
Regione Piemonte, Assessorato all'Artigianato

Questo gradevole volume, realizzato per l'Assessorato all'Artigianato della Regione Piemonte da Daniela Piazza Editore e presentato al pubblico il 23 dicembre 2002, è la fatica più recente di Orlando Perera, autore di altri tre volumi e di molte pubblicazioni sull'artigianato artistico e tipico del Piemonte.
Il libro non si occupa dei settori più noti dell'artigianato piemontese (legno, ceramica, eccetera), bensì di una serie di mestieri non facilmente classificabili, ma indubbiamente di alto artigianato, e per i quali è allo studio l'istituzione di un settore "vario" in modo da poter attribuire anche a queste figure professionali il riconoscimento di Eccellenza Artigiana.
In alcuni casi si tratta di mestieri ormai rarissimi, come nel caso della famiglia Suino, costruttori di ombrelli che sono, non serve nemmeno dirlo, dei pezzi unici. Figure in via di estinzione, come il Magnin di Lanzo, forse l'ultimo superstite di una schiera di calderai itineranti che si trasmettevano il mestiere di padre in figlio. O gli scultori di talco, un materiale duttile che non siamo abituati a vedere in forma solida, e da cui invece, in passato, erano tratti non solo soprammobili, ma anche suppellettili d'uso comune come tegami o ferri da stiro. Mestieri nati quasi per caso, ricostruendo nel tempo libero oggetti legati all'infanzia, semplici e ingegnosi: ramazze, arnesi per filare, zucche essiccate e trasformate in strumenti musicali, giocattoli fatti con rametti, pezzi di canna, persino le galle delle querce.
Fra questi artigiani ve ne sono anche di più "curiosi": tra i fabbricanti di candele, ad esempio, alcuni continuano il prestigio di nomi come Conterno (ora Colenghi); altri, come Alfredo Paolella di Cuneo, trasformano la candela in un oggetto d'arte, una scultura.
Ma il caso più inusuale è quello di Giovanni Aghetta, poco più che trentenne, che si è specializzato nel restauro di modelli ceroplastici, in particolare quelli del Museo d'Anatomia Umana dell'Università  di Torino. Pezzi antichi e preziosi, ma impressionanti e anche orripilanti nel dettaglio con cui sono riprodotti muscoli, bulbi oculari, vene eccetera. Roba da film dell'orrore, verrebbe da dire, se non fosse che un altro "artigiano curioso" proprio dell'orrore ha fatto il suo pane quotidiano, specializzandosi nella produzione di modelli e maschere di ogni dimensione, ma tutti ugualmente mostruosi; ed è un complimento, perché i modelli sono destinati al cinema. E infine, un artigiano che applica l'unicità  del pezzo fatto a mano ad un autentico simbolo di globalizzazione: il torinese Roberto Zucca, che crea i modellini per le sorprese degli Ovetti Kinder. Non si tratta solo di manualità , per Zucca, ma di saper conciliare una serie di elementi che vanno dal rispetto dei canoni grafici di alcuni personaggi sui quali vice un severo copyright a quello di norme di sicurezza particolarmente rigide, visto che le sorprese sono destinate ai bambini.
Nove storie curiose raccontate e confezionate con garbo, per altrettanti modi di vivere l'artigianato.


 

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