Enrico Camanni
LA NOTTE DEL CERVINO
CDA & Vivalda, collana "I Licheni" 2003
172 pagine, €12
La notte del Cervino è una storia d'amore scritta da un uomo che scrive l'autobiografia di una donna, Chiara, tra Ivrea e Torino, tra anni Sessanta e Settanta, tra impegno politico e vicende personali, sullo sfondo delle montagne fra il Canavese e la Valle d'Aosta. Anzi, proprio le montagne aprono e chiudono il cerchio di questa vicenda, perché sono la passione degli uomini che segnano la vita della protagonista. Il padre, col quale Chiara fa le prime escursioni e che respinge nel corso dell'adolescenza e negli anni dell'università (e sono gli anni del e post-Sessantotto, fatti di dibattiti, prese di coscienza e ribellismi per nulla privi di retorica e autoreferenzialità ) per poi riavvicinarglisi nel corso della malattia che lo porterà alla morte. L'altro uomo è l'affascinante direttore del giornale di Ivrea per il quale Chiara lavora, di fatto una proiezione della figura paterna, uomo di montagna silenzioso e profondo che la guida in escursioni montane che sono altrettanti viaggi interiori (il titolo si riferisce appunto alla principale di queste escursioni) e sarà per lei amante e Pigmalione.
Il contesto, come si è detto, sono gli anni Sessanta-Settanta, segnati da eventi epocali e dal terrorismo, dal quale è toccata (non diciamo come) anche la nostra eroina. Un'eroina, tuttavia, che in barba all'impegno politico e al femminismo, di cui pure si suppone abbia conoscenza, sembra definirsi principalmente in funzione dei due protagonisti maschili, e vivere della luce che questi proiettano. In questo senso, ben poco la distingue dalle eroine romantiche di Piccole donne che Chiara aveva amato durante l'infanzia.
Un libro gradevole, centosettanta pagine per una serata di lettura rilassante.