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Il Ricetto di Candelo

IL RICETTO DI CANDELO 
Testo Michelangelo Carta
immagini Lucilla Cremoni
 

 

Le mura e il torrione del RicettoQuello di Candelo è l'unico dei Ricetti piemontesi ad essere giunto ai nostri tempi pressoché intatto, quindi è una testimonianza unica della storia della civiltà  contadina. 
Ma che cos'è, esattamente, un Ricetto? 
Il termine, come è evidente, deriva dal latino receptum, rifugio, e indica genericamente un luogo difeso, cioè fortificato. Serviva infatti come ricovero e protezione delle derrate e degli abitanti del luogo. 
Le origini di Candelo e del suo Ricetto sono antichissime: il toponimo "Candelo" pare risalire addirittura a tempi preceltici, quando il Piemonte era abitato da popolazioni liguri, e compare per la prima volta in documenti ufficiali nel 988. 
La costruzione del Ricetto inizia a cavallo fra il XIII e il XIV secolo, e nel 1374 Candelo è il primo dei territori biellesi a giurare fedeltà  ai Savoia. Dopo una serie di vicende legate a successioni e imposte feudali, nel Cinquecento Candelo viene più volte occupata dai francesi nell'ambito delle lotte tra questi ultimi e i sovrani spagnoli, di cui Emanuele Filiberto di Savoia era alleato, e proprio nel Ricetto i francesi si trincerano, venendo poi costretti alla resa dagli spagnoli nel 1558. 
Il Ricetto, gravemente danneggiato dalla guerra, viene riparato e ricostruito, e nel 1577 Candelo diventa Contea. Innumerevoli traversie colpiscono Candelo nel corso del Seicento: da un'epidemia di peste che decima la popolazione a varie occupazioni spagnole che portano altri danni e incendi. 
Con l'occupazione napoleonica all'inizio dell'Ottocento inizia la fase moderna di Candelo, e il Ricetto viene sensibilmente modificato con la costruzione del palazzo comunale e della piazza quale ancor oggi si vede.
La caratteristica fondamentale del Ricetto, va sottolineato, è quella di non essere un "borgo medievale" nel senso canonico, vale a dire un gruppo di case cresciuto attorno al castello o palazzo del signore del luogo. Il Ricetto è un rifugio ad uso del popolo e dei suoi beni: granaglie, masserizie, vino. In tempo di pace, era principalmente deposito di merci; nelle emergenze, vi trovavano rifugio anche i candelesi. E la sua conservazione quasi prodigiosa si deve al fatto che il Ricetto, oggi museo di se stesso e luogo di cultura e arte, fino a pochi anni orsono ha mantenuto intatta la sua funzione: per buona parte del Novecento i contadini della zona hanno depositato i raccolti e vinificato nelle circa duecento celle, cioè le costruzioni, che lo costituiscono. Il Ricetto quindi è un luogo in cui non si trova la diversificazione architettonica tipica dell'insediamento medievale: non vi sarà, ad esempio, la raffinata magione del mercante che o
stenta la sua ricchezza con pregiati rivestimenti o raffinate decorazioni; né la bottega dell'artigiano o l'umile casa del lavandaio. Tuttavia, pur nella sostanziale unità  architettonica, ogni cella ha caratteristiche proprie. 
Una delle rueIl complesso si estende su circa tredicimila metri quadri, ha un perimetro di 467 metri e una pianta grossomodo pentagonale, ed è cinto da una cortina di mura intervallate da 4 torri angolari a pianta rotonda aperte verso l'interno, alle quali si aggiunge, al centro del lato nord, una torre di cortina a pianta quadrata, dotata di aperture a livello terra utilizzate per lo scarico dei rifiuti e per il deflusso dell'acqua piovana (funzione, quest'ultima, che ancor oggi assolve). Una via di lizza (camminamento), ora scomparsa ad eccezione di alcune mensole di sostegno, correva lungo tutto l'interno delle mura. In considerazione dello scopo difensivo della struttura, il Ricetto aveva un solo accesso, posto sul lato meridionale e protetto da un grosso torrione rettangolare. Proprio su questo lato, nel 1819 fu costruito il municipio della cittadina, seguendo lo stile neoclassico allora in voga ma stravolgendo completamente questa parte della struttura.

Dentro il Ricetto
Il torrione d'ingresso introduce alla piazza, lastricata con pietre locali, provenienti dal corso d'acqua Allineamento delle celle sulla ruaai piedi del paese. Prospiciente al torrione si trova la costruzione più grande e maestosa dell'intera struttura, vale a dire il Palazzo del Principe, fatto costruire alla fine del Quattrocento da Sebastiano Ferrero a seguito dell'investitura feudale ottenuta su Caldelo. Il palazzo fu costruito su una struttura precedente, forse la magione del feudatario precedente, ampliandola con l'inglobamento di altre strutture, ha una tipica struttura a mastio e subì molti rimaneggiamenti e modifiche nelcorso del tempo. 
Dalla piazza si diparte la struttura viaria del Ricetto, costituita da cinque rue costruite in direzione est-ovest, di cui la centrale più larga e carrabile, inclinate in direzione della Torre di Cortina per consentire il deflusso delle acque piovane. Le cinque rue sono intersecate da altre due in senso ortogonale. Sulle rue si affacciano le cellule edilizie, separate le une dalle altre da un ristretto spazio chiamato riana, o rittana, chintana, che favoriva l'aerazione e isolava le celle in caso di incendio. 
Sono costruzioni curiose, prive di fondamenta e costruite a vani sovrapposti non comunicanti fra loro. A piano terra presentano un vano detto caneva, cioè una cantina con pavimento in terra battuta che era destinato alla preparazione e conservazione del vino, costituendo un ambiente ottimale in quanto pressoché privo di escursione termica e con una temperatura costante di 12-15°C. Il piano superiore era occupato dal solarium, un ambiente asciutto aerato da finestrelle in cui si conservavano granaglie e varie derrate. L'accesso a questo ambiente avveniva direttamente dalla rua tramite una scaletta che portava a una lobbia (balconata) sulla quale si apriva la porta. Pochi di questi ambienti sono oggi conservati nello stato originale, ed hanno subito interventi di ristrutturazione - ricordiamo che la maggior parte delle cellule di Candelo è proprietà  privata - non sempre filologicamente corretti. 
Tuttavia, l'impianto urbanistico generale è intatto, e il restauro delle parti comuni è stato effettuato nel rispetto della struttura originaria, con particolare attenzione alla cortina di mura e all'area verde circostante.

 2004
 

 


 

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