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Tre libri di antiche ricette e rimedi popolari - 2002

Laura Rangoni,
LE ERBE DELLE DONNE
Fiori e piante dell'arco alpino tra cucina, medicina popolare e bellezza
Daniela Piazza Editore 2002, 200 pagine, € 18,00

Delfina Sissoldo Fiorini
IL CASSETTO DELLA NONNA
Rimedi, consigli naturali, tradizione popolare
Daniela Piazza Editore, novembre 2001, 176 pagine, € 17,56

Gisella e Walter Eynard
SUPA BARBETTA E ALTRE STORIE
La cucina delle valli valdesi
Vivalda Editori 1996, ristampa 1999, 128 pagine, €7,74


Tre libri per gli amanti del folklore e delle antiche ricette e dei rimedi popolari. I primi due, editi da Daniela Piazza Editore, racchiudono aneddoti, credenze, curiosità  su quella che possiamo considerare l'antenata di tutte le moderne medicine alternative, olistiche, omeopatiche, e così via. Parliamo naturalmente delle nonne che, provette quanto empiriche conoscitrici delle molte varietà  di erbe e piante dei prati e dei boschi, foglie, cortecce eccetera, le raccoglievano e quindi seccavano o facevano macerare in alcool o variamente conservavano per poi utilizzarle a fini terapeutici, culinari, decorativi o cosmetici. Ma senza dimenticare, come si accenna nell'introduzione a Le erbe delle donne, che se il rapporto fra le erbe e le donne è sempre stato molto stretto, pure quella dell'herbaria per molto tempo è stata una figura osteggiata dal potere e dalla Chiesa che l'associava alla stregoneria o, nel migliore dei casi, alla superstizione, creando anche una sempre più ampia contrapposizione fra la medicina ufficiale, accademica, e quella popolare, esercitata principalmente dalle donne - guaritrici, levatrici, conciaossa, eccetera. Di quell'antica sapienza farmacologica, tanto più fascinosa quanto più la distanza temporale l'ammanta di mistero, sono più rassicuranti e prosaiche eredi le nonne che sapevano quando raccogliere la camomilla o la malva, o bollivano l'aglio nel latte non solo per fare la Bagna Cauda, ma per usare quel latte puzzolente come rimedio sovrano contro il mal di gola.
In realtà, nel raccogliere erbe e frutti spontanei, queste assai poco stregonesche nonne non si sentivano le sacerdotesse di un antico culto, ma praticavano l'antica arte della sopravvivenza o, per dirla in modo meno drastico, si procuravano ingredienti necessari a quella cucina di sussistenza che è alla base di Supa Barbette e altre storie, il bel libretto di ricette curato da Gisella e Walter Eynard. Il libro, edito da Vivalda e uscito per la prima volta nel 1996, è il frutto delle ricerche che i due celebri ristoratori da anni conducono nel campo della tradizione culinaria delle valli valdesi. Una tradizione, per l'appunto, di sussistenza, sviluppata per garantire autosufficienza a una minoranza, quella valdese, per secoli confinata in un "ghetto alpino" e soggetta a persecuzioni e angherie di ogni genere. Una tradizione il cui significato oltrepassa i confini della pura funzionalità  e diventa un importante elemento di identificazione di un gruppo che assegna al cibo, e alla ritualità  del pasto, una forte valenza spirituale. Infatti, precisano gli autori,"Attraverso l'utilizzo di ogni pianta ed animale che la natura mette a disposizione, l'uomo non si limita a soddisfare il suo bisogno di sopravvivenza, ma entra in unione fraterna con i suoi simili. Il rito del cibo ed il momento collettivo della festa rappresentano il tramite per una vera agape con gli altri appartenenti alla comunità , mai un'occasione di ostentazione".

l.c.


 

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