Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

9. I cicli affrescati

VALLE DI SUSA - Percorsi d'arte, fede, memoria 
A cura del Centro Culturale Diocesano di Susa

 

I CICLI AFFRESCATI
I colori della Valle di Susa


Il percorso dei cicli affrescati
Con l'autunno, colori nuovi, caldi e malinconici prendono il posto di quelli vivi dell'estate. E se si percorre la Valle di Susa, tra le stradine ed i sentieri di montagna, come facevano un tempo gli antichi valsusini, si scopre un mondo altrettanto colorato, generato non dalla natura ma dalla mano dell'uomo. Si tratta dei numerosi cicli affrescati che decorano le pareti di chiese, cappelle campestri e piloni votivi. Già  i viaggiatori di un tempo rimanevano profondamente colpiti dalle imponenti figure di santi, e ancor oggi non si può non fermarsi a riflettere di fronte a immagini tratte dai testi sacri, che costituiscono, oggi come allora, una sorta di promemoria del divino.
L'uomo, proprio come San Tommaso, ha continuamente bisogno di prove concrete del puro spirito che è Dio, e chiese e cappelle sono tradizionalmente considerate la sede ideale per avvicinarsi alla divinità : statue, quadri, arredi, ma soprattutto affreschi, richiamano dunque la mente umana al tempo che non scorre affannosamente, ma dura stabilmente.
Tutto ciò è evidente, per esempio, negli affreschi che raffigurano le personificazioni dei mesi dell'anno e che, provenienti dalla Casa dei Canonici di Santa Maria Maggiore di Susa, sono attualmente conservati presso il Museo Diocesano di Arte Sacra. Ogni mese è rappresentato con le sue tipiche attività : a febbraio ci si riscalda i piedi vicino al fuoco, ad aprile si raccolgono i fiori nei campi, a giugno si falcia l'erba, ecc. Ma il tempo umano, ripetitivo e monotono, lascia spazio al tempo divino, riservato al fedele che entra nell'edificio sacro e pregusta così il tempo che lo aspetterà  dopo la morte.

I temi dominanti in molti affreschi sono essenzialmente due: i Vizi e le Virtù, legati al Giudizio Universale, e gli episodi tratti dalla vita dei santi.
Il primo motivo, che si trova tradizionalmente all'esterno, aveva la funzione di monito per tutti gli uomini: abbandonarsi ai sette vizi capitali significava destinarsi alla dannazione. Il messaggio è chiaro e viene presentato su tre registri: in alto, al primo posto, ci sono le quattro virtù cardinali e le tre teologali; a seguire, i sette vizi capitali, uno per ogni virtù. Infine, per chi non ha praticato le virtù ma si è abbandonato al vizio, vi sono le pene infernali, la cui rappresentazione è spesso terrificante.
Nella cappella del SS. Sacramento a Novalesa (1714), per esempio, alla virtù dell'astinenza e al corrispondente vizio della gola, è associata l'immagine della pena che vede un uomo grasso e nudo appeso per la gola al patibolo, con due diavoli che gli fanno bere, attraverso un imbuto, del liquido che prendono con dei mestoli. Rappresentazioni analoghe, in Valle di Susa, si trovano all'esterno della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Salbertrand (XVI secolo) e della cappella di Santo Stefano a Giaglione (fine XV secolo), dove gli ingordi, seduti intorno ad un tavolo, vengono ingozzati da tre figure demoniache.

Se il Giudizio Universale premia i virtuosi e punisce, con pene durissime ed eterne, coloro che non hanno ascoltato la Parola di Dio, le vite dei santi sono la testimonianza concreta di come l'umanità  si possa salvare con la forza della fede. Ed ecco che il percorso di vita che ogni credente dovrebbe seguire è esemplificato per tutti - anche chi non sapeva leggere, ed era la maggioranza - dalle immagini della cappella di San Lorenzo a San Giorio di Susa (1328-1330 circa). Il sacrificio di Cristo sulla croce (Crocifissione) ha reso possibile la Redenzione dal peccato (Leggenda dei tre vivi e dei tre morti): ne è esempio San Lorenzo che, bruciando sulla graticola, ha dato prova dell'imperturbabilità  del vero credente di fronte alle avversità  della vita. Lo stesso aveva fatto Sant'Andrea, le cui vicende sono narrate alle Ramats presso Chiomonte (XV secolo) ed a Horres presso Bardonecchia (XV secolo). Il santo aveva tentato di spiegare al proconsole romano Egea i capisaldi della fede cristiana, ma costui, non avendoli compresi e pretendendo che Andrea sacrificasse agli idoli, lo mise a morte, facendolo percuotere e crocifiggere. Il santo, in punto di morte, volse lo sguardo al cielo azzurro, sede del divino e punto di riferimento per ogni uomo.
Il volto di uno dei carnefici di Sant'Andrea richiama quello di uno degli aguzzini di Sant'Agata a Notre-Dame du Coignet presso Bardonecchia (fine XV secolo). Tratti comuni si possono osservare in vari affreschi della Valle, molti dei quali sono stati attribuiti alla bottega dei Serra di Pinerolo. Oltre a Sant'Andrea, la mano dei pinerolesi si ritrova, ad esempio, nella cappella di Sant'Antonio Abate a Jouvenceaux (fine XV secolo), in quella di San Sisto presso Bardonecchia (XV-XVI secolo) e, a Rochemolles, alla Parrocchiale e al pilone votivo di Pra Lavin (XV secolo). Tipici sono sono la caratterizzazione dei volti, l'attenzione al paesaggio e, soprattutto, le ampie pennellate di colore che contraddistinguono le diverse immagini sacre.

I santi raffigurati, però, non fungevano solo da modello per gli uomini, ma anche da loro protettori contro la peste e la morte improvvisa, contro i viaggi pericolosi. Nel primo caso si invocava San Sebastiano, presente alla parrocchiale di Rochemolles, a San Sisto, sul campanile di Beaulard presso Oulx (XV secolo). Nel secondo a San Cristoforo, che aiutava, ad esempio, i viandanti che transitavano davanti a Notre-Dame du Coignet. Chi vegliava sui cammini era invece San Bernardo da Mentone, a cui è dedicata la cappella di Constans a Beaulard, attualmente oggetto di restauri. Molte altre pitture a fresco stanno venendo alla luce grazie ai restauri che si stanno conducendo in questi anni. Si pensi alla parrocchiale di San Gregorio Magno a Savoulx, alla chiesa di San Pietro Apostolo di Rochemolles e alla chiesa di Santa Caterina a Chiomonte, dalle cui mura sono emerse figure di Apostoli e, nell'attuale sottotetto, un'Annunciazione di scuola giottesca.
Sotto l'intonaco di molti edifici sacri in futuro sarà  forse possibile portare alla luce questa Bibbia dei Poveri che mostra a tutti un messaggio di speranza e di sostegno più che mai attuale.

Immagini (nell'ordine)
1. I mesi dell'anno: Febbraio. Susa, Museo Diocesano di Arte Sacra
2. Pena per i golosi. Novalesa, Museo di Arte Religiosa Alpina (cappella del SS. Sacramento)
3. Jouvenceaux (Sauze d'Oulx), esterno della cappella di Sant'Antonio Abate
4. San Cristoforo. Les Arnauds (Bardonecchia), cappella di Notre-Dame du Coignet

2004


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Iceman - Oetzi a Pinerolo

Immagini del silenzio - Cabiria - 2006

CioccolaTò 2006

Il castello di Montalto Dora

Parco Naturale Alpe Veglia Devero

Carlo Magno e le Alpi

L'incantesimo dei sensi - 2006

Napoleone e il Piemonte - 2006

Visioni - Garis, Nicola, Tallone e Vigliaturo - 2005

Lamborghini 63-'03 - 2003

Progetto & Arredo e Restructura 2005

Il castello di Masino

Metafore & Trasparenze - 2005

Simbolismo e Liberty ad Alessandria

Urbana

L'oro della Bessa

Robert Mapplethorpe alla Promotrice

Avigliana

Il Sacro Monte di Oropa

La birra