VALLE DI SUSA - Percorsi d'arte, fede, memoria
a cura del Centro Culturale Diocesano di Susa
CHIOMONTE
la "Sposa di Colombano" mostra i suoi gioielli
Montagna con la testa in cielo
ed i piedi lavati dalla Dora.
Sposa di re Colombano
che fecondò le tue viscere
per generare nell'acqua
uomini forti e donne belle.
Così scriveva don Bruno Dolino, parroco della frazione Ramats di Chiomonte. E le sue parole non possono non sembrare adeguate a chi si sia soffermato, anche una sola volta, a guardare la montagna che domina il paese di Chiomonte. Osservando gli alberi e le cime rocciose dei Quattro Denti, si rimane folgorati dal fascino di questo angolo dell'Alta Valle di Susa. E, dopo l'iniziale ammirazione, permane il desiderio di saperne di più riguardo a questi paesaggi, ricchi di storia e di arte.
Innanzitutto, chi era tale Colombano, personaggio di tale importanza da essere diventato il protagonista di un romanzo di Alessandro Perissinotto? Si trattava di un uomo delle Ramats che, nel 1533 circa, perforò, da solo, la montagna di Thullie, per portare l'acqua agli abitanti della frazione chiomontina e del Cels. Si dice che ogni giorno un cane gli portasse il cibo offerto dagli abitanti della zona. Personaggio tra storia e leggenda, Colombano compì però indubbiamente un'opera idraulica di elevato livello e di grande utilità .
Alle Ramats, un'altra costruzione spicca per la sua importanza. Nella frazione omonima, la Cappella di Sant'Andrea si distingue per i suoi affreschi interni, recentemente restaurati e in ottimo stato, risalenti alla seconda metà del Quattrocento e raffiguranti, oltre ad un'Annunciazione, a Sant'Antonio e Sant'Agata, le Storie di Sant'Andrea. Queste ultime vanno dalla rappresentazione del Santo che illustra ad Egea (governatore romano a Patrasso) i motivi per cui si deve aver fede, alla morte del Santo. In un ultimo riquadro, oggi perduto, era probabilmente raffigurata la sepoltura di Egea. Quest'ultima immagine, se davvero era presente, fu rimossa perché poco decorosa e pudica, secondo quanto riporta il racconto della passione di Sant'Andrea.
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Tali affreschi sono stati attribuiti alla bottega pinerolese dei Serra, molto attiva in Valle di Susa, e colpiscono per l'intensa caratterizzazione emotiva e per la gestualità dei personaggi. Il tema figurativo è innovativo, ed è quello della poetica degli sguardi. Gli sguardi dei personaggi sono infatti così profondi che quasi ipnotizzano lo spettatore, il quale non può fare a meno di immedesimarsi nella scena. Tra gli altri, per esempio, si pongono con evidenza i volti degli aguzzini di Sant'Andrea, che, con i loro nasi camusi, gli occhi acuti e le barbe disordinate esprimono il carattere turpe del male, e richiamano figure di altri affreschi della Valle - come quelle della Cappella di Nôtre Dame du Coignet a Bardonecchia.
Oltre alla frazione Ramats, un'altra frazione del Comune di Chiomonte merita di essere visitata. Si tratta di Pian del Frais, accessibile da Susa e dal capoluogo attraverso una strada panoramica che si snoda attraverso le varie borgate. Dotata di cinque impianti di risalita, questa piccola ma suggestiva stazione sciistica è anche arte. La chiesa di San Bartolomeo, patrono della località , voluta dall'attuale parroco don Fransouà, si caratterizza per le sue architetture contemporanee. Inoltre, una curiosità: al Frais c'è anche una meridiana a ore francesi con la linea degli equinozi e con la mandragola, "l'erba dei sortilegi".
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Infine, il paese di Chiomonte, caratteristico e magico con le sue vie strette e le fontane. Ad ogni angolo se ne trova una, da quelle più antiche risalenti al Cinquecento a quelle più recenti, tanto che Chiomonte venne definito "paese delle sette fontane". Seguendo il mormorìo dell'acqua si possono percorrere le vie alla scoperta di interessanti gioielli d'arte. Oltre al Palazzo Beraud, meglio conosciuto come il Vescovado, e alla facciata di Casa Ronsil, con ammonimenti di carattere morale, è rilevante la centrale idroelettrica dell'AEM, esempio di architettura industriale di inizio Novecento.
Ma dal punto di vista artistico i gioielli più preziosi di Chiomonte sono la Chiesetta di Santa Caterina, il Palazzo Levis e la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Santa Caterina è un'opera unica in Valle di Susa, trattandosi di una chiesa romanica, attualmente sconsacrata ma un tempo sede dell'Ordine Gerosolimitano. All'interno sono affiorati importanti affreschi del Quattrocento: nell'arco absidale, al di sopra delle volte barocche, un'Annunciazione il cui Angelo è stato attribuito alla scuola lombarda; nella volta a botte che sovrasta la zona presbiteriale affiorano figure di Apostoli. Da un rivestimento in stucco di epoca barocca emergono delle semicolonne medievali decorate con motivi naturali che ricordano le foglie d'acanto già rinvenute sui capitelli e nella fascia che delimita l'Annunciazione; vi sono inoltre magnifici stucchi, ancora da restaurare, sull'altare barocco. Prossimi restauri riguarderanno anche il Palazzo Levis, risalente al XII secolo e caratterizzato da un cortile a loggiati sovrapposti. Attualmente questo edificio ospita le opere del pittore chiomontino Giuseppe Augusto Levis ed il Museo Archeologico, con reperti risalenti all'antico villaggio neolitico di Chiomonte, che sorgeva sul versante opposto della Dora, in località Maddalena. Secondo i progetti, dopo i restauri la pinacoteca sarà arricchita di altre opere del pittore ed i reperti del Museo verranno trasferiti nel loro luogo d'origine. Proprio in tale luogo sarà attiva una cascina per la degustazione dei prodotti eno-gastronomici locali, fra cui il vino rosso doc, prodotto dai vitigni di Avanà .
La Chiesa Parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, spicca per il suo campanile, in stile tipico del Delfinato, e per il suo secentesco portico esterno. All'interno, oltre agli splendidi arredi barocchi, l'organo del 1887 con 954 canne, recentemente restaurato. Chiomonte è dunque un paese ricco di arte e di cultura, che conserva antiche tradizioni come la festa di San Sebastiano, patrono del Paese. Il 20 gennaio priore, priori ed angioletti ricordando il martirio del Santo e fanno danzare attraverso le vie del paese la Puento, un fuso decorato con nastri colorati che ricorda l'albero a cui San Sebastiano fu legato e trafitto dalle frecce dei suoi uccisori.
La magia di Chiomonte è accresciuta dai fiori che d'estate decorano i suoi angoli, tanto che nel 2003 il paese ha vinto il concorso "Comune fiorito, paese accogliente! promosso dall'ATL2 Montagnedoc.
2003