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4. Cesana: le montagne e l'arte

VALLE DI SUSA - Percorsi d'arte, fede, memoria 
a cura del Centro Culturale Diocesano di Susa

 

CESANA
le montagne e l'arte
 


Nella valle dominata dal monte Chaberton, tra montagne innevate d'inverno e splendidi paesaggi colorati d'estate, sorge Cesana Torinese, piccolo paese dell'Alta Valle di Susa e meta di numerosi turisti in tutto l'arco dell'anno. Durante il periodo invernale offre agli appassionati alcune delle più belle piste da sci e suggestivi percorsi con le racchette da neve, alla scoperta degli antichi sentieri che un tempo erano percorsi quotidianamente dagli abitanti. Anche Daniela Ceccarelli, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Salt Lake City, ha scelto questo angolo di Valsusa per vivere e per allenarsi in vista delle sue gare internazionali.
Ma Cesana è interessante anche e soprattutto per le sue frazioni, che si inerpicano sulle montagne; in particolare, Bousson, Champlas Seguin, Mollieres, Thures, Fenils, Desert, Solomiac e Sansicario. Se quest'ultima è nota per le sue piste da sci e per quello che, nel 2006, sarà  l'impianto di bob e skeleton, le altre sono importanti per i loro borghi e le loro chiese. Provengono ad esempio dalla parrocchiale di Bousson tre preziose statue, attualmente conservate presso il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa, rappresentanti la Maddalena, Sant'Anna Metterza e Dio Padre. Tutte e tre le statue risalgono all'epoca barocca, anche se sono connotate da influssi più arcaici che richiamano l'arte tardogotica, e sono caratterizzate da un'ampia policromia.
Percorrendo le stradine che portano a Thures, si incontra la caratteristica chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Maddalena, costruita nel 1450 circa e che si distingue per il campanile basso, privo delle cuspidi tipiche dello stile romanico delfinale di molte chiese della Valle. La bassa copertura piramidale e con incorniciature in tufo venne probabilmente realizzata a seguito della parziale distruzione del campanile per una valanga. Thures è anche capoluogo della valle omonima, che si diparte lateralmente alla valle della Ripa per chiudersi al confine con il Queyras ed è uno degli angoli più affascinanti ed incontaminati della Valle di Susa.

Risalente alla stessa epoca, ma ampliata nel '700, è la chiesa di San Giuliano a Fenils, in stile gotico, con un prezioso soffitto a cassettoni ed un retable ligneo barocco, con al centro l'icona raffigurante San Giuliano e San Sebastiano.
Cesana si contraddistingue per la coesistenza sul suo territorio di due stili di vita differenti. Da un lato vi sono, infatti, la tradizione, i pittoreschi borghi montani, i boschi che ricordano e fanno rivivere l'antica atmosfera, la vita passata, gustata momento per momento; dall'altro vi è, invece, il turismo moderno, con le nuove costruzioni e gli impianti da sci. Antichità  e modernità  convivono. Un esempio tra tutti, in questo senso, sono le chiese di Desertes e di Sansicario. Se l'una, oggi non più sede di parrocchia, risale al 1487 e possiede una preziosa scultura lignea della Scuola del Melezet (ancora oggi attiva nella vicina Bardonecchia) raffigurante una Madonna col Bambino oggi ospitata presso il Museo Diocesano di Susa, l'altra, dedicata a Sant'Atanasio, è in stile moderno, intonata al villaggio turistico che la circonda. Se ci si lascia incantare dall'atmosfera della valle di Cesana, si nota un altro paese molto caratteristico. Si tratta di quello che un tempo era definito il «Gran Sauzeâ», e che oggi si chiama Sauze di Cesana, che ospita una delle più interessanti chiese di tutta la Valle di Susa.
La particolarità  di tale edificio religioso, dedicato a San Restituto, è legata alle sue misure imponenti ed alla sua ubicazione, lontana dall'abitato. Se la sua maestà  fa pensare al riattamento di costruzioni precedenti ed al significato simbolico della potenza della protezione divina, resa, per così dire, visibile, la sua posizione è legata alla funzione che rivestì nei secoli XVI e XVII. Nel mezzo delle lotte di religione essa servì, infatti, come forte, alternativamente a Cattolici e Valdesi.
San Restituto è una Bibbia di pietra, con la sua architettura ricca di significati simbolici. Gli stili che la contraddistinguono, il neo-romanico ed il gotico-rinascimentale - tipico del Delfinato del XIV-XVII secolo - richiamano, da un lato, il grande abbraccio dell'uomo e della storia da parte del trascendente; dall'altro, l'inaccessibilità  del divino ed il conseguente sforzo umano di approssimarsi ad esso. Lo stile gotico-rinascimentale, infatti, con le sue forme verticali protese verso l'alto, rappresenta la tensione dell'anima umana verso l'alto dei cieli, simile alla scalata dei monti.
All'interno la chiesa è altrettanto interessante, soprattutto per il suo fonte battesimale, con la base in pietra a forma di conchiglia ed il ciborio ligneo a forma di piramide. La vasca battesimale, di forma circolare, porta nella parte inferiore la spartitura di una conchiglia, simbolo di vita, coronata nella parte superiore da anse trilobate, indici regali e divini. La sovrastante struttura lignea reca invece decorazioni di foglie di felce, di figure femminili e dello stemma di Francia. Il Battesimo, inizio della vita all'interno della Comunità  dei fedeli, è rappresentato, nella struttura utilizzata, da simboli della vita: un'antica memoria popolare ricorda come la forma acuta triangolare maschile (il ciborio) poggiasse su forme circolari o quadrate, simbolo di stato femminile (la base di pietra). A Sauze di Cesana un altro edificio religioso incuriosisce per una statua molto particolare, recentemente restaurata, conservata in esso. Si tratta della cappella di San Giacomo, che contiene l'omonima statua, già  nel Seicento definita "bellissima", che ricorda l'importanza che ebbe in area alpina il pellegrinaggio compostellano.

Immagini, nell'ordine:
• Bousson: chiesa parrocchiale di N. S. della Neve
•  Dio Padre: statua lignea, prima metà  XVIII secolo, proveniente da Bousson. Susa, Museo Diocesano di Arte Sacra. 
•  Chiesa parrocchiale di San Restituto, Sauze di Cesana

Tutte le immagini sono state fornite dal Centro Culturale Diocesano di Susa

2003


 

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