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1. Il territorio

 

VALLE DI SUSA - Percorsi d'arte, fede, memoria 
A cura del Centro Culturale Diocesano di Susa


IL TERRITORIO
Da millenni testimone e strumento di unione fra popoli e culture

 


Il territorio della Valle di Susa si estende nelle Alpi Cozie e Graie, è abitato da 75.581 persone distribuite tra la pianura di Torino e il confine francese, si articola in 35 comuni, 62 parrocchie, due Comunità  Montane, due Diocesi (quella di Susa e quella di Torino) ed è collegata, attraverso i due valichi del Moncenisio e del Monginevro e i due trafori autostradale e ferroviario del Frejus, con la Savoia e con l'antico Delfinato. Da sempre territorio di passaggio, è attraversata annualmente da circa quattro milioni di veicoli, in gran parte diretti verso la Francia e verso le zone di accoglienza turistica site nella parte alta della Valle.
Proprio la vocazione turistica, sviluppatasi nel secondo dopoguerra, ha fatto sì che la Valle di Susa si sia dotata nel tempo di una capacità  ricettiva di circa duecentomila posti letto, e abbia registrato, negli ultimi tre anni, una presenza di circa un milione di turisti per anno.

Le sfide

La Valle di Susa sarà  interessata nei prossimi anni da un gran numero di eventi di rilievo internazionale. Il suo volto sarà  dunque in continuo cambiamento, ma il rischio è che questo avvenga in modo affrettato e caotico, senza un progetto discusso e condiviso con i suoi abitanti. In una parola, senza il rispetto della sua identità, che si struttura intorno a due fondamentali caratteristiche, una acquisita e l'altra auspicabile:
• essere, con la Valle d'Aosta, un ponte che collega l'Europa, cioè un luogo significativo che lega sponde geografiche, etniche, storiche e culturali diverse, uscendo così dalla sola visione di una Valle come territorio di servizio e di transito;
•  presentarsi come un laboratorio entro cui ripercorrere, grazie alle testimonianze del territorio, il cammino storico e culturale europeo, e per elaborare inediti modelli di sviluppo e di alleanza tra uomo e ambiente.

Queste parole - "ponte" e "laboratorio" - racchiudono potenzialità  grandi, ma nello stesso tempo sono anche un pesante fardello, tanto che a volte la tentazione è dimenticare ciò che la Valle è realmente.
La scommessa consiste nel prendere coscienza, con corretta onestà  intellettuale, dei vari tasselli che hanno composto il mosaico della nostra storia, per leggere il presente e progettare il futuro.
A partire da queste due caratteristiche la popolazione della Valle di Susa ha la possibilità  di esprimere se stessa e il proprio tempo non in un terreno vergine, ma in un luogo dove la storia ha lasciato parecchie tracce.

La storia
Quest'area, per la sua posizione e le sue caratteristiche orografiche, ha infatti svolto nei secoli un'importante ruolo nelle vicende che hanno portato alla nascita dell'Europa come entità  continentale e culturale.
In epoca pre-romana e romana le montagne erano considerate non soltanto naturali luoghi di protezione e barriere, ma anche punti di riferimento per i numerosi canali di collegamento tra le vallate dei due versanti alpini, in un intrecciarsi di sentieri e veri e propri percorsi che consentivano al territorio ora sotto sovranità  italiana e francese di configurarsi come un insieme omogeneo con principi culturali comuni.
Alla caduta dell'Impero di Roma la Valle, a lungo contesa tra Longobardi e Franchi, vide il transitare di ambasciatori Franchi e di legati papali, degli stessi re e papi, alla ricerca di una nuova entità  politica e territoriale capace di traghettare la tarda antichità  pagana nella prima idea di Europa che si ricordi: l'impero carolingio. La nostra Valle, dunque, per la sua stessa posizione e configurazione è stata testimone e strumento di unione tra popoli, territori e culture.
La storia europea conosciuta attraverso i documenti è incisa con forza sulle pietre della Valle di Susa: la si può scoprire nel latino delle iscrizioni romane e cristiane rintracciabili ovunque nella Valle, e ancora di più dalla tipologia degli edifici. È presente tra le navate delle chiese medievali, all'interno delle quali il romanico e il gotico acquisiscono caratteri del tutto particolari, come nei campanili, rimasti tenacemente fermi per un millennio e che neppure i cambiamenti di gusto sono riusciti a trasformare.
A loro volta i cicli di affreschi, la statuaria lignea e le oreficerie esprimono nelle forme un linguaggio internazionale che rimanda a territori lontani, dalla penisola iberica al nord della Germania, passando per le vaste distese dell'Europa abitate dai Longobardi.
La Valle di Susa è allora un mosaico di paesaggi: storici, linguistici, culturali e umani e si presenta ai suoi abitanti e ai tanti turisti che vi transitano o soggiornano, come un complesso deposito di testimonianze d'arte, la maggior parte di natura sacra, che hanno la caratteristica di essere collocate in modo diffuso sul territorio e di appartenere ad epoche storiche e luoghi geografici anche molto diversi e lontani tra loro.
Oggi ci troviamo di fronte all'esigenza, o meglio al dovere di trasformare questo deposito d'arte in un moderno e diffuso «museo-laboratorioâ», inteso come uno spazio territoriale dove le memorie artistiche siano studiate e valorizzate in modo organico e integrato, così da giungere all'individuazione di molteplici itinerari culturali, che permettano ai nostri contemporanei di ascoltare la voce, non solo e non tanto dei singoli artigiani e artisti, quanto delle comunità  che ci hanno preceduto, le loro attese, le paure, la fede, attraverso le tante testimonianze d'arte che il loro vissuto ha ispirato e prodotto.

Le eccellenze della Valle
Che cosa presentare, dunque, ai turisti e agli abitanti che soggiornano e vivono nella Valle?
Tra le varie tessere che permettono di comporre il mosaico culturale e artistico del nostro territorio, quattro sono imprescindibili: le fortificazioni, l'arte sacra, l'archeologia, la cultura materiale.
Il percorso è particolarmente significativo rispetto all'itinerario della cultura e dell'arte religiosa, in quanto fornisce importanti chiavi di lettura per la storia della nostra terra.
In questo senso il Centro Culturale Diocesano da alcuni mesi sta lavorando per approntare degli itinerari artistico-culturali leggibili sia in chiave tematica sia in chiave geografica, che si auspica possano divenire operativi nel più breve tempo possibile.

I percorsi individuati finora sono sei:
•  il primo percorso, già  operativo, è quello del Sistema Museale Diocesano, che comprende le sedi di Susa, San Giorio, Novalesa, Giaglione e Melezet;
• il secondo è legato ai monasteri e abbazie, un ideale viaggio alla riscoperta delle numerose presenze monastiche della Valle, dalla Sacra di San Michele a Novalesa, alle certose;
•  il terzo porterà  alla scoperta dei numerosi cicli affrescati - molti dei quali poco noti al pubblico - che adornano le cappelle del nostro territorio
•  il quarto sarà  dedicato alle vette e rocce sacre;
•  il quinto agli scenari della devozione e della liturgia, alla riscoperta dei maggiori manufatti di epoca barocca presenti nelle parrocchiali della Valle (retables, dipinti, sculture);
•  il sesto è legato alle peculiarità  architettoniche della Valle di Susa.
La sfida è quella di uno sviluppo umanamente e territorialmente sostenibile, rispettoso della vocazione storica della Valle e degli abitanti che oggi vi abitano. L'augurio è che sia una sfida vincente.

Immagini
•  Scuola di Rubens, Adorazione dei Magi, sec. XVII. Parrocchiale di Novalesa
•  Campanile di San Giusto, Susa
•  San Cristoforo. Affresco XV- XVI sec. Cappella di San Sisto, Melezet (Bardonecchia)
•  Scorcio di Puy Beaulard, frazione di Oulx.

Tutte le immagini sono state fornite dal Centro Culturale Diocesano di Susa

2003


 

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