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5. Il Bandera

ARTIGIANATO TESSILE IN PIEMONTE

BANDERA

Lucilla Cremoni
consulenza tecnica di Vittorio Sacco

L'arte del ricamo è vecchia quasi quanto l'uomo, e si è evoluta nel tempo sino a raggiungere, ad esempio nell'Italia del XV e XVI secolo, vette artisticamente assai elevate, tanto che nella Venezia del Cinquecento la Consorteria dei Pittori includeva anche i ricamatori. E infatti, cos'altro è il ricamo, se non la realizzazione di pitture con l'ago? Arricchitosi nei temi, tecniche e materiali fino a buona parte del Settecento (basti pensare alle preziose pianete ricamate, ai panciotti e alle giubbe maschili, eccetera) il ricamo, in quanto forma di lusso, fu osteggiato dalla Rivoluzione francese, ma risorse generalmente nell'Ottocento.
Per quanto riguarda il Piemonte, il ricamo più caratterizzante è senza dubbio il Bandera, un termine che in realtà  designava in origine la stoffa che del ricamo faceva da supporto. Un tessuto di antiche origini già  attestato negli Statuti dell'Arte del Fustagno della Città  di Chieri, risalenti al Quattrocento, che menzionano un tessuto (prima di canapa, poi di cotone operato), con motivi regolari a rilievo, a righe parallele o a nido d'ape, bianco o écru, riservato alla confezione di uniformi, livree e biancheria ordinaria. Si trattava quindi di stoffa robusta, destinata ad un uso quotidiano ed i cui requisiti principali erano la durata e la resistenza all'usura.
Sulle origini del termine "Bandera", come è noto, due sono le versioni principali: una vuole che riprenda il nome dell'artigiano chierese che per primo praticò questa particolare lavorazione del cotone. L'altra la attribuisce alle bande, o righe parallele a rilievo tipiche di una delle versioni del tessuto.
Il passaggio da tela rustica a prestigioso tessuto d'arredamento arricchito da ricami elaborati, con effetti grafici ricercatissimi e colori vivaci, è databile alla fine del XVII secolo, e la moda fu lanciata, pare, dalla seconda Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, vedova di Carlo Emanuele II. Le difficoltà  legate a un periodo di guerre, carestie e pestilenze costringono anche i ceti abbienti a ristrettezze che rendono troppo gravoso l'acquisto di sete e broccati per rinnovare le tappezzerie e i foderami delle dimore nobiliari. Di qui l'idea semplice e geniale di usare un tessuto ordinario e largamente disponibile arricchendolo di ricami preziosi coi quali realizzare i disegni più elaborati e fantasiosi: dalla riproduzione degli intarsi dei mobili di Piffetti e Prinotto ai temi orientaleggianti allora particolarmente in voga, dalle scene di argomento mitologico alle decorazioni a grottesca di gusto pompeiano.
Sono ricami policromi, realizzati con filo di lana corposo e poco ritorto, spesso di tinta sfumata con particolare predilezione per il rosa, il "blu Savoia" e i verdi. Tipico del Bandera è l'utilizzo di diversi tipi di punto, a seconda della parte di disegno da realizzare: il punto erba, molto sottile, serve a disegnare steli di fiori, rametti, e simili dettagli; il punto catenella, più incisivo, per contorni di volute o fregi; il punto lanciato, il punto pittura (o punto risparmiato) per i fiori. Questi punti, usati in file parallele, servono anche a riempire porzioni più o meno ampie di ricamo creando sfumature e zone di colore.
Nell'Ottocento il Bandera si radica presso le dame della media aristocrazia e della nobiltà  militare, e furono infatti delle nobildonne, sin dalla fine del secolo e a varie riprese lungo il Novecento, a far rivivere quest'arte organizzando mostre in Italia e all'estero e fondando scuole di ricamo che avevano anche funzioni assistenziali, in quanto davano formazione professionale a giovani prive di mezzi di sostentamento.
Fra le principali protagoniste di quest'opera di conservazione e rilancio del Bandera si ricordano Aniceta Lampugnani Frisetti e Sofia Cacherani di Bricherasio, la contessa Calvi di Bergolo, Alida da Ricaldone e, in tempi recentissimi, Eleonora Chigi della Rocchetta e Consolata Beraudo di Pralormo. 

Foto Lucilla Cremoni. Immagini realizzate nel Castello della Manta di Saluzzo


 

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