SAPER BERE
Come si mesce il vino
Impugnare correttamente una bottiglia e mescere il vino senza far cadere gocce sul tavolo non è difficile e richiede solo un po' di manualità e di pratica. Comunque, qualche goccia ogni tanto sfugge al controllo anche dei più esperti sommelier.
Anche questa operazione si è evoluta nel tempo.
In passato, le regole dettate dall'Associazione Italiana Sommelier prevedevano impugnature differenti per vini bianchi e vini rossi. Le bottiglie di vino bianco erano impugnate dal fondo, come pure quelle di spumante (in quest'ultimo caso, la presa col pollice nell'incavo del fondo della bottiglia si applicava solo ai Magnum), per evitare che il calore della mano modifichi la temperatura di servizio.
Per i vini rossi, la bottiglia era impugnata dalla "spalla", cioè tra la fine del collo e l'inizio della parte verticale (parete), e avvolta completamente dal palmo e dalle dita: la presa era sicura ma limitava sia la torsione del polso utile a evitare il gocciolamento sia l'allungamento del braccio verso il bicchiere.
Oggi le bottiglie, sia di vino bianco sia di vino rosso, sono impugnate dal fondo avvolgendovi attorno il palmo e le dita in una presa sicura ma agile. Il collo della bottiglia non deve mai toccare il bordo del bicchiere. Quindi si dev e muovere il fondo della bottiglia contemporaneamente in senso orario e verso il basso per sollevarne il collo. Il flusso del vino si interromperà e rimarrà una sola goccia che dopo un istante di attesa cadrà felicemente al centro del bicchiere. Con un po' di pratica, il gesto risulterà sicuro ed elegante.
Come si è già avuto occasione di ricordare, non si deve mai coprire l'etichetta della bottiglia, anzi bisogna cercare di mostrarla il più possibile.