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Look at Me - Arte e femminilità

LOOK AT ME

Arte e femminilità


27 febbraio – 17 aprile 2016

Rivarolo, Casa Toesca

 

Areacreativa42 apre il nuovo anno con una mostra legata al tema della femminilità, curata da Karin Reisovà.

Senza sfociare nell’ovvietà, attraverso opere di pittura, scultura, fotografia e video arte di artisti italiani e stranieri di diverse generazioni, si è creato un percorso che si snoda tra la maternità, l’infanzia, la giovinezza, la maturità sino alla vecchiaia, alla ricerca di una identità o all’esternazione di una consapevolezza o esperienza già raggiunte. 

Le opere scelte hanno una valenza estetica ed un approccio fortemente emozionale e simbolico, rispondendo all’esigenza della curatrice di lasciare aperto il tema, accompagnando il pubblico nell’esplorazione dell’opera d’arte e del pensiero dell’artista. Lo spettatore può superare la barriera dell’immagine o della materialità ed essere libero di ritrovarsi davanti ad uno specchio, del presente, passato o futuro. 

L’opera di videoarte di Stefanie Sixt apre la mostra e ci conduce subito nel viaggio della vita a partire dalla nascita. La mostra poi prosegue con opere pittoriche dei due giovani artisti Tomas Tichy e Giacomo Modolo, per continuare con quelle erotiche e mistificanti dall’artista torinese Sabrina Milazzo. La figura della madre viene affrontata anche dall’artista Jian Zhou che la rappresenta di spalle, ma con tale forza e amore che pare toccarla attraverso il legno inciso. Con la stessa forza emerge anche la figura di una ninfa da un altro suo grande lavoro, simbolo di purezza e vita. Dall’altro lato la materia scultorea dalla quale scaturisce la raffigurazione crea un immediato legame esperienziale. È il caso della scultura di Barbora Mastrlova, l’innocente scoperta di sé, dalla quale percepiamo un forte senso di responsabilità e gravità. Parallelamente, i volti femminili in una originale e complicata ricerca scultorea vengono rappresentati da Alessandro Cardinale il quale  ripropone in chiave attuale una antica usanza cinese: le donne cinesi in età imperiale utilizzavano ventagli ed abiti in cotone decorato per poter comunicare tra di loro all’insaputa degli uomini. Avevano un loro linguaggio, una loro forza che garantiva uno sbocco di libertà. 

La tematica della femminilità viene sviluppata poi dalla fotografa Cristina Gori partendo dal suo corpo, attraverso il quale si genera una vita, si genera natura. Staccandosi dalla tradizionale rappresentazione dell’uomo intellettuale e letterato, Gillian Hyland nelle sue fotografie mette in primo piano un’autrice, emancipata, che in una cornice decadente ma elegante si dedica al suo lavoro ed altri lavori dalla forte valenza estetica. Carmen Cardillo invece attraverso immagini fotografiche in bianco e nero, affronta il gravoso tema della donna siciliana, ancora stretta nelle tradizioni da cui sembra impossibile liberarsi.  

La mostra è svolta in collaborazione con l’Associazione Fragole Celesti Comunità Terapeutica a tutela della donna, ed in parallelo agli eventi organizzati a Palazzo Barolo, Torino. 

Info 

www.areacreativa42.com 

 


 

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